Settimana della 4 domenica di Pasqua – Mercoledì
La spiritualità di questo giorno
La festa di San Mattia ci mette in comunione con gli apostoli che hanno generato la Chiesa. Credo che le letture ci spingano a sostare su due aspetti di riflessione che possono fare bene al nostro cammino.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 1, 15-26
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era di circa centoventi – e disse: «Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Giuda dunque comprò un campo con il prezzo del suo delitto e poi, precipitando, si squarciò e si sparsero tutte le sue viscere. La cosa è divenuta nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e così quel campo, nella loro lingua, è stato chiamato Akeldamà, cioè “Campo del sangue”. Sta scritto infatti nel libro dei Salmi: “La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti, e il suo incarico lo prenda un altro”. Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione». Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.
SALMO Sal 112 (113)
Il Signore lo ha scelto tra i poveri.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
da ora e per sempre. R
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria. R
Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo. R
EPISTOLA Ef 1, 3-14
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.
VANGELO Mt 19, 27-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».
Efesini
Il primo aspetto è quello affrontato dalla lettera agli Efesini. Paolo esprime l’assoluta consapevolezza che ha nel cuore: Dio pensa ad ogni uomo dall’eternità e conduce pian piano, nella storia, il cammino di santificazione che a ciascuno viene dato di vivere, donando tutti gli aiuti spirituali che sono necessari perché la vita di ogni uomo si diriga, appunto, verso la meta ultima dell’eterna comunione con Dio. Dio dall’eternità custodisce questo cammino. L’uomo è chiamato a compierlo nella storia, ma sentendosi sostenuto dalla grazia di Dio Padre che da sempre pensa a quella singola anima e custodisce quel singolo cammino. È una meditazione commovente che ci ricorda che ogni anima è da sempre e per sempre nelle mani di Dio e, come dice Gesù nel Vangelo, nulla può togliere dalle mani del Padre questa custodia.
Atti
Questa meditazione spirituale profondissima di Paolo ci viene narrata, con una storia, da San Luca. È la storia di un’anima, l’anima di San Mattia. Da sempre il Padre tiene nelle sue mani il cammino di quest’uomo che è un cammino normale. Il cammino di una persona di fede, il cammino di un uomo che viene in contatto con la risurrezione di Cristo e affida proprio a Cristo risorto ogni sua speranza. Il cammino di Mattia è anche il cammino di un uomo che inizia a partecipare alla vita della Chiesa, il cammino di un uomo che ama stare con i fratelli di fede e dedicarsi ad essi, così come gli riesce, secondo le sue forze. Il cammino di Mattia ha, però, una svolta. Dopo la morte di Giuda, come abbiamo sentito, si rende urgente ripristinare il numero sacro dei 12, ritenendo assolutamente ricco di significato ciò che il Signore aveva fatto. Ecco che viene proposto anche il suo nome. Nome che, dopo la preghiera, viene scelto, perché Mattia sia davvero colui che sostituisce Giuda. Una storia bellissima, fatta di tappe, fatta di passi in avanti nella vita dello spirito. Passi che non sarebbero stati possibili se Dio non avesse tenuto nelle sue mani il cammino di quest’uomo e il destino della sua anima.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Cosa penso del mio cammino?
- Quali sono le tappe fondamentali della mia storia di fede?
La Scrittura di oggi è bella perché sta dicendo a ciascuno di noi che il nostro personale cammino è come quello di San Mattia: un cammino che Dio tiene saldamente nelle sue mani. Anche noi, dall’eternità, siamo stati pensati da Dio. Dio dall’eternità sa, conosce, veglia sul nostro percorso umano e di fede e lo sostiene, lo aiuta con tutte le grazie che vengono date a ciascuno di noi. Grazie che hanno lo scopo di condurci alla santità. Il nostro compito è proprio questo: quello di vivere, nella storia, le diverse tappe di questo cammino, scoprendole pian piano e capendo, da come la volontà di Dio si attua nella nostra vita, come il Signore sta edificando la nostra anima, come la sta conducendo verso quella salvezza eterna che è promessa a ciascuno.
Abbiamo sempre questa visione? Abbiamo sempre questa percezione? Non credo. Anzi, molte volte non comprendiamo affatto quello che ci accade e spesso ci lamentiamo di quello che avviene nelle nostre vite. Ecco il richiamo per noi: ogni cosa che accade, ogni cosa che avviene nel piccolo delle nostre vite è, comunque, sotto la tutela di Dio, sotto la sua protezione e custodia. Il richiamo per noi è proprio questo: fidiamoci di più di Dio e cerchiamo di scoprire, in quello che fisicamente accade alle nostre vite, quella via di santificazione che viene data a ciascuno di noi perché noi impariamo a camminare in essa. Chiediamo oggi, al Signore, proprio per intercessione di San Mattia, di lasciarci guidare in questa consapevolezza che deve abitare nelle nostre menti e nei nostri cuori, perché davvero ciascuno di noi si senta sempre sorretto in ciò che la vita ci riserva. Se nulla avviene fuori dalla volontà di Dio e se tutto concorre al bene delle nostre anime, perché disperarci quando capita qualcosa che non va? Tutto serve perché noi possiamo vivere con fede il nostro cammino umano e di santificazione, così come Dio, fin dall’eternità, lo custodisce per noi.
Esercizio per questo giorno di gioia
Cerco di avere un momento di preghiera silenziosa in questa giornata per guardare al mio cammino di fede con quella passione e con quella premura con cui lo guarda e con cui lo custodisce il Padre.
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