Settimana della 2 domenica di Pasqua – Lunedì
La spiritualità della settimana
Questa seconda settimana di Pasqua è ricchissima di celebrazioni: oggi S. Gianna Beretta Molla, poi Santa Caterina da Siena, poi la memoria di San Giuseppe lavoratore che ci farà iniziare il mese di maggio e la festa di Santa Croce, poi Sant’Atanasio venerdì e gli apostoli Filippo e Giacomo sabato. Davvero una settimana ricchissima di celebrazioni e rimandi importanti.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 1, 12-14
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.
SALMO Sal 26 (27)
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto. R
VANGELO Gv 1, 35-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
Vangelo
Come sempre, all’inizio di un nuovo ciclo di Scritture, ascoltiamo le pagine della chiamata e della vocazione. Ciò che San Giovanni mette ben in luce rispetto alla vocazione dei primi discepoli è l’ora. Sono le 4 del pomeriggio. All’apostolo è rimasto impresso molto bene il momento nel quale si è concretizzata per lui la chiamata. Ci sono poche ore nel Vangelo, la più famosa è l’ora della morte di Gesù, l’ora nona del venerdì santo che abbiamo celebrato da poco. Se vengono ricordati orari così significativi è, evidentemente, un segno della loro importanza. Per il discepolo che scrive il ricordo del momento in cui si è concretizzata la sua vocazione è fondamentale per la vita. Ecco perché non può non scrivere il ricordo di quel momento unico nella sua vita.
Atti
Gli Atti degli Apostoli, che sono lo scritto del Nuovo Testamento che leggeremo in tutto il tempo di Pasqua, puntano, invece, non tanto su un’ora, ma sul luogo. Il luogo degli Atti degli Apostoli per eccellenza è il cenacolo. È questa sala al piano superiore dove era stata consumata l’ultima cena e dove il Signore aveva istituito il sacramento dell’Eucarestia a rimanere centrale in tutte le narrazioni. Probabilmente questo luogo fu il cuore, il centro, il fulcro della prima Chiesa a Gerusalemme. Nel cuore dei discepoli rimase per sempre quel luogo, a motivo del ricordo di quell’ultima sera con il Signore e a motivo dei numerosi incontri degli apostoli tra di loro e con Maria.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Quale ora è stata fondamentale nella mia vita?
- Quale luogo di fede mi tocca il cuore?
In fondo credo proprio che sia così per ogni persona e per ogni vocazione. Tutti noi, credo, abbiamo un luogo importante in senso spirituale al quale siamo legati. Magari anche la nostra chiesa parrocchiale, il fonte battesimale nel quale ci è stata donata la fede. Oppure un santuario, una cappella, un luogo dove torniamo in alcune occasioni della vita perché sappiamo che è per noi decisivo, importante, unico.
Come credo che tutti abbiamo un’ora, cioè abbiamo in noi il ricordo di un tempo nel quale abbiamo percepito con estrema chiarezza cosa dovevamo fare, come dovevamo vivere, cosa ci era chiesto. Magari il giorno del matrimonio, o quello della consacrazione, o un altro momento ancora a seconda della storia di ciascuno di noi. Tutti abbiamo un momento nel quale abbiamo preso una decisione importante e al quale andiamo con il ricordo e con il cuore.
L’esercizio spirituale che possiamo compiere oggi è proprio questo: andare con la memoria, con il cuore e con la preghiera a quel luogo o a quel momento fondamentale nella nostra vita, per la nostra chiamata, per la nostra esistenza.
Credo che questo sia oltremodo vero anche per Santa Gianna Beretta Molla. Anche lei si ricordò sempre del momento della sua decisione finale, quella di tenere il bimbo che portava nel grembo anche a scapito della sua stessa vita. Come pure santa Gianna aveva dei luoghi del cuore, quelli ai quali tornava spesso per la sua vita spirituale e per la sua crescita nella fede. Credo che anche Santa Gianna possa dirci che è indispensabile, per la storia della nostra anima, avere punti di riferimento unici, importanti, indelebili nella coscienza. Fare memoria di tutto questo ci aiuterà in questo momento di cammino per vivere bene la spiritualità della Santa Pasqua che abbiamo appena celebrato. Il dono dello Spirito che si effonde e si diffonde tra di noi, ci aiuti a fare memoria dei benefici di Dio per vivere bene il tempo presente, qualsiasi cosa esso comporti.
Esercizio per questo giorno di gioia
Ripenso alla mia ora e al mio luogo del cuore per la storia della mia anima.