Settimana della 2 domenica dopo il martirio – Lunedì
La spiritualità di questa settimana
Questa settimana ci farà celebrare la memoria del nome di Maria, festa mariana di grande devozione, poi quella di San Giovanni Crisostomo e, infine, la festa della Esaltazione della Santa Croce. Quindi una settimana che ha celebrazioni di riferimento, mentre continuiamo la lettura della 1a lettera di San Pietro accanto alle pagine di Luca.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Pt 3, 1-7
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo
Voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti, perché, anche se alcuni non credono alla Parola, vengano riguadagnati dal comportamento delle mogli senza bisogno di discorsi, avendo davanti agli occhi la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti – ma piuttosto, nel profondo del vostro cuore, un’anima incorruttibile, piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio. Così un tempo si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di lei siete diventate figlie, se operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia. Così pure voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così le vostre preghiere non troveranno ostacolo.
SALMO Sal 23 (24)
Ecco la generazione che cerca il volto del Signore.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
chi non giura con inganno. R
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R
VANGELO Lc 17, 1-3a
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».
Vangelo
Credo che oggi tutti possiamo rileggere le due Scritture mettendo al centro della riflessione il tema dello scandalo. Siamo in un mondo di scandali, un mondo che genera scandali, ma anche un mondo che si ciba di scandali, infatti la curiosità su questi temi è sempre molto alta. Tutti leggono, tutti vogliono vedere e, come ben sappiamo, le notizie si amplificano sempre, quindi gli scandali, già di per sé realtà incresciose che fanno sempre del male, diventano addirittura un male amplificato. I social, e noi sui social, vivono di queste cose e tutti noi, in qualche modo, ne risentiamo. Cosa dice Gesù in proposito? Che è inevitabile che avvengano. Come dire, nel mondo ci sono sempre stati e ci saranno sempre. Sono una realtà che accompagna la fragilità dell’uomo. Però non devono avvenire per responsabilità di un cristiano, o almeno così dovrebbe essere. Ecco che diventa importante per noi tutti capire che il battezzato non deve dare scandalo. Dove scandalo sta per comportamento che lede quel senso di fede che, invece, dovrebbe essere nel cuore dei fedeli tutti.
1 Petri
Così possiamo capire la raccomandazione di Pietro che non è solo un modo per dire cose che oggi sono fuori moda, ma, piuttosto, un modo per raccomandare al cristiano di non far avvenire scandali. Tutto dipende da quello che si cerca. Se si cerca un abbellimento esteriore, se si cerca un addobbo del corpo, se si cerca di stupire l’altro è inevitabile che, prima o poi, si finisca in qualche scandalo. L’anima che, invece, cerca di piacere a Dio non finisce mai in alcuno scandalo, perché è tutta presa da altro, ovvero dal desiderio di piacere a Dio, che è il desiderio principale per chi vuole salvare l’anima.
Per noi e per il nostro cammino di fede
A me sembra che, nel nostro mondo, abbiamo perso questo senso! Mi pare che moltissimi credenti cerchino di piacere, di stupire, di apparire. Molti nostri giovani, intendo molti giovani che pure hanno avuto una formazione cristiana, vivono così, fanno così, vivono in questo modo che è del tutto lontano dalla vita cristiana. Si sostituisce al desiderio di piacere a Dio il desiderio di piacere agli uomini. Ecco perché si cade in varie forme di scandalo. Alcuni sono macroscopici, fanno notizia, sconvolgono le persone e le comunità. Altri non fanno notizia, non sono così rilevanti, a volte rimangono confinati o addirittura quasi del tutto segreti. Eppure anche questi provocano un male che è non solo per le persone che in esso sono coinvolte, ma per tutta la comunità. Credo che questo male sia del tutto evitabile, ma lo è solo se ci si pone dalla parte di chi si domanda come piacere a Dio nelle varie cose della vita. Ecco la domanda che tutti dovremmo sempre portare dentro di noi.
Il caso fondamentale è, poi, quello del matrimonio. Oggi noi accettiamo come normali moltissimi comportamenti che non hanno molto a che vedere con il Vangelo: la convivenza, le seconde o terze nozze, la divisione delle coppie… La Parola di Dio ci sta richiamando. Queste realtà possono benissimo accompagnare la storia degli uomini e molti uomini possono essere inseriti in essa. È ai cristiani che tutto questo non dovrebbe capitare e, anche quando dovesse capitare, c’è modo e modo di reagire, c’è modo e modo di vivere e di arginare quello che capita. Non per nasconderlo certamente, ma per dare un senso cristiano anche alle cose che possono capitare.
Chiediamo al Signore questa grazia, perché possiamo essere noi i primi che non danno scandalo e che vivono il Vangelo con grinta e continuità grande.
Provocazioni dalla Parola
- Come reagisco agli scandali?
- Che scandalo dà il mio comportamento cristiano? Quale la mia partecipazione?
- Come posso arginarlo?