Settimana della 11° domenica dopo dopo Pentecoste – Lunedì – Madonna della neve
La spiritualità di questa settimana
La memoria della Madonna della neve, la grande festa della Trasfigurazione del Signore, San Domenico, Santa Teresa Benedetta della Croce, San Lorenzo, sono le grandi celebrazioni di questa settimana. Interromperemo il lezionario per la festa della Trasfigurazione e per Santa Teresa, che hanno letture proprie nel loro ordinamento. Lasciamo che la Parola accompagni queste giornate di piena estate. Oggi ricordiamo il prodigio della neve a Roma, in questo giorno estivo, nel quale, secondo la tradizione, fu lo stesso papa Liberio a disegnare il perimetro della basilica che intendeva erigere nell’Urbe, dedicandola a Maria Santissima. Anche noi, oggi, vogliamo vivere un nuovo atto di devozione mariana. I due testi di oggi ci fanno riflettere sull’integrità del credente.
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Cr 17, 1-6; 19, 4-11
Lettura del secondo libro delle Cronache
In quei giorni. Al posto di Asa divenne re suo figlio Giòsafat, che si fortificò contro Israele. Egli mise guarnigioni militari in tutte le fortezze di Giuda; nominò governatori per il territorio di Giuda e per le città di Èfraim occupate dal padre Asa. Il Signore fu con Giòsafat, perché egli camminò sulle vie seguite prima da suo padre e non ricercò i Baal, ma piuttosto ricercò il Dio di suo padre e ne seguì i comandi, senza imitare Israele. Il Signore consolidò il regno nelle mani di Giòsafat e tutto Giuda gli portava offerte. Egli ebbe ricchezze e gloria in quantità. Il suo cuore divenne forte nel seguire il Signore; eliminò anche le alture e i pali sacri da Giuda. Giòsafat rimase a Gerusalemme; poi si recò di nuovo fra il suo popolo, da Bersabea alle montagne di Èfraim, riportandolo al Signore, Dio dei loro padri. Egli stabilì giudici nel territorio, in tutte le fortezze di Giuda, città per città. Ai giudici egli raccomandò: «Guardate a quello che fate, perché non giudicate per gli uomini, ma per il Signore, il quale sarà con voi quando pronuncerete la sentenza. Ora il terrore del Signore sia con voi; nell’agire badate che nel Signore, nostro Dio, non c’è nessuna iniquità: egli non ha preferenze personali né accetta doni». Anche a Gerusalemme Giòsafat costituì alcuni leviti, sacerdoti e capifamiglia d’Israele, per il giudizio del Signore e le liti degli abitanti di Gerusalemme. Egli comandò loro: «Voi agirete nel timore del Signore, con fedeltà e con cuore integro. Su ogni causa che vi verrà presentata da parte dei vostri fratelli che abitano nelle loro città – si tratti di omicidio o di una questione che riguarda una legge o un comandamento o statuti o decreti – istruiteli, in modo che non si mettano in condizione di colpa davanti al Signore e il suo sdegno non si riversi su di voi e sui vostri fratelli. Agite così e non diventerete colpevoli. Ecco, Amaria, sommo sacerdote, sarà vostro capo in tutte le cose del Signore, mentre Zebadia, figlio di Ismaele, capo della casa di Giuda, in tutte le cose del re; in qualità di scribi sono a vostra disposizione i leviti. Coraggio, mettetevi al lavoro. E il Signore sia con chi è buono».
SALMO Sal 5
Signore, guidami con giustizia.
Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori,
il Signore li detesta. R
Io, invece, per il tuo grande amore,
entro nella tua casa;
mi prostro verso il tuo tempio santo
nel tuo timore. R
Guidami, Signore, nella tua giustizia
a causa dei miei nemici;
spiana davanti a me la tua strada.
Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine. R
Proteggili, perché in te si allietino
quanti amano il tuo nome,
poiché tu benedici il giusto, Signore,
come scudo lo circondi di benevolenza. R
VANGELO Lc 12, 1-3
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze».
