Venerdì 09 maggio

Settimana della 3 domenica di Pasqua – Venerdì

La spiritualità di questo giorno

L’opera di Dio è credere in Colui che Egli ha mandato. Così nel Vangelo di oggi. Ma cosa significa?

La Parola di questo giorno

LETTURA At 7, 55 – 8, 1a
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì. Saulo approvava la sua uccisione.

SALMO Sal 30 (31)

Alle tue mani, Signore, affido la mia vita.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi. R

Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Esulterò e gioirò per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria. R

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono. R

Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda. R

VANGELO Gv 6, 22-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. La folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che il Signore Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

Vangelo

È il Vangelo stesso a spiegarcelo, ricordandoci che la fede è adesione a Cristo. Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, come è facile intuire, ha acceso non solo speranza nel cuore dei discepoli e della gente, ma anche facili entusiasmi, soprattutto in quest’ultima. Ecco che Gesù è costretto, in qualche modo, a correggere il tiro e a ricordare che la sua presenza non va ricercata perché in grado di compiere miracoli, ma perché rivelatore della parola e del volto del Padre. Avere fede è indipendente dai miracoli. Gesù ha compiuto quel segno in previsione dell’istituzione della Santa Eucarestia. Sarà quello il grande segno del quale avvalersi per il cammino quotidiano da credenti. Sarà quello il luogo privilegiato dell’incontro con Lui e con il mistero del Padre. Mistero che si compie nella Pasqua di redenzione che si celebra ogni volta che viene celebrata una S. Messa. Ridurre la fede al miracoloso, ridurre la fede alla pura ricerca di segni, ridurre la fede a qualcosa di pratico è indebito da un lato ma è anche pericoloso: si rischia di fare della fede un rito magico per risolvere i problemi dell’esistenza. Non è così. La fede è adesione a Dio che gratuitamente si dona all’uomo nel sacrificio di Cristo Signore e nella sua risurrezione.

Atti

Da questo punto di vista la miglior spiegazione è quella degli Atti che ci mostra due diversi esempi. Da un lato l’esempio di un uomo che crede, che si lascia guidare dalla Santa Eucarestia, che si mette a disposizione degli altri in un servizio ai fratelli che nasce proprio dalla comprensione e dalla condivisione del mistero di Dio: Stefano.

Dall’altro un uomo che, per ora, è ancora lontano da tutto questo, un uomo che non ha ancora avuto l’occasione di comprendere la vicinanza di Cristo nel mistero eucaristico, un uomo che non conosce, non vive, non sa nulla della potenza di Cristo: Paolo.

Due uomini per ora molto diversi, che diverranno fratelli nella fede solo quando Paolo si arrenderà all’amore di Cristo e si lascerà conquistare il cuore proprio da Colui che voleva combattere.  Due uomini che diverranno fratelli proprio per aver creduto nell’unico Figlio mandato dal Padre.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cos’è per me la fede?
  • Quanto contano, per me, segni e miracoli? Quanto la mia fede è libera e gratuita?

Anche molti uomini di oggi vanno in cerca di segni e di miracoli. Anzi, molti prendono a pretesto per non aver fede proprio l’assenza di miracoli, il non vedere segni della presenza di Cristo, il non credere assolutamente ad un Dio che chiede un cammino umile, paziente, generoso e stabile. Credo che anche noi potremmo un po’ essere dentro questa tentazione. Anche noi potremmo, in fondo, dedicarci a Dio, ma cercando opere. Anche noi potremmo essere tra coloro che, di fatto, dicono di credere ma, poi, cercano solo opere concrete alle quali affidarsi e nelle quali rimanere saldi. La sfida è davvero grande anche per noi. C’è un solo rimedio per uscire da queste domande, un solo modo per aderire a quella fede che consiste nel credere a Dio e al Figlio rivelatore: affidarsi alla potenza dell’Eucarestia. È in questo senso che stiamo tutti cercando di educarci ad una frequente celebrazione, anche se vediamo la fatica che stiamo facendo con le giovani generazioni. Tutti, infatti, siamo immersi in un mondo nel quale diventa difficile credere a Dio. I segni che ci potrebbero spingere nella direzione opposta sono molti. Eppure anche a noi è chiesto un umile e fiducioso abbandono nelle mani di Dio Padre. Solo questo salva, solo questo è ciò che più conta.

Alla Vergine Maria, che onoriamo con particolare attenzione e cura in questo mese di maggio, chiediamo questa grazia, perché noi per primi sappiamo essere attenti al Sacramento della presenza e dell’amore di Dio in Cristo. Lasciamoci educare ad una frequente celebrazione dell’Eucarestia: troveremo in essa la risposta alla nostra sete di verità.

Esercizio per questo giorno di gioia

Un utile esercizio potrebbe essere quello di preparare la S. Messa di domenica prossima iniziando a leggere le Scritture che la Chiesa ci proporrà.

2025-05-02T11:57:01+02:00