Settimana della 1° domenica dopo Pentecoste – martedì
La spiritualità di questa settimana
La memoria del beato Luigi Biraghi è la memoria di un santo fondatore di ordini religiosi. Il beato Luigi, infatti, dedito all’educazione dei ragazzi, fondò l’ordine delle Suore Marcelline proprio con questo intento. Egli fu anche grande studioso di Sant’Ambrogio, che fu sempre guida alle sue azioni con i suoi scritti. Lo ricordiamo anche noi come santo della nostra Chiesa milanese che ha saputo esprimere al meglio quel gusto per la novità dello Spirito di cui abbiamo parlato anche ieri.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 6, 29 – 7, 10
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Io sono il Signore! Riferisci al faraone, re d’Egitto, quanto io ti dico». Mosè disse alla presenza del Signore: «Ecco, ho le labbra incirconcise e come vorrà ascoltarmi il faraone?». Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio di fronte al faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dalla sua terra. Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nella terra d’Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io leverò la mano contro l’Egitto, e farò uscire dalla terra d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, gli Israeliti, per mezzo di grandi castighi. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!». Mosè e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; così fecero. Mosè aveva ottant’anni e Aronne ottantatré, quando parlarono al faraone. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Quando il faraone vi chiederà di fare un prodigio a vostro sostegno, tu dirai ad Aronne: “Prendi il tuo bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà un serpente!”». Mosè e Aronne si recarono dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il suo bastone davanti al faraone e ai suoi ministri ed esso divenne un serpente.
SALMO Sal 104 (105)
Il Signore è fedele alla sua alleanza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco. R
Ma Dio rese molto fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi oppressori.
Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo
e agissero con inganno contro i suoi servi. R
Mandò Mosè, suo servo,
e Aronne, che si era scelto:
misero in atto contro di loro i suoi segni
e i suoi prodigi nella terra di Cam. R
VANGELO Lc 4, 25-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
Vangelo
Credo che le due letture di oggi possano essere ben riassunte insieme partendo dall’ultima frase del Vangelo, quella che ci mostra Gesù in cammino. In effetti è un’immagine molto comune alle pagine del Vangelo. Spesso Gesù è ritratto in cammino con i suoi discepoli, mentre cambia luogo di predicazione o visita malati e amici. Il cammino di Gesù è la “cifra sintetica” della sua vita, ovvero l’immagine cardine con la quale si può interpretare tutto il suo ministero. Ce lo insegna proprio San Luca che scrive il suo Vangelo come un progressivo avvicinamento a Gerusalemme, un cammino lungo, faticoso, che culmina con la Pasqua del Signore nella città santa. Il cammino di Gesù è spesso deciso per andarsene da un luogo, come è anche in questo caso. Gesù è quasi costretto ad andarsene, vista l’intenzione di “buttarlo giù dal precipizio” che viene registrata. Non proprio un’intenzione amichevole, non proprio un segno di accoglienza perenne. Gesù sente rivolto verso di sé questo disprezzo, questa ostilità ed è per questo che abbandona il campo, dirigendosi altrove.
Esodo
Il cammino è anche la cifra sintetica, l’immagine che meglio si addice al popolo di Israele all’inizio della Scrittura. Il popolo è sempre in cammino. Così come anche si diceva a proposito del suo esodo, cioè del suo viaggiare per uscire dalla terra d’Egitto ed inoltrarsi nel cammino per il deserto verso la terra della libertà, verso la sua patria. Cammino che riguarda anche Mosè stesso e suo fratello Aronne che, anzitutto, devono recarsi da Faraone. Il loro cammino è accompagnato anche da segni e prodigi che Mosè e Aronne, nel nome di Dio, riescono a fare, come il serpente che appare dinnanzi ai grandi d’ Egitto quando Aronne getta a terra il suo bastone. Cammino non facile perché, come ben sappiamo, sarà sempre cammino osteggiato. Anzitutto proprio da quel Faraone al quale si sono rivolti Mosè ed Aronne per comando di Dio. Questo difficile cammino umano diventa simbolo del cammino che è la vita, anch’essa sempre piena di ostacoli, difficoltà, paure.
Pensiero a Maria
In questi giorni finali del mese di maggio possiamo anche guardare a Maria come la Vergine del cammino, come anche cantiamo. Il Vangelo la ritrae così molto spesso, fin dalla visitazione alla cugina Elisabetta. La vita di Maria è, poi, tutta un cammino nella sequela di Gesù. Maria va dove è Gesù perché lo segue, lo accompagna, lo ascolta. Il cammino interiore della Vergine si è accompagnato anche al cammino fisico che Maria fece per rimanere accanto al “suo” Gesù, sia nei giorni felici che fin sotto la Croce. Un cammino anche per lei difficile, pieno di sorprese e di difficoltà, eppure un cammino vissuto con amore. L’amore per Dio, l’amore per Gesù.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Il cammino, dunque, può anche essere visto come la sintesi della nostra vita, di tutte le esperienze che, in essa, siamo chiamati a fare. Può darsi che molti di noi abbiano già percorso molti passi, molte tappe di questo cammino. Può darsi che alcuni di noi siano ancora solo agli inizi. Magari c’è qualcuno che vede gli ultimi passi della sua esistenza… credo che a ciascuno di noi, in qualsiasi situazione ci troviamo, venga il monito per fare della vita un cammino. Un cammino con il Signore e, per questo, un cammino felice. Tanto quando ci sono giorni intensi e buoni, come quando ci sono difficoltà, rischi, preoccupazioni. È proprio l’Eucarestia, che noi metteremo al centro della nostra riflessione nel giorno del Corpus Domini, a sostenere le nostre difficoltà e a permetterci di andare avanti, tra tutte le difficoltà, le disillusioni, i problemi che la vita stessa porta con sé. Così come un aiuto ai nostri cammini viene proprio dalla Vergine del cammino che si fa solidale con noi in tutte le diverse tappe e i diversi momenti della nostra vita. Al Signore, dunque, chiediamo questa grazia per essere sempre in cammino, tutti indirizzati verso l’incontro con Lui.
Provocazioni dalla Parola
- A che punto sono del mio cammino?
- Cosa vedo dinnanzi a me?
- Come vivo i momenti di difficoltà? Chi mi fa spiritualmente compagnia nelle mie giornate difficili?