2 Cronache
Anzitutto il primo testo, il libro delle Cronache, che ci ha presentato la grandezza della figura di Giosafat. Uomo giusto, uomo integro, uomo che ha avuto cura di scegliere collaboratori particolarmente onesti. Lo ha fatto nel campo del diritto, mettendo giudici incorruttibili e di provata moralità perché giudicassero le diatribe tra gli uomini. È molto bello ciò che diceva Giosafat ai suoi giudici: “Voi giudicate per il Signore e non per gli uomini”, dimostrando così di credere in una giustizia che viene da Dio. Il giudizio umano deve rispecchiare il giudizio di Dio, ecco il cuore del suo intervento. Una realtà molto bella, molto forte, che ricorda anche a noi l’importanza di essere attenti a questo tema e, soprattutto, ad evitare qualsiasi forma di corruzione. Il consiglio non vale solo per i giudici ma per tutti noi. Ogni credente deve essere moralmente onesto. Ecco il cuore del discorso di Giosafat. In secondo luogo Giosafat ha voluto collaboratori religiosi particolarmente eminenti, per evitare che dall’indebolimento della fede nascesse l’indebolimento di tutto il popolo. Così Giosafat ricorda un altro principio che deve valere anche per noi: cerchiamo di mettere uomini di valore nei posti più significativi; pretendiamo di avere uomini non solo onesti ma anche che siano di esempio davanti a noi, per non perdere anche noi il richiamo a fare del bene, sempre, comunque.
Vangelo
Il Vangelo è una continuazione di questa riflessione. Gesù dice apertamente di “guardarsi dal lievito dei farisei che è l’ipocrisia”. È un richiamo a non mettersi in mostra, a non farsi vedere, a non ambire a cose troppo alte, a non fare tutto sperando di far vedere il proprio valore, il proprio ingegno, le proprie capacità. Gesù intende, ancora una volta, richiamare il servizio, l’onestà, il nascondimento. Sono tutte realtà alle quali il Signore ci richiama molto spesso perché vuole che siano depositate nel cuore del credente. Poiché è sempre molto difficile perseverare in questo genere di cose, Gesù le richiama spesso, per evitare che, perdendo il fascino del bene, ci si ripieghi su sé stessi.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che questo richiamo sia ottimo per tutti noi. Infatti è il credente che, spesso, si lascia andare a comportamenti che non sono esemplari. C’è una perdita di moralità che ci accompagna, ormai, da lungo tempo, alla quale dovremmo mettere mano. L’unico modo possibile è che ciascuno di noi tenga molto al suo profilo morale, alla sua onestà, alla sua integrità. Non ci deve scandalizzare più di tanto il fatto che alcuni abbiano criteri di vita nei quali ci si lascia andare alla disonestà, alla corruzione, al servizio del più forte… In verità non si scopre niente di nuovo: è sempre stato così! Ciò che dà scandalo è che il credente sia disonesto, si pieghi a giudizi confezionati ad arte, accetti che il modo di vivere sia questo. Siamo noi che dobbiamo reagire non tanto con le parole, ma con il nostro esempio di vita. Cerchiamo di avere un’alta misura morale. Cerchiamo di vivere in un contesto di continua meditazione di quello che siamo, per evitare di cadere in un modo di vivere banale, non rispettoso dei principi del cristianesimo. Insomma, se vogliamo davvero reagire alla deriva morale contro la quale spesso ci scagliamo, l’unico modo possibile è che noi, per primi, ci asteniamo da tutte quelle cose che andiamo elencando come vizi degli altri. Chiediamo questa grazia al Signore, perché solo una comunità che sa costruire il proprio cammino morale diventa davvero luce del mondo e sale per la terra.
Provocazioni dalla Parola
- Sento la responsabilità mia personale per un cammino di intensa moralità?
- Cosa posso fare io per vivere un cammino fortemente segnato da un richiamo morale?