Domenica 05 ottobre

6 Domenica dopo il martirio di San Giovani il Precursore

Introduzione

  • Cosa significa, per noi, aprire la festa della Madonna del Rosario?
  • Come vivere questa settimana all’insegna delle relazioni?

Credo che, per vivere con frutto questa settimana e non solo questo giorno domenicale, abbiamo, come sempre, bisogno di confrontarci con la scrittura che ci viene offerta e donata.

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La Parola di Dio 

LETTURA 1Re 17, 6-16
Lettura del primo libro dei Re

In quei giorni. I corvi portavano ad Elia pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera; egli beveva dal torrente. Dopo alcuni giorni il torrente si seccò, perché non era piovuto sulla terra. Fu rivolta a lui la parola del Signore: «Àlzati, va’ a Sarepta di Sidone; ecco, io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti». Egli si alzò e andò a Sarepta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere». Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”». Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.

SALMO Sal 4

Chi spera nel Signore, non resta deluso.

Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco. R

Tremate e più non peccate,
nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore.
Offrite sacrifici legittimi
e confidate nel Signore. R

Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?».
Hai messo più gioia nel mio cuore
di quanta ne diano a loro grano e vino in abbondanza. R

EPISTOLA Eb 13, 1-8
Lettera agli Ebrei

Fratelli, l’amore fraterno resti saldo. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli. Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che sono maltrattati, perché anche voi avete un corpo. Il matrimonio sia rispettato da tutti e il letto nuziale sia senza macchia. I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio. La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: «Non ti lascerò e non ti abbandonerò». Così possiamo dire con fiducia: «Il Signore è il mio aiuto, non avrò paura. Che cosa può farmi l’uomo?». Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!

VANGELO Mt 10, 40-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Ebrei

Partendo, anzitutto, dall’Epistola, che ci assicura un accesso più diretto e immediato al tema.

Fratelli, l’amore fraterno resti saldo”. Così iniziava il testo. Come dire: le relazioni sono un po’ il cuore della vita cristiana. Chi è rinato al fonte battesimale, scopre una dimensione di fraternità universale, proprio perché rinnovato dall’amore di Cristo. Precisando, poi, in cosa consiste questa attenzione alla fraternità da avere.

Non dimenticate l’ospitalità”. A che cosa si riferisce il testo. Si capisce molto bene da quello che viene dopo. Il riferimento è ad Abramo che, avendo ospitato presso la sua tenda tre misteriosi personaggi, scopre, dopo aver vissuto questo gesto, che essi erano nient’altro che la presenza di Dio; dunque l’autore del testo, più che ad un’opera, si riferisce ad uno stile di vita. Chi è credente, chi è rinato al fonte battesimale, chi vive in compagnia di Cristo, vive l’ospitalità anzitutto come una disponibilità del cuore, chi vive l’ospitalità cristiana, prima di tutto, è disposto a far entrare nel suo cuore le persone. Chi ha bisogno di un ascolto, chi chiede la condivisione di un’esperienza, poi, certo, anche l’ospitalità propria dei forestieri e dei viandanti. Lo precisa ancor meglio quello che segue.

Ricordatevi dei carcerati”. Ovviamente questa è un’ospitalità del cuore: non si può accogliere e ospitare fisicamente un carcerato. Lo si ospita nel cuore. Il credente non sta a distinguere i motivi della carcerazione: altri devono farlo. Il credente si ricorda di loro nella preghiera. Ospita nel suo cuore anche coloro che, per diversi motivi, hanno sbagliato. Non li dimentica anche nel percorso che devono compiere verso una riabilitazione umana e sociale.

Il matrimonio sia senza macchia”. È un’altra espressione fondamentale del testo. Un altro genere di accoglienza. Questa più sentita, più diffusa, più attuale. Il matrimonio è la prima e principale forma di accoglienza. Ecco che l’autore del testo ricorda agli sposi cristiani che quell’accoglienza e quel dono di sé che sono culminati nella celebrazione del matrimonio, devono poi durare per tutto il resto dei giorni, per tutto il resto della vita. È una forma di accoglienza grande, che si rinnova ogni giorno nella condivisione delle cose semplici di cui è fatta la vita.

Ricordatevi dei capi”. Il testo conclude poi con questa affermazione che è un po’ generica. Sono sicuramente indicati i capi della comunità ma, al tempo stesso, anche i capi del popolo, coloro che hanno responsabilità istituzionali, politiche. Il cristiano non guarda a chi è il capo in quel momento, ma si ricorda di qualsiasi persona che abbia questo ufficio solo per il peso, il carico, la responsabilità che grava su di lui. Il cristiano accoglie anche questo invito come invito importante per vivere bene la sua appartenenza ecclesiale e sociale.

Perché il cristiano fa tutto questo? Quale punto in comune hanno queste esemplificazioni? Il cristiano fa questo perché si sente accolto da Dio, il quale dice, per mezzo del profeta: “non ti abbandonerò né ti lascerò”. È l’espressione di fede fondamentale della lettura. Il cristiano si sente sempre accolto da Dio e, per questo, accoglie gli altri.

Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre”. Anche questa immagine è fondamentale per tutti noi, perché sappiamo molto bene che questo che era anche lo slogan del grande giubileo dell’anno 2000, deve essere ripreso ogni giorno e deve essere punto di riferimento costante delle nostre vite. Noi ci predisponiamo ad un’accoglienza sincera, umile fiduciosa, perché sappiamo che Gesù Cristo è lo stesso, ieri, oggi e sempre e attende tutti presso di Lui, nell’eternità beata di Dio.

Re

Anche la prima lettura è esemplificazione di questo atteggiamento che diventerà l’atteggiamento del cristiano mentre, per ora, è l’atteggiamento del pio ebreo. L’esempio della donna vedova che accoglie Elia, dice bene l’accoglienza che viene praticata anche dai figli del popolo ebraico, questa donna non perde la ricompensa per la sua accoglienza. Intanto con un miracolo che rimanda ai miracoli eucaristici di Gesù. In un tempo di carestia, ella non vede diminuire la farina e l’olio con i quali sostiene ogni giorno la sua famiglia. Ricompensa che, poi, è anche l’eternità, perché ogni atto di amore del tempo si fissa nell’amore di Dio diventando esso stesso eterno. Così il testo insegna anche che Dio si rende accogliente rispetto all’uomo nel Sacramento che stiