Domenica 20 luglio

5 dopo Pentecoste

Introduzione

  • Che cosa significa essere alleati di Dio?
  • Come si fa a vivere questa alleanza?

Forse, poi, in verità, ci sarebbe una domanda ancor più radicale:

  • Noi teniamo ancora ad essere alleati di Dio?

La Parola di Dio 

LETTURA Es 24, 3-18
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!». Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto». Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!». Mosè salì con Aronne, Nadab, Abiu e i settanta anziani d’Israele. Essi videro il Dio d’Israele: sotto i suoi piedi vi era come un pavimento in lastre di zaffìro, limpido come il cielo. Contro i privilegiati degli Israeliti non stese la mano: essi videro Dio e poi mangiarono e bevvero. Il Signore disse a Mosè: «Sali verso di me sul monte e rimani lassù: io ti darò le tavole di pietra, la legge e i comandamenti che io ho scritto per istruirli». Mosè si mosse con Giosuè, suo aiutante, e Mosè salì sul monte di Dio. Agli anziani aveva detto: «Restate qui ad aspettarci, fin quando torneremo da voi; ecco, avete con voi Aronne e Cur: chiunque avrà una questione si rivolgerà a loro». Mosè salì dunque sul monte e la nube coprì il monte. La gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mosè dalla nube. La gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante sulla cima della montagna. Mosè entrò dunque in mezzo alla nube e salì sul monte. Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti.

SALMO Sal 49 (50)

Ascoltate oggi la voce del Signore.

Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente.
Da Sion, bellezza perfetta,
Dio risplende. R

Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.
Convoca il cielo dall’alto
e la terra per giudicare il suo popolo. R

«Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l’alleanza
offrendo un sacrificio».
I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica. R

EPISTOLA Eb 8, 6-13a
Lettera agli Ebrei

Fratelli, Gesù ha avuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l’alleanza di cui è mediatore, perché è fondata su migliori promesse. Se la prima alleanza infatti fosse stata perfetta, non sarebbe stato il caso di stabilirne un’altra. Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice: «Ecco: vengono giorni, dice il Signore, quando io concluderò un’alleanza nuova con la casa d’Israele e con la casa di Giuda. Non sarà come l’alleanza che feci con i loro padri, nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto; poiché essi non rimasero fedeli alla mia alleanza, anch’io non ebbi più cura di loro, dice il Signore. E questa è l’alleanza che io stipulerò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore: porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Né alcuno avrà più da istruire il suo concittadino, né alcuno il proprio fratello, dicendo: “Conosci il Signore!”. Tutti infatti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro. Perché io perdonerò le loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati». Dicendo alleanza nuova, Dio ha dichiarato antica la prima.

VANGELO Gv 19, 30-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.

Esodo

Dopo aver letto le pagine della Genesi, oggi, la liturgia ci invita a rileggere il tempo dell’Esodo che è, tra i libri biblici ma anche tra i tempi della storia della salvezza, proprio il tempo nel quale Dio ha costruito l’alleanza con il suo popolo. Il tempo in cui Dio prende il suo popolo sotto la sua tutela. Il tempo nel quale Mosè costruisce quell’alleanza definitiva con tutto il popolo. Quell’alleanza che, come abbiamo letto nelle scorse domeniche, era iniziata con Abramo, quell’Alleanza che era continuata con tutti i patriarchi, ora diventa definitiva con Mosè.

Cosa offre Dio per essere alleato dell’uomo? Offre la libertà. Quella libertà che era stata negata al popolo di Israele, ridotto in schiavitù, quella libertà che era stata pensata fin dalle origini, quella libertà che diventa piena e vera solo quando si gioca nella direzione di Dio, perché è da Lui che viene ed è a Lui che deve portare.

