Settimana della 1 domenica dopo l’Epifania – Lunedì
La spiritualità della settimana
Con la festa che abbiamo celebrato ieri, il Battesimo del Signore, inizia anche il tempo dopo l’Epifania, la cui durata dipende dalla Pasqua. Quest’anno sarà un tempo molto lungo, nel quale avremo modo di scoprire la sapienza di Israele. È questo, infatti, il tempo liturgico nel quale siamo chiamati a conoscere come Dio agisce sempre secondo la sua sapienza e come Cristo è l’incarnarsi della sapienza di Dio. Lasciamoci dunque guidare da questi libri per capire bene come vivere il nostro itinerario spirituale. Questa prima settimana ci vedrà poi partecipi della festa di Sant’Antonio e, sabato, uniti attorno a Pietro nella festa della sua cattedra.
La Parola di questo giorno
LETTURA Sir 1, 1-16a
Lettura del libro del Siracide
Ogni sapienza viene dal Signore e con lui rimane per sempre. La sabbia del mare, le gocce della pioggia e i giorni dei secoli chi li potrà contare? L’altezza del cielo, la distesa della terra e le profondità dell’abisso chi le potrà esplorare? Prima d’ogni cosa fu creata la sapienza e l’intelligenza prudente è da sempre. Fonte della sapienza è la parola di Dio nei cieli, le sue vie sono i comandamenti eterni. La radice della sapienza a chi fu rivelata? E le sue sottigliezze chi le conosce? Ciò che insegna la sapienza a chi fu manifestato? La sua grande esperienza chi la comprende? Uno solo è il sapiente e incute timore, seduto sopra il suo trono. Il Signore stesso ha creato la sapienza, l’ha vista e l’ha misurata, l’ha effusa su tutte le sue opere, a ogni mortale l’ha donata con generosità, l’ha elargita a quelli che lo amano. L’amore del Signore è sapienza che dà gloria, a quanti egli appare, la dona perché lo contemplino. Il timore del Signore è gloria e vanto, gioia e corona d’esultanza. Il timore del Signore allieta il cuore, dà gioia, diletto e lunga vita. Il timore del Signore è dono del Signore, esso conduce sui sentieri dell’amore. Chi teme il Signore avrà un esito felice, nel giorno della sua morte sarà benedetto. Principio di sapienza è temere il Signore; essa fu creata con i fedeli nel seno materno. Ha posto il suo nido tra gli uomini con fondamenta eterne, abiterà fedelmente con i loro discendenti. Pienezza di sapienza è temere il Signore.
SALMO Sal 110 (111)
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano.
Il suo agire è splendido e maestoso,
la sua giustizia rimane per sempre.
Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore. R
Le opere delle sue mani sono verità e diritto,
stabili sono tutti i suoi comandi,
immutabili nei secoli, per sempre,
da eseguire con verità e rettitudine. R
Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.
Santo e terribile è il suo nome.
Principio della sapienza è il timore del Signore:
rende saggio chi ne esegue i precetti.
La lode del Signore rimane per sempre. R
VANGELO Mc 1, 1-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Siracide
La lettura di oggi ci fa iniziare a leggere il libro del Siracide, che occuperà la maggior parte di questo tempo liturgico. Al centro della lettura di oggi c’è una consapevolezza: la Sapienza è un altro nome di Dio. Solo lui è Sapiente, possedendo in sé qualsiasi conoscenza ed essendo la sorgente stessa di ogni sapienza. Da questa consapevolezza derivano alcune conseguenze:
- La sapienza di Dio si riflette nel creato. Non c’è nulla che sia stato creato al di fuori della sapienza di Dio. Tutto, in qualche modo, partecipa di questa sua sapienza e ad essa rimanda.
- Al centro della creazione sapiente di Dio è l’uomo che, con la sua sapienza comunque creata, finita, limitata, può percorrere le vie che Dio apre alla sua intelligenza attraverso le quali può scoprire le leggi che regolano l’universo, ma anche approfondire la sua conoscenza di Dio.
- La fede esprime il massimo della sapienza umana. Quando un uomo, con tutto il suo sapere, con tutto ciò che può fare, giunge a riconoscere il primato di Dio, ecco che la sua sapienza raggiunge il massimo della sua potenzialità ed espressione. Il “timore del Signore” vale sopra ogni cosa. È alla luce della fede che, poi, si possono capire tutte le altre cose.
Vangelo
Il Vangelo, che ci riporta alle pagine già lette in Avvento, ci ricorda anche che la sapienza di Dio si è resa visibile in Gesù, sapienza incarnata. È attraverso Gesù, preannunziato da Giovanni il Battista, che noi possiamo avere la consapevolezza di dove abbia origine e dove sia indirizzato il nostro itinerario di sapienza. È proprio perché la sapienza di Dio è apparsa in Gesù che noi possiamo continuamente camminare alla luce del suo volto e seguendo i suoi insegnamenti. Come ci ha detto il Siracide, davvero la nostra sapienza può trovare forza dal cammino di fede che siamo invitati a compiere.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che, generalmente parlando, percepiamo grande distanza da questa Parola di Dio che ci è stata donata. Oggi non va certo di moda dire che la sapienza dell’uomo nasce dalla contemplazione della sapienza di Dio, anzi, appare vero proprio il contrario: la sapienza dell’uomo è autonoma, libera, indipendente. Non ha limiti di studio, può agire in ogni campo, non deve farsi condizionare da niente, tanto meno dalla fede. È la posizione “laica” alla quale tutti noi siamo più che abituati, perché è da decenni che pensiamo in questo modo, così che la sapienza della fede è relegata in un angolo, quasi valesse solo per pochi credenti. Le Scritture ci hanno detto il contrario: la sapienza che viene da Dio illumina ogni cosa e non mette limiti ad alcuna possibilità della ricerca e dell’esercizio dell’intelligenza. Al contrario: essa illumina qualsiasi ricerca, perché ogni cosa viene da Dio e a Lui torna.
Non solo. Illuminando anche ogni aspetto etico della vita, la sapienza di Dio è anche in grado di farci realmente capire cosa serve all’uomo perché la sua umanità possa sempre più brillare, mentre, come ben vediamo, molto spesso la ricerca dell’uomo si dirige contro l’uomo stesso ed apre le porte a tanti interrogativi a cui bisogna poi rispondere.
Credo che l’atteggiamento spirituale che ci è chiesto oggi sia quello della contemplazione. Contemplazione di Dio, contemplazione del creato, per ripeterci che, poiché tutto viene da Dio, tutto porta impresso il sigillo della sua identità e a Lui rimanda. Preghiamo perché la nostra sapienza prenda questa direzione, preghiamo perché coloro che hanno il compito della ricerca e dell’insegnamento possano dire all’uomo di oggi questa verità; preghiamo perché tutti noi sappiamo consegnarci a quella sapienza di Dio che rende vera, bella, perfetta ogni cosa.
Provocazioni dalla Parola
- Che cos’è per me la sapienza?
- Che genere di sapienza sto coltivando per la mia vita?
- In questo anno giubilare come potrei rendere vera questa Parola di Dio con il mio modo di vivere la ricerca della sapienza?