Venerdì 30 agosto

Settimana della domenica che precede il martirio – venerdì 

La spiritualità di questa settimana

Dopo la solennità della morte di Giovanni Battista che abbiamo celebrato ieri, torniamo allo schema generale di questa settimana e alle letture previste per questa settimana così singolare.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Mac 15, 15-23a. 24
Lettura del primo libro dei Maccabei

In quei giorni. Arrivarono da Roma Numènio e i suoi compagni, portando lettere per i re dei vari paesi. Esse dicevano: «Lucio, console dei Romani, al re Tolomeo, salute! Gli ambasciatori dei Giudei sono giunti a noi come nostri amici e alleati, per rinnovare l’antica amicizia e alleanza, inviati da Simone sommo sacerdote, e dal popolo dei Giudei. Hanno portato uno scudo d’oro di mille mine. Ci è sembrato bene perciò scrivere ai re dei vari paesi, perché non facciano loro del male, né facciano guerra alle loro città o alla loro regione, né combattano insieme a chi entri in guerra con loro. Ci è parso bene accettare da loro lo scudo. Se pertanto uomini pestiferi sono fuggiti dalla loro regione presso di voi, consegnateli a Simone, sommo sacerdote, perché ne faccia giustizia secondo la loro legge». Uguali espressioni scrissero al re Demetrio, ad Àttalo, ad Ariarate e Arsace e a tutti i paesi. Copia di queste lettere scrissero per Simone, sommo sacerdote.

SALMO Sal 66 (67)

Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R

La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R

VANGELO Gv 1, 35-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Vangelo

Ci sono alcune cose che non si possono solo descrivere: occorre viverle per capirle. Così, i primi discepoli di Giovanni il Battista, quando incontrano Gesù e, soprattutto, quando sentono il loro maestro indicare in Gesù la figura del Messia, si dispongono immediatamente a dirlo anche ad altri, agli amici, ai parenti, volendo coinvolgere anche loro in quella dimensione di sequela che hanno appena iniziato a vivere. Ecco che la loro proposta trova subito le prime reazioni. I discepoli si chiedono cosa occorra fare. La risposta è chiara. Occorre andare, vedere, stare con Gesù, stabilirsi presso di lui. Per capire occorre condividere. Per capire come saranno le cose, occorre avere la determinazione di condividere la vita con il Signore. La conoscenza delle cose di Dio, delle cose della fede, non può mai essere solo mentale, interiore, “psicologica”. La fede deve essere sperimentata. Ci sono dinamiche che, per quanto si possano descrivere, non potranno mai essere del tutto spiegate. Occorre viverle in prima persona per capirle, per conoscerle, per comprendere quale dono di grazia sia in esse adombrato.

Maccabei

Qualcosa del genere ci viene detto anche dal libro dei Maccabei, ma con profonde differenze. I Maccabei sono giunti a Roma, hanno cercato in tutti i modi di comprarsi il favore dei romani. In fondo, però, essi non hanno mai voluto comprendere la loro cultura, il loro modo di vivere. La loro ambasciata serve solo per avere il privilegio di non essere attaccati e di poter continuare a giudicare secondo le proprie prescrizioni del diritto coloro che tenteranno di sovvertire usi e costumi vecchi di tradizioni. I Maccabei non si interessano minimamente dei romani. In questo, però, sono del tutto ricambiati! I romani accettano la loro offerta, quanto hanno portato con sé, che è molta cosa! Però non si interesseranno mai dei Giudei. Non comprenderanno mai il loro mondo. Non si metteranno mai a pensare come loro, perché non vorranno mai coinvolgersi nella loro vita. Nemmeno andranno da loro. Quando i romani arriveranno in Terra Santa sarà solo per sedare le rivolte, i dissidi, i tafferugli… tutto il resto non interesserà mai a loro. Il distacco tra Roma e Israele sarà sempre grandissimo. Ci saranno momenti di tensione maggiore e momenti di relativa serenità, ma mai momenti di comprensione profonda e di desiderio di camminare insieme. Tutto sarà sempre teso, sul filo del rasoio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Noi capiamo bene queste verità, perché anche la nostra vita è così! Noi sappiamo molte cose delle persone a cui vogliamo bene perché ci lasciamo coinvolgere nelle loro vite e noi stessi, ancora una volta, coinvolgiamo nella nostra quelle persone che riteniamo degne, meritevoli di farlo. La “comunione” non è mai per tutti, si realizza solo con alcune persone. Se questo è vero in positivo, è anche vero in negativo. Tante volte noi non entriamo in comunione con le persone perché non le conosciamo, non le riteniamo degne della nostra amicizia e, forse anche per questo, ci chiudiamo in un mondo di relazioni molto piccolo, molto chiuso, molto limitato. Credo che sia davvero un’esperienza che capita a tutti. Il Vangelo di oggi ci invita ad avere criteri di riferimento più ampi, più larghi. Ci invita a lasciarci coinvolgere nelle vite degli altri e a coinvolgere, nella nostra, persone che riteniamo di fiducia, ragguardevoli. La Parola di Dio di oggi ci sta dicendo che la vita diventa triste quando l’orizzonte delle relazioni si restringe. Solo quando esso è ampio allora è possibile vivere una vita piena di novità, di interessi, di stimoli.

Dovremmo sempre sentirci invitati ad andare, vedere! Dovremmo sempre sentirci invitati alla comunione con le persone, noi che siamo uomini di comunione, noi che siamo chiamati a realizzare quella comunione con il Signore che è il cuore, il fulcro di tutta la nostra esistenza, comunione che si realizzerà tanto più noi saremo capaci di realizzare una comunione con gli uomini sempre più vera ed ampia, nel nome del Signore. Chiediamo questa grazia per vivere questa giornata del tutto aperti al mistero di Dio che viene a bussare alla porta di ciascuno di noi.

Provocazioni dalla Parola

  • Sono un uomo, una donna di comunione?
  • Giudico per sentito dire o vado a vedere di persona come sono le cose?
  • La comunione con gli uomini diventa per me principio di realtà per rileggere bene le cose della vita?
2024-08-22T18:41:01+02:00