Cosa offre l’uomo a Dio? Offre il suo ricordo, la sua preghiera, anche offerte concrete, piccoli doni, di cui Dio non ha bisogno ma che servono all’uomo per dire che anche lui, come può, con le sue piccole possibilità, vuole essere alleato di Dio.  Ecco un segno: un altare costruito con dodici stele, una per ogni tribù di Israele, per dire che tutto il popolo di Dio è alleato di Dio; ecco il segno: le offerte del sacerdote che culminano con l’aspersione del sangue degli agnelli offerti in sacrificio. Si riteneva infatti che quando il sangue della vittima toccava le cose degli uomini e gli uomini stessi, quelle stesse cose o l’uomo stesso, diventava santo. Piccoli riti, e vogliamo anche molto rozzi, non raffinati, perfino un po’ crudeli che, però, inquadrati nell’epoca storica nella quale sono stati prodotti, dicono un tentativo: il tentativo di dire che Dio è alleato dell’uomo e che l’uomo è alleato di Dio. Come sappiamo bene questa alleanza, che chiamiamo prima, che chiamiamo alleanza del primo o del vecchio testamento, non ha funzionato. Non poteva nemmeno funzionare, perché si basava sulla volontà dei soggetti che la sottoscrivevano. Volontà di uomo, sempre pronto a cambiare idea, sempre pronto a sbagliare, sempre pronto ad allontanarsi da Dio. Volontà sempre imperfetta, volontà sempre malata perché, come abbiamo letto anche nelle scorse settimane, segnata dalla realtà del peccato fin dalle sue origini. Già Mosè lo aveva capito bene che questa alleanza non avrebbe potuto resistere a lungo e, per questo, prescriveva di ritornare spesso a ricordare ciò che essa comportava. Alleanza da ristabilire ogni qual volta l’uomo l’avesse infranta. Alleanza che avrebbe dovuto essere un segno per tutti i popoli della terra. Questa alleanza sarebbe stata anche quella a cui si sarebbero richiamati i profeti, altri uomini di Dio che avrebbero capito che la forza della volontà sulla quale era basata non avrebbe potuto fare gran che. Occorreva, infatti, ben altro per rendere definitivo ciò che Dio aveva, da sempre, in mente.

Vangelo

Ecco il motivo per cui Cristo giunge nel mondo. Ecco il motivo per cui, come dice la scrittura, nella pienezza dei tempi, giunge all’uomo non solo colui che parla di una nuova alleanza con Dio, ma anche colui che la sottoscrive, che la realizza, che la stipula. Propriamente la nuova alleanza è quella stabilita, come abbiamo sentito, con il sacrificio della Croce. Non più l’altare con le dodici stele: la Croce è la via di salvezza e lo è per tutti; non più il sangue di un agnello da offrire in sacrificio, ma lo stesso sangue di Cristo, il sangue di Colui che si è fatto uomo per salvarlo. Questa alleanza è quella stabilita nel cenacolo e realizzata sulla Croce. Ecco perché, come noi diciamo ogni volta che celebriamo la s. Messa, noi continuiamo a celebrare la Croce di Cristo, speranza di salvezza, segno di comunione con Dio, attuazione perfetta di quella alleanza che Dio aveva già cercato di dare all’uomo fin dai tempi antichi ma che, solo in Cristo, diventa definitiva.

Questa alleanza è non superabile, data una volta per tutte e per sempre, perché non si basa sulla forza di volontà dell’uomo ma sul desiderio di Dio di realizzarla. Non si basa più su ciò che gli uomini offrono ma è lo stesso offrirsi di Dio che la rende attuale e perenne.

Ebrei

Nuova alleanza che trascende anche i limiti del popolo ebraico e i suoi confini. Essa non è più per un solo popolo, per il popolo della salvezza, ma per tutti gli uomini. Per tutti coloro che vorranno custodirla, per tutti coloro che vorranno riceverla, per tutti coloro che vorranno, in qualche modo e in ogni tempo, entrare in alleanza con Cisto, autore e perfezionatore della fede. Come abbiamo sentito, l’autore di questo testo sacro sogna un tempo in cui essa diventerà universale, generale, per tutti gli uomini. Allora, davvero, Cristo sarà tutto in tutti. Fino a quel tempo, però, occorrerà continuare a guardare al mistero di Cristo per andare avanti fino all’incontro pieno, definitivo, reale con Lui.

