Lunedì 10 marzo

Settimana della prima domenica di quaresima – Lunedì

La spiritualità della settimana

Entriamo nei giorni feriali della Quaresima. Sempre questo tempo viene percepito da tutti i credenti, ed è realmente così, come un tempo di maggior forza spirituale. A maggior ragione, quest’anno, nel tempo del Giubileo, deve essere una Quaresima di impegno, risolutezza, decisione, forza. Per questo non commenterò puntualmente le Scritture, ma, ispirandomi ad esse, proporrò delle meditazioni quaresimali. Questa settimana, troveranno tutte ispirazione a partire dal tema della sapienza, che ci viene presentato dal libro dei Proverbi, per ricollegarsi alle pagine della Genesi e, poi, soprattutto del Vangelo, nel quale leggeremo il discorso della montagna. Il venerdì di Quaresima troverò spunto dalle letture del Vespero, per un quaresimale continuo. Il sabato, come sappiamo, in Quaresima la riflessione verte sul tema del Battesimo, dal quale anche noi ci lasceremo ispirare.

Per questa settimana rifletteremo su questi temi:

lunedì: la sapienza della fede per una ricompensa nei cieli

martedì: la sapienza della custodia della fede per essere sale e luce della terra

mercoledì: la sapienza dell’istruzione nella fede, per non lasciar cadere nessun segno

giovedì: la sapienza della generosità e dell’ascolto, per vivere la legge nuova

venerdì: essere infiammati nel roveto del cuore per guidare un popolo

sabato: misericordia per non condannare

Buona settimana di Quaresima a tutti!

La Parola di questo giorno

GENESI 2, 4b-17
Inizia la lettura del libro della Genesi

Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo, ma una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si trova l’oro e l’oro di quella regione è fino; vi si trova pure la resina odorosa e la pietra d’ònice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre attorno a tutta la regione d’Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate. Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire».

SALMO Sal 1

Chi segue il Signore avrà la luce della vita.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio
né i peccatori nell’assemblea dei giusti,
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R

PROVERBI 1, 1-9
Inizia la lettura del libro dei Proverbi

Proverbi di Salomone, figlio di Davide, re d’Israele, per conoscere la sapienza e l’istruzione, per capire i detti intelligenti, per acquistare una saggia educazione, equità, giustizia e rettitudine, per rendere accorti gli inesperti e dare ai giovani conoscenza e riflessione. Il saggio ascolti e accrescerà il sapere, e chi è avveduto acquisterà destrezza, per comprendere proverbi e allegorie, le massime dei saggi e i loro enigmi. Il timore del Signore è principio della scienza; gli stolti disprezzano la sapienza e l’istruzione. Ascolta, figlio mio, l’istruzione di tuo padre e non disprezzare l’insegnamento di tua madre, perché saranno corona graziosa sul tuo capo e monili per il tuo collo.

VANGELO Mt 5, 1-12a
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Meditazione

Grande è la vostra ricompensa nei cieli

Principio della salvezza è il timore del Signore

Dell’albero della conoscenza del bene e del male non potrai mangiare

Tre parole di Dio per oggi. Tre citazioni dalla Scrittura che leggiamo in questo giorno voluto da Dio per la nostra conversione.

Perché è certo che, nella vita, non solo in Quaresima, non solo nel tempo del Giubileo, tutti dovremmo avere a cuore la ricompensa nei cieli. È il modo di vivere dei cristiani, ovvero di coloro che ripongono la loro fiducia e la loro forza in Dio. Il modo di vivere di coloro che hanno speranza nella vita eterna, il modo di vivere di coloro che ritengono che la propria vita sia un pellegrinaggio verso Dio, il modo di vivere di coloro che non assolutizzano le cose del tempo, per guardare all’eternità beata alla quale sono diretti. Il cammino del tempo, il cammino di ogni giorno e non solo di Quaresima, diventa il tratto di percorso verso Dio, verso l’eternità che siamo chiamati a compiere. Così, semplicemente, giorno per giorno. È il modo di vedere le cose di chi ha fede, il modo di credere di coloro che si fidano e che si affidano alla Parola di Dio.

