Venerdì 13 giugno

Settimana della 7 domenica di Pasqua – Venerdì dopo l’Ascensione

La spiritualità di questo giorno

Oggi è la festa di Sant’Antonio da Padova, un santo al quale moltissimi di noi sono sinceramente affezionati. Il motivo della diffusione del suo culto è legato alla sua parola, efficace, schietta, sincera, ma anche alla sua capacità di compiere miracoli ancora vivente. La sua fama e il suo culto si diffusero subito in tutta Europa. Oggi raccogliamo la sua testimonianza e ci disponiamo a pregare nella sua memoria.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ez 11, 14. 17-20
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Riferisci: Così dice il Signore Dio: Vi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò dalle terre in cui siete stati dispersi e vi darò la terra d’Israele. Essi vi entreranno e vi elimineranno tutti i suoi idoli e tutti i suoi abomini. Darò loro un cuore nuovo, uno spirito nuovo metterò dentro di loro. Toglierò dal loro petto il cuore di pietra, darò loro un cuore di carne, perché seguano le mie leggi, osservino le mie norme e le mettano in pratica: saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio».

SALMO Sal 50 (51)

Non privarmi, Signore, del tuo santo spirito.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R

Insegnerò ai ribelli le tue vie
e i peccatori a te ritorneranno.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R

Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocausto e l’intera oblazione;
allora immoleranno vittime sopra il tuo altare. R

VANGELO Mt 10, 18-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Vangelo

La predicazione del Signore è, di per sé, molto chiara. Essa ci ricorda che il credente è chiamato a dare buona testimonianza al Vangelo, costi quel che costi. La generazione immediatamente successiva a quella del Signore è una generazione che ha vissuto in maniera molto forte la persecuzione. Tutti gli apostoli, ad eccezione di San Giovanni, sono, per altro, morti di morte violenta, dopo una dura persecuzione. Nella vita della Chiesa, però, è stato sempre così. Il secolo scorso, come forse sapete, da solo annovera più martiri che tutti i secoli precedenti. La testimonianza del discepolo è, quindi, una testimonianza sempre avversata. Ecco perché il Signore non ne ha fatto mistero nel corso della sua predicazione.

La predicazione del Signore, però, non mette solo in guardia da quello che potrebbe accadere, ma vuole essere anche strumento di consolazione. Il Signore ha assicurato la sua assistenza e la vicinanza dello Spirito Santo a tutti coloro che sono nella persecuzione. Ecco perché il cristiano non si preoccupa mai del modo in cui deve avvenire la sua testimonianza. Piuttosto egli si preoccupa del modo con cui dà testimonianza, per cercare di essere sempre conforme alla volontà del Signore e sperimentare così la sua protezione.

Zaccaria

Possiamo capire così la Scrittura del profeta. Quando la testimonianza dei credenti è particolarmente efficace, quando la testimonianza di chi ha fede è particolarmente coerente, ecco che tutti desiderano essere parte del gregge del Signore! Il profeta sogna un tempo in cui tutti gli uomini si rivolgono con il pensiero a Dio e fanno in modo di aderire alla sua parola. Così si crea un popolo senza confini, un popolo che non si sente unito dalla cultura, dalla lingua, dalle tradizioni, bensì dalla fede. Questo popolo è, propriamente, il popolo della Chiesa. Diffuso in ogni angolo della terra, il popolo dei credenti in Cristo è chiamato a dare sempre buona testimonianza della propria fede, così da attirare ancora altri a Dio. Non è questione numerica, non è questione di fortezza. Il credente non cerca queste cose. Piuttosto cerca di far innamorare di Dio altre anime, dal momento che ogni credente si sente, in qualche modo, affascinato dal mistero di Dio e della sua presenza nella storia e nel mondo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Mi sento partecipe di questi richiami?
  • Desidero anche io portare la fiamma viva della fede nel cuore di altri?

Le due immagini che la Parola di Dio ci ha donato non sono da prendere singolarmente e nemmeno da contrapporre l’una all’altra. Sono immagini che parlano al nostro cuore e che ci stanno dicendo che, effettivamente, dove c’è attenzione alla testimonianza di fede, dove c’è attenzione al modo di vivere la fede, si genera un principio virtuoso che porta certamente a far conoscere in forma sempre maggiore il nome di Dio.

Mi pare che questo non sia il primo pensiero di molti credenti e posso attestare che, per diversi motivi, nel nostro mondo non c’è sempre vera attenzione al tema della testimonianza da rendere a Dio.

Siamo, forse, più presi dal desiderio di contarci, dal desiderio di sapere quanti siamo; nelle diverse manifestazioni abbiamo bisogno di vedere e di far vedere che siamo ancora in tanti, altrimenti ci prende uno scoramento che ci mette apprensione. Non è questo il cuore della fede, non è questo il punto importante. La realtà che dovrebbe stare a cuore a ciascuno di noi, invece, dovrebbe essere quella di rendere la Chiesa attraente per il modo con il quale ci comportiamo. L’evangelizzazione dei secoli passati e, a maggior ragione dei secoli futuri, non dovrà avvenire attraverso obblighi e costrizioni, ma per attrazione. Non è il proselitismo che genera figli di Dio, ma l’esemplarità. Così noi tutti dovremmo essere esemplari per rettitudine, per integrità di vita, per amore all’Eucarestia, a Maria, alla Chiesa stessa. Solo se saremo così coerenti, attrarremo nuove anime a Dio.

Così, con questo pensiero, possiamo anche tornare alla cara memoria di Sant’Antonio. Cosa lo ha reso così attraente? Per quale motivo è un santo così cercato? Solo perché ha saputo essere attraente, perché ha saputo essere coerente, perché, nel corso della sua vita di frate, ha saputo incarnare il Vangelo. Qualcosa del genere è chiesto a ciascuno di noi. Ciascuno a suo modo, anche per via dello stato di vita, della vocazione, che uno ha ricevuto. Chiediamo questa grazia anche al Santo di Padova: egli, che ha reso bella la sua Chiesa, ci aiuterà a rendere attraente anche la nostra.

2025-06-17T09:25:53+02:00