Settimana della 3 domenica dopo il martirio – venerdì
La spiritualità di questa settimana
Non abbiamo molta conoscenza – e forse nemmeno molta fede! – nei martiri coreani. Le loro storie ci appartengono poco! Eppure gli esempi di eroismo, di fedeltà, di servizio alla Chiesa che provengono da questi santi martiri coreani dovrebbero istruire ciascuno di noi su come sia possibile vivere bene la fede in ogni luogo della terra e in ogni tempo.
La Parola di questo giorno
LETTURA Gc 2, 1-9
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali. Supponiamo che, in una delle vostre riunioni, entri qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito lussuosamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite: «Tu siediti qui, comodamente», e al povero dite: «Tu mettiti là, in piedi», oppure: «Siediti qui ai piedi del mio sgabello», non fate forse discriminazioni e non siete giudici dai giudizi perversi? Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono loro che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi? Certo, se adempite quella che, secondo la Scrittura, è la legge regale: Amerai il prossimo tuo come te stesso, fate bene. Ma se fate favoritismi personali, commettete un peccato e siete accusati dalla Legge come trasgressori.
SALMO Sal 81 (82)
Voi siete tutti figli dell’Altissimo.
Dio presiede l’assemblea divina,
giudica in mezzo agli dèi:
«Fino a quando emetterete sentenze ingiuste
e sosterrete la parte dei malvagi?
Difendete il debole e l’orfano,
al povero e al misero fate giustizia!». R
Non capiscono, non vogliono intendere,
camminano nelle tenebre;
vacillano tutte le fondamenta della terra.
Io ho detto: «Voi siete dèi,
siete tutti figli dell’Altissimo. R
Ma certo morirete come ogni uomo,
cadrete come tutti i potenti».
Àlzati, o Dio, a giudicare la terra,
perché a te appartengono tutte le genti! R
VANGELO Lc 18, 24-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».
Giacomo
A metterci in crisi oggi è la prima lettura. Tutti abbiamo preferenze, e le esprimiamo anche! Talvolta in modo quasi impercettibile, qualche volta in modo molto più maldestro. Tutti, credo, facciamo qualche preferenza. Chi di un figlio, chi di un nipote, chi di un collega di lavoro, chi di un amico… l’elenco potrebbe essere molto lungo. Ecco perché la Parola di Dio ci mette in seria crisi. San Giacomo ci sta dicendo di non fare preferenze, di non vivere espressioni di preferenza personale. L’apostolo si riferisce alla sua Chiesa, alla Chiesa di Gerusalemme che, evidentemente, deve avere avuto qualche problema del genere. In una Chiesa dove si è in pochi, dove tutti ci si conosce, è chiaro che la provenienza ha tutto il suo peso. Così chi si converte provenendo da famiglie abbienti che permettono determinate offerte, deve avere avuto un peso maggiore di chi, essendo povero, poteva dare poco per la vita della sua Chiesa. San Giacomo richiama con forza il principio per cui si è tutti uguali davanti a Dio. Non conta il tenore di vita. Non contano le offerte, non contano le disponibilità. Conta solo la disponibilità del cuore nei confronti di Dio. Questo è ciò che dovrebbe rendere uguale il cammino di tutti ed è ciò che dovrebbe rendere una comunità gradita a Dio. Una Chiesa nella quale non ci sono confronti, ma tutti si è ugualmente motivati ad andare incontro a Dio, è ciò che Dio si augura di trovare in ciascuno.
Vangelo
Anche il Vangelo ci fa ragionare su come le ricchezze e le preoccupazioni che da esse vengono possono davvero rovinare tutto, anche un cammino di fede. È quello che è capitato al giovane ricco, che si è lasciato sviare proprio dal pensiero delle sue cose. Sapendosi buono, ha creduto che la sua buona disposizione a vivere la legge, unita alla ricchezza che possedeva, fossero, alla fine, ciò che bastava per raggiungere la salvezza. Non ha capito che anche quelle cose, invece di essere un peso, invece di essere un impedimento ad un amore più intenso, avrebbero proprio potuto essere causa di uno slancio ulteriore verso Dio. Non ha capito che tutti i suoi beni avrebbero potuto essere uno strumento per amare e per farsi amare. Ecco perché l’epilogo del brano è davvero molto triste. Il giovane se ne va sconvolto, triste, ripiegato, ancora una volta, su sé stesso. Egli non sa più cosa fare se non andarsene triste, pieno di cose, ma non di Dio, pieno di beni, ma non di felicità. Pieno, forse, solo di sé stesso.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Suggerirei di non spegnere la forza di questa parola e di lasciare che essa ci provochi nel profondo, facendoci chiedere quali siano le preferenze che noi attuiamo e come le esprimiamo. Credo proprio che questa sia una domanda molto forte e molto bella per ciascuno di noi, così da capire che noi che vorremmo essere imparziali, alla fine, commettiamo gli stessi errori che commettono tutti. Noi che vorremmo essere giusti, alla fine, un po’ ingiusti lo siamo. Così, mentre ci interroghiamo sulle nostre preferenze, potremmo anche chiederci come uscire da quella spirale che porta ciascuno di noi ad esprimere queste parzialità. Potrebbe nascerne un itinerario molto bello e profondo.
Così come suggerirei di interrogarci rispetto al nostro rapporto con le cose. Anche a questo proposito potremmo scoprire molte cose di noi e, forse, anche un eccessivo egoismo che porta tutti noi a non prendere troppo sul serio la nostra capacità di bene, il nostro cammino di fede. Forse potremmo capire anche noi che, in tutte queste sottolineature e realtà, è inscritto un richiamo perché la nostra vita sia più sinceramente diretta verso Dio. Chiediamo questa grazia mentre ci avviamo alla chiusura di questa settimana.
Provocazioni dalla Parola
- Come vivo il rapporto con le cose?
- Quale preferenza vivo nei miei giorni?