Sabato 30 agosto

Settimana della domenica che precede il martirio – Sabato 

La spiritualità di questo giorno

Oggi la Chiesa ci fa ricordare il beato A. I Schuster che noi tutti onoriamo e veneriamo come padre. Anche se si va affievolendo la memoria di coloro che lo hanno fisicamente conosciuto, non viene meno il ricordo spirituale della nostra Chiesa, sempre grata di averlo avuto come pastore e come suo maestro. È anche a partire da questa memoria che rileggiamo le Scritture di oggi.

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 10, 12 – 11, 1
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse: «Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore, tuo Dio, se non che tu tema il Signore, tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu lo ami, che tu serva il Signore, tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, che tu osservi i comandi del Signore e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene? Ecco, al Signore, tuo Dio, appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e quanto essa contiene. Ma il Signore predilesse soltanto i tuoi padri, li amò e, dopo di loro, ha scelto fra tutti i popoli la loro discendenza, cioè voi, come avviene oggi. Circoncidete dunque il vostro cuore ostinato e non indurite più la vostra cervice; perché il Signore, vostro Dio, è il Dio degli dèi, il Signore dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che non usa parzialità e non accetta regali, rende giustizia all’orfano e alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito. Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nella terra d’Egitto. Temi il Signore, tuo Dio, servilo, restagli fedele e giura nel suo nome. Egli è la tua lode, egli è il tuo Dio, che ha fatto per te quelle cose grandi e tremende che i tuoi occhi hanno visto. I tuoi padri scesero in Egitto in numero di settanta persone; ora il Signore, tuo Dio, ti ha reso numeroso come le stelle del cielo. Ama dunque il Signore, tuo Dio, e osserva ogni giorno le sue prescrizioni: le sue leggi, le sue norme e i suoi comandi».

SALMO Sal 98 (99)

Il Signore regna nella sua santa città.

Il Signore regna: tremino i popoli.
Siede in trono sui cherubini: si scuota la terra.
Grande è il Signore in Sion,
eccelso sopra tutti i popoli. R

Lodino il tuo nome grande e terribile.
Egli è santo!
Forza del re è amare il diritto.
Tu hai stabilito ciò che è retto;
diritto e giustizia hai operato in Giacobbe. R

Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio! R

EPISTOLA Rm 12, 9-13
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, la carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità.

VANGELO Gv 12, 24-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Deuteronomio

Come sempre il tema del sabato ci viene ricordato dalla prima Scrittura. Il Deuteronomio ci ricordava che è dovere dell’uomo di fede “servire il Signore”. Certo la concezione è quella tipica del Primo Testamento, quindi il servizio da rendere a Dio è quello normato dalla legge di Mosè. Per piacere al Signore, ovvero per servire il Signore, occorre seguire le norme e i molti rituali previsti dalla legge.

Vangelo

Gesù dà per presupposto tutto questo e insegna che anche quel modo di servire il Signore, se non è sorretto dall’amore, serve a poco, anzi propriamente non ha nessun senso! Ecco la predicazione molto semplice del Signore, fatta, come sempre, con esempi. Come il seme che viene piantato in terra muore per poi portare frutto, così è la vita dell’uomo. Occorre che la vita dell’uomo si spenda in tutti i contesti di bene in cui è possibile all’uomo giocarsi. Questo rende possibile qualsiasi servizio di amore. Proprio per questo l’uomo è gradito a Dio o, se vogliamo, in questo modo l’uomo serve il Signore. La testimonianza di amore è quella che conta.

Romani

Come sempre è San Paolo che traduce queste riflessioni in stile di vita immediatamente comprensibile a tutti. San Paolo, infatti, ci ricordava come si deve servire il Signore, e cioè con “stima reciproca, affetto fraterno, essendo fervorosi nello spirito, tendendo al bene con tutte le proprie forze, rimanendo lieti nella speranza e forti nella tribolazione”. Può essere che, per molti aspetti, ci sembri un impegno gravoso. In realtà questo modo di concepire la vita in senso cristiano è un richiamo a compiere il bene sempre, in ogni occasione, esattamente come descritto dal Signore nel Santo Vangelo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa significa, per me, fare il bene?
  • Come posso vivere la regola di vita di San Paolo?

La lectio biblica si sposa perfettamente alla figura spirituale di oggi. Il beato Schuster, infatti, è stato per tutti un esempio di dedizione, cura, attenzione, dedizione al popolo di Dio. La sua instancabile carità, specie nei tempi della guerra, la sua attenzione alla visita pastorale attuata in maniera sistematica in tutta la Diocesi, sono stati, per chi lo ha conosciuto di persona oltre che per noi che ne viviamo la fama, un richiamo ad avere un’alta misura di fede e un’alta stima della carità. Schuster ha cercato, in ogni modo, di essere fedele al suo mandato e, per questo, è divenuto un santo fuori misura, per fede e carità.

Così però anche noi possiamo vivere questa regola di vita semplice ma importante. Anche noi dovremmo chiederci come impostare la nostra vita per piacere al Signore. Già questa domanda rivelerebbe l’attenzione del cuore che è indispensabile per vivere bene la fede. Se ci porremo la domanda, anche noi, poi, troveremo la risposta adatta alla nostra vita. È chiaro che, senza domanda, non si va da nessuna parte. È chiaro che, senza attenzione a voler capire come la nostra vita diventa servizio e lode a Dio, non si spinge la nostra vita al largo, come il Signore ci ha comandato di fare. Ci aiuti il beato cardinale Schuster a non avere limiti, a non mettere paletti, a saper giocare sempre la nostra vita al massimo. Solo così si rende santa l’esistenza.

Chiudiamo questa settimana e anche questa sezione del tempo liturgico tenendo questa domanda nel cuore. La nostra vita cristiana è chiamata sempre più a decidere come piacere a Dio. È questo l’impegno del battezzato che si dirige verso l’eternità, è questa l’unica regola di vita che il cristiano è chiamato a vivere testimoniando il suo amore per Dio.

2025-08-23T11:10:46+02:00