Sabato 01 marzo

Settimana della penultima domenica dopo l’Epifania – Sabato 

La spiritualità di questo giorno

Concludiamo anche questa settimana con un tema molto provocatorio in vista della domenica che ci apprestiamo a celebrare e poi della Quaresima stessa.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 29, 38-46
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ecco ciò che tu offrirai sull’altare: due agnelli di un anno ogni giorno, per sempre. Offrirai uno di questi agnelli al mattino, il secondo al tramonto. Con il primo agnello offrirai un decimo di efa di fior di farina, impastata con un quarto di hin di olio puro, e una libagione di un quarto di hin di vino. Offrirai il secondo agnello al tramonto con un’oblazione e una libagione come quelle del mattino: profumo gradito, offerta consumata dal fuoco in onore del Signore. Questo è l’olocausto perenne di generazione in generazione, all’ingresso della tenda del convegno, alla presenza del Signore, dove io vi darò convegno per parlarti. Darò convegno agli Israeliti in questo luogo, che sarà consacrato dalla mia gloria. Consacrerò la tenda del convegno e l’altare. Consacrerò anche Aronne e i suoi figli, perché esercitino il sacerdozio per me. Abiterò in mezzo agli Israeliti e sarò il loro Dio. Sapranno che io sono il Signore, loro Dio, che li ho fatti uscire dalla terra d’Egitto, per abitare in mezzo a loro, io il Signore, loro Dio».

SALMO Sal 95 (96)

Cantate al Signore e annunciate la sua salvezza.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi. R

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R

EPISTOLA Rm 12, 1-2
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Vi esorto, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.

VANGELO Gv 4, 23-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse alla donna samaritana: «Viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

Esodo

Bellissima la lettura dell’Esodo con la quale Mosè ci ha ricordato ed insegnato che il popolo di Dio è sempre un popolo di peccatori. Per questo è necessario che ogni mattino ed ogni sera ci sia un atto di preghiera che rimetta l’uomo, con il suo agire e, quindi, anche con il suo peccato, davanti al Signore. Mosè stesso capisce che questo è il compito del sacerdote. Poiché non tutti possono fare da soli un’operazione di questo genere e poiché non tutti ne sanno cogliere il significato, ecco che è il sacerdote che, per tutti, vive questi momenti di preghiera con i quali ringrazia Dio per la sua presenza, offre le giornate a Lui, richiama il perdono sull’azione degli uomini che, sempre, in qualche modo, si allontanano da Lui e dalla sua misericordia.

Vangelo

Il Vangelo che tra qualche settimana, nella domenica della Samaritana, leggeremo nella sua interezza, con moltissima dolcezza ci ha ricordato che Dio non chiede nulla di difficile, di impossibile, di particolarmente oneroso, perché all’uomo è chiesto solo di adorare Dio in spirito e verità, ovvero nella profondità del proprio cuore, nella semplicità delle proprie parole, nella bellezza di ciò che ciascuno sa offrire. Senza dover pensare a cose grandi, ma solo con quel dialogo interiore che è mosso dallo Spirito di Dio e che rende ogni anima, anche la più semplice, capace di stare presso il Signore a dire di sé, a rimettere i propri giorni nelle sue mani, a vivere con speranza e con fiducia quello che il Signore permette di vivere.

Romani

Ancora più profonda la lettura dell’Epistola che ci ha ricordato che il vero culto gradito a Dio è quello di chi offre sé stesso, il suo corpo, la sua mente, per non conformarsi a quello che avviene. Quando questo accade, quando un uomo, una donna, tentano di non conformarsi a quello che viene proposto, ecco che nasce quell’unione dell’anima con Dio che porta alla santificazione e alla pace. Per cui il vero culto non è quello che si esprime con obblighi e prescrizioni, ma quello che si esprime con la propria voce, con la propria intenzione e che trova il suo apice nell’incontro eucaristico con Cristo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che anche queste Scritture siano cariche di speranza e che ci aiutino a trovare alimento per i nostri giorni e per il Giubileo che stiamo vivendo. Infatti le tre Scritture di oggi ci ricordano alcune verità basilari per la vita di fede.

Anzitutto ci hanno ricordato che la vita ha senso se noi la sappiamo riferire a Cristo. Ecco il senso della preghiera al mattino e alla sera, abitudine che noi non abbiamo perso, probabilmente, ma che moltissima gente, la maggioranza della gente, non vive più. Invece questa sapienza di rivolgere uno sguardo orante a Dio che tutti abbiamo imparato, ha una sua sapienza ed esprime una sua speranza. Forse il primo richiamo, ancor più in questo anno giubilare, è perché abbiamo momenti di questo genere.

In secondo luogo credo che le Scritture ci abbiano detto, ancora una volta, che la vera speranza nasce solo quando c’è un dialogo con Cristo. Forse lo abbiamo già. Forse potrebbe essere un invito di questo anno giubilare. Proviamo a soffermarci e a pensare.

Infine le Scritture ci hanno anche detto che il nostro compito è quello di rimanere fedeli alla proposta ricevuta da Dio, senza conformarci alla mentalità comune. Su questo credo che tutti noi creiamo non pochi compromessi e, più in generale, credo che tutti saremmo d’accordo nel dire che è sempre più difficile che questo accada. Tutti siamo sempre tentati di vivere un conformismo che, certo, non aiuta lo Spirito.

Chiediamo al Signore, alla fine di questa settimana, di farci davvero capire che questa è la cosa più bella da chiedergli e la realtà spirituale più importante da vivere nei nostri giorni. Il Signore benedica il nostro anelito e l’anno giubilare ci veda solleciti ed operosi in questa direzione.

Provocazioni

  • Come vivo queste raccomandazioni?
  • Che dialogo interiore cerco e custodisco tutti i giorni?
2025-02-21T15:51:49+01:00