Perché, in effetti, le sapienze di vita sono multiformi. Dipendono da vari fattori. Si ispirano a diverse sorgenti, o a diversi personaggi che hanno saputo aprire vie di sapienza. Per il cristiano, però, una è la via della sapienza: Gesù Cristo. Per il cristiano non ci sono ispirazioni di sapienza che vengono dalle abilità o dalle capacità dell’uomo. La sapienza da seguire è la persona di Gesù Cristo, è la Parola da Lui rivelata. Tutte le altre cose possono essere buone, possono aiutare, possono dire qualcosa in ordine alla salvezza, ma solo in riferimento a Gesù Cristo. Quaresima è il tempo per prenderne maggiore coscienza e per una più profonda attenzione al Cristo, ma ogni giorno della vita, ogni giorno degli anni che sono donati a ciascuna persona diventa un tempo opportuno, un tempo propizio per vivere questa sapienza. Il cristiano, se vede qualche persona a cui ispirarsi, lo fa volentieri, ma solo perché le persone che reputa degne di questa fiducia, hanno saputo vivere alla sequela di Cristo prima di lui. Ecco l’esempio dei santi. In Quaresima, liturgicamente, facciamo una sospensione del culto dei santi, eccezion fatta per la Madre di Dio, ricordando l’Annunciazione e per San Giuseppe, ricordandolo come custode di Maria e del Figlio. Eppure tanti sono i modelli che ci possono venire in mente in questo tempo quaresimale. Tutti, però, evidentemente, devono riportarci al Vangelo, perché la sapienza è il fondamento della vita di chi crede.

Così il cristiano si lascia ispirare, sapendo di non essere lui l’arbitro che sa distinguere il bene dal male, per non rendere la morale un suo pensiero, per non agire a suo piacimento, in modo che diventi impossibile parlare del bene e del male. La sapienza del cristiano che vive la vita come un pellegrinaggio nell’attesa dell’incontro con il Signore, la sapienza di colui che segue Cristo sapienza dei suoi giorni, è la sapienza di chi si lascia dire che cosa è bene, che cosa è male. È la sapienza di colui che vive la fede esattamente per questo, per avere un punto fisso, un punto di riferimento, un punto che non muta come punto di orientamento. Quando Gesù Cristo diventa il cuore di un itinerario di fede, allora ci si sa ispirare a Lui per vivere così la propria esperienza di vita, sapendo che questa sapienza di vita è ispirazione per la libertà ed occasione per aderire sempre più al mistero di Cristo che, pian piano, si rivela nella coscienza dell’uomo credente.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Ci sentiamo spinti verso questa meta?
  • Viviamo così i giorni di Quaresima e della vita?
  • L’imitazione di Cristo diventa criterio per discernere il bene dal male?

Forse, dobbiamo ammetterlo, difficilmente ci lasciamo attrarre da questa sapienza di vita. Forse anche noi vogliamo essere gli arbitri che sanno dire cosa è bene e cosa è male, ma, così facendo, usciamo da quel solco di fede che ci fa discepoli. Così facendo pretendiamo di essere noi i costruttori della nostra stessa beatitudine, senza capire, senza ricordare, senza vedere che, quando noi usciamo da questo solco, lasciamo spazio solo alle voglie. Quaresima è tempo per uscire non tanto dai singoli desideri sbagliati e disordinati che pullulano nel nostro cuore: questo potrebbe essere ancora e solo un esercizio della volontà, un “pio desiderio”, certo buono, ma da vivere per un certo tempo, prima di tornare alla “nostra normalità”. La Quaresima ci chiede proprio di cambiare rotta, di accedere ad un modo diverso di vedere le cose, di interpretare la vita, di vivere i giorni.

Con più fiducia, in questo anno giubilare, torniamo a Cristo. Con più fiducia accettiamo di conoscere da Lui, dalla sua Parola, dal suo esempio, ciò che è bene e ciò che è male. Soprattutto, in questo anno di Giubileo, impariamo a capire che è bene, per tutti noi, cercare di trovare in Lui la nostra felicità. Perché la felicità o è eterna, e allora dura per sempre, anche se è difficile incamminarsi verso essa, oppure sarà una piccola gioia legata ad alcune circostanze, che, tuttavia, passano. La sapienza che ci viene contemporaneamente proposta e chiesta è la sapienza della fede, la sapienza di chi cerca una felicità che rimane, la sapienza che indica il cammino da seguire nei giorni della vita, così come vengono. Chiediamo al Signore in questo primo giorno feriale di Quaresima questa sapienza di vita, per vivere al meglio questo tempo, non solo in vista della Pasqua, ma in ordine ad una più profonda adesione a Cristo Signore.

Esercizio per questa settimana di quaresima giubilare

Nel silenzio rileggere la Scrittura che ci ha più colpito per farne fonte di sapienza, confronto per un esame di coscienza.

2025-03-07T19:17:41+01:00