Lunedì 27 gennaio

Settimana della 3 domenica dopo l’Epifania – Lunedì

La spiritualità della settimana

Questa settimana si presenta particolare, infatti vivremo le giornate eucaristiche che sono il cuore della preparazione alla festa di San Giulio, ma anche il cuore della nostra fede e della nostra pietà eucaristica in questo anno giubilare tutto rivolto alla speranza. In questi due primi giorni celebriamo la memoria di San Tommaso d’Aquino, poi venerdì la festa solenne di San Giulio e sabato quella del beato A. C. Ferrari ma, come ho detto, saranno giorni tutti dedicati alla Santa Eucarestia. Viviamo questi giorni come una grazia e disponiamoci a viver meglio questi momenti di adorazione che per noi sono stati preparati.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 44, 1; 47, 12-17
Lettura del libro del Siracide

Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Dopo Davide sorse un figlio saggio, che, grazie a lui, abitò in un vasto territorio. Salomone regnò nei giorni di pace, per lui Dio concesse tranquillità all’intorno, perché costruisse una casa per il suo nome e preparasse un santuario per sempre. Come fosti saggio nella tua giovinezza e fosti colmo d’intelligenza come un fiume! La tua fama ricoprì la terra, che tu riempisti di sentenze difficili. Il tuo nome giunse lontano, fino alle isole, e fosti amato nella tua pace. Per i canti, i proverbi, le sentenze e per i responsi ti ammirarono i popoli.

SALMO Sal 71 (72)

Benedetto il Signore, Dio d’Israele.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R

Viva e gli sia dato oro di Arabia,
si preghi sempre per lui,
sia benedetto ogni giorno.
Abbondi il frumento nel paese,
ondeggi sulle cime dei monti. R

Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra. R

VANGELO Mc 4, 10b. 24-25
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva a quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Siracide

Anche oggi il libro del Siracide non manca di farci sentire la sua voce e il suo ricordo degli uomini illustri. Salomone è oggi preso in particolare considerazione e viene proposto come ricordo perché apra il cuore di tutti alla preghiera. Per che cosa è considerato grande Salomone? Sostanzialmente per due cose. Anzitutto per la sua sapienza, quella con la quale governò come sovrano mirabile ed accorto. Un esempio per tutti di come la fede in Dio può aprire la mente alla meditazione delle realtà più profonde donando sapienza di vita. In secondo luogo il Siracide lo loda per la grande capacità politica che ebbe come sovrano di pace. Dopo gli anni di Davide, che furono tutti anni di guerra, ecco nascere un sovrano che, finalmente portò la pace a tutti. Il suo regno seppe contraddistinguersi per questo. Fu proprio in questo tempo di pace che avvenne l’edificazione del tempio, preparata da Davide ma realizzata da Salomone. Dunque un sovrano mirabile, almeno per questi due motivi.

Vangelo

Sembra proprio che si adempia, in Salomone, il Vangelo: “A chi ha sarà dato”. In effetti è proprio così: non sarebbe toccato a lui il regno, ma ecco che la madre lo porta sul trono. Uomo già nobile, vede accrescersi infinitamente le sue ricchezze. Uomo già pieno di intelligenza e di sapienza, ecco che vede addirittura aumentare queste sue doti già naturali. Insomma, potremmo dire che in Salomone è un arricchimento continuo di doti, esperienze, qualità e anche ricchezze. Potrebbe quasi sembrare un’ingiustizia, ma il Vangelo ci aiuta a capire. Quando un uomo si apre al bene, quando un uomo si apre a Dio, ottiene veramente tutto. Quando c’è la presenza di Dio molti aspetti della vita anche concreti trovano la loro giusta collocazione e il loro giusto posto. Salomone perderà quasi tutto verso la fine della vita, quando abbandonerà Dio. Il che significa che, veramente, quando è presente il Signore, nulla può mancare alla vita degli uomini.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Questa meditazione si addice particolarmente a noi, a noi che siamo sempre in cerca di cose. A noi che cerchiamo di riempire i vuoti e le mancanze che avvertiamo nella vita con esperienze, realtà a cui possiamo partecipare o, appunto, semplicemente con tante cose. La Parola di Dio ci ricorda che la vita dell’uomo non trova mai la sua sazietà e la sua pace se manca Dio. Quando manca la fede, manca un po’ tutto. Quando manca la fede, manca quel centro di attrazione di tutte le realtà che rende stabile una vita. Torna alla mente l’insegnamento di Sant’Agostino, che ha mirabilmente insegnato che il cuore dell’uomo è inquieto fino a che non riposa nel Signore. Realtà che in molti percepiamo come vera, ma che non tutti siamo disposti, poi, a vivere.

In questa settimana, nella quale metteremo al centro in modo del tutto particolare il mistero della Santa Eucarestia, cerchiamo di comprendere questa verità e cerchiamo di dare un ordine interiore alle cose che viviamo, proprio a partire dalla fede che celebriamo e che cerchiamo di custodire. Il Signore sia in noi attraverso la Santa Eucarestia, perché possiamo vivere di Lui, pane vivo che discende dal cielo e che apre agli uomini la via per il ritorno a Lui. Via di sapienza, via di speranza: la via della fede.

Provocazioni dalla Parola

  • Che cosa rappresenta per me l’Eucarestia?
  • Ho un centro interiore di fede al quale ancorare saldamente tutte le cose della mia esistenza?
  • Ho sperimentato qualche volta anche io che quando c’è il Signore c’è davvero tutto? (anche se mancano “cose” da cui però non dipende la vita?)
2025-01-24T22:37:52+01:00