Sarà proprio questa stessa nuova alleanza, nella sua celebrazione rituale, ad essere il pane del cammino, il sostegno dell’uomo che cerca di tornare al Padre. Solo nella celebrazione rituale si avvertirà qualcosa di quella pienezza e di quella definitività per la quale lo stesso Signore Gesù è venuto tra gli uomini, è entrato nel mondo, ha patito, a sofferto, è morto ed è risorto.

Per noi e per il nostro cammino di fede

La lectio biblica ci permette, ora, di rispondere alle domande che ci siamo inizialmente posti:

  • Cosa significa essere alleati di Dio?

Significa non dubitare mai di Dio, della sua presenza, del suo accompagnamento, secondo anche la promessa di Cristo Risorto: io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Vive questa alleanza in pienezza chi sa che Cristo lo sostiene, lo sprona è presente in tutte le esperienze della vita che un uomo può fare, proprio perché Egli attira tutti a sé.

  • Come si fa a vivere questa alleanza?

Solo la ripetizione di essa, solo la celebrazione di essa, solo il continuo rimettersi in comunione con Dio garantisce a tutti di essere sempre nel solco di questa alleanza che è, per tutti, segno della promessa del Padre e incentivo a vivere la fede come un progressivo incontro con Dio. È la celebrazione della Messa che ci rende uomini e donne che sanno camminare dentro questa alleanza e che sanno essere, per tutti, trascinatori di uomini verso Dio: ecco perché, già nella chiesa antica, si diceva che non si può stare senza la celebrazione domenicale. Non possiamo perché senza la presenza di Cristo, ci sentiamo come morti.

  • Ci teniamo ancora a questa alleanza?

Ecco la domanda fondamentale per noi: se siamo qui è perché si, noi ci teniamo. Se siamo qui è perché anche noi avvertiamo la fondamentalità del Sacramento per il nostro camino di fede. Se siamo qui è perché vogliamo dire il nostro sì a Dio, così come siamo capaci. Se, però, saliamo di livello, se non pensiamo solo a noi come singoli credenti, come singoli soggetti, ma pensiamo al battezzato in genere, a ciò che si vive nella Chiesa in genere, ecco che la risposta cambia completamente. Noi viviamo in un tempo in cui non si tiene più tanto all’Eucarestia. Non viviamo in un tempo in cui non siamo in grado di trasmettere la forza di questo Sacramento. Noi viviamo in un tempo nel quale non ci basta, non ci interessa, non ci “smuove”, la presenza di Cristo e, per questo, disertiamo l’incontro con Lui, non celebriamo il Sacramento, ci asteniamo da viverlo, non siamo attratti dalla sua forza e dalla sua bellezza. Forse, proprio in questo periodo, nel quale abbiamo più tempo per via delle ferie, paradossalmente, rimaniamo anche più lontani anche dal Signore, quasi che egli non ci accompagni ovunque, in tutte le esperienze che facciamo.

Non solo per la celebrazione della S. Messa, alla quale non sempre siamo fedeli; penso anche alla preghiera, al dialogo interiore, alla lettura della Parola, al dialogo con il Sacramento. Sono queste le realtà che mi lasciano più preoccupato e che mi fanno dire che, forse, a noi non interessa più di tanto essere alleati con Dio, essere gli alleati di Dio.

Lascio anche a voi il compito di pensarci e, soprattutto, quello di tornare un po’ su questi concetti e, magari, il compito di celebrare con più fede e con più frequenza il sacrificio della nuova ed eterna alleanza. È solo questo che ci rende alleati di Dio, è solo questo che ci salva.

2025-07-19T14:20:53+02:00