Venerdì 22 agosto

Settimana della 10 domenica dopo Pentecoste  venerdì

La spiritualità di questo giorno

La festa della Beata Vergine Maria Regina, se vogliamo, è di recente istituzione. È stata voluta, infatti, da papa Pio XII, per indicare la regalità della Vergine che condivide insieme a Cristo. Così, come c’è una festa di Cristo Re, ecco che si è avvertita l’esigenza di inserire nel calendario un’altra festa parallela per la regalità della Vergine.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 24, 3a. 4. 6b. 22
Lettura del libro del Siracide

Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo, primogenita di tutte le creature. Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Su ogni popolo e nazione ho preso dominio, con la mia forza ho piegato il cuore dei potenti e degli umili. Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà, chi mi esalta otterrà la vita eterna.

SALMO Sal 44 (45)

Risplende la regina, Signore, alla tua destra.

Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce.
Il tuo trono, o Dio, dura per sempre. R

Entra la figlia del re:
è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito;
è condotta al re in broccati preziosi. R

Alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
il re si è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R

EPISTOLA Rm 8, 3b-11
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, Dio ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

VANGELO Lc 1, 26-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Siracide

Il testo che più da vicino parla di regalità è il primo che abbiamo ascoltato, il testo del sapiente Siracide che, di per sé, non è riferito alla Vergine Maria, ma è un testo sulla sapienza. È la sapienza che pone il suo trono su una colonna di nubi, è la sapienza che, da sempre, abita con l’Altissimo e siede presso di lui, è la sapienza che partecipa ad ogni sua opera. È la sapienza che dice: “Chi mi obbedirà avrà la vita eterna”. Queste parole, però, possono anche essere riferite alla Vergine. Proprio a causa della sua assunzione in cielo noi possiamo dire che anche lei regna sopra un trono oltre le nubi; anche di lei possiamo dire che partecipa all’opera della redenzione di suo figlio; anche riferendoci a lei possiamo dire che chi segue, e quindi obbedisce, al suo esempio, si incammina verso la vita eterna.

Vangelo

L’altro testo che contiene la parola “regno” è il Vangelo. L’Angelo dice esplicitamente a Maria che il figlio che nascerà attraverso di lei, darà inizio ad un regno, regno di anime, che non avrà mai fine. Maria crede a questa promessa, crede al Regno del Figlio di Dio ed accetta la proposta di diventare sua Madre. Sarà poi nel corso del ministero che Maria capirà questa parola del Signore e sarà ancora lei a comprendere, dopo la risurrezione del Signore, che con la Pasqua si è inaugurato quel regno di cui aveva parlato l’Angelo. Regno nel quale entra ella stessa dopo il suo transito che abbiamo ricordato una settimana fa nella festa dell’Assunta.

Romani

Il testo di Paolo ai Romani ha invece ricordato a noi che il regno di Dio è per tutti i battezzati. Sono tutti i battezzati che sono chiamati ad essere perennemente con il Signore nel suo regno di luce. È la vocazione battesimale che apre ai credenti la via del Paradiso, ovvero la via per giungere a quella comunione eterna che ora lega insieme Cristo e la Vergine Santa. Dunque nella Madonna Regina e in Cristo Re, noi vediamo un riflesso dello splendore dell’eternità alla quale siamo candidati tutti grazie al nostro Battesimo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Noi abbiamo anche un mistero del Rosario che ci aiuta a contemplare ciò che oggi ci viene proposto. Il quinto mistero glorioso ci fa contemplare Maria proclamata “regina del cielo e della terra, insieme alla gloria degli angeli e dei santi”. Contemplare la regalità della Vergine, se da un lato è contemplare ancora la sua gloria, il destino nel quale Cristo l’ha associata, implica però che, dall’altro, noi celebriamo e ricordiamo che a questa gloria dell’eternità siamo chiamati anche noi tutti.

Forse, per tornare alla prima lettura, noi abbiamo un po’ più bisogno di “obbedire” alla Vergine, ovvero di imitare ciò che lei ha fatto. Entra nella gloria dei cieli chi vive una vita di donazione; entra nella gloria dei cieli chi non vive una vita intesa in forma egoistica; entra in una vita di santità e di splendore con Dio chi vive una vita di preghiera generosa. Esattamente come è stato nella vita della Vergine Maria. Ecco perché la meditazione dei misteri del Santo Rosario e la preghiera quotidiana alla Vergine diventano per noi tutti motivo per avvicinarsi a questa gloria eterna nella quale, oggi, vediamo coronata la Vergine Maria.

A lei ci affidiamo e a lei chiediamo aiuto, sostegno, forza, per camminare insieme con lei e seguendo le sue orme fino a quando il Signore non ci introdurrà felicemente nella sua dimora.

Vi invito oggi a celebrare i misteri gloriosi del Rosario, anche se è venerdì, per lasciare che la lenta ripetizione dell’Ave ci aiuti ad entrare in comunione di grazia con Maria, che ci saprà introdurre nella gloria del Figlio suo, per contemplare il mistero di regalità che unisce la Madre al Figlio amato.

Ci aiuti Maria, che veneriamo come l’Assunta, ad andare incontro a questa speranza che Dio Padre ci dona di avere. Maria, che ha camminato sulle nostre stesse strade, che ha vissuto le nostre stesse fatiche, che ha imparato a credere man mano che il suo cammino procedeva, aiuti anche noi ad essere sempre attenti a quello che il Signore vuole farci scoprire, perché anche il nostro cammino sia sempre più un cammino di gioia, di speranza, di pace nel cuore.

Vi invito oggi a cantare il Magnificat, approfittando, magari, della preghiera del Vespero. Cantiamo il Magnificat per essere anche noi dentro questa dinamica di pace, di grazia, di speranza.

2025-08-16T14:22:00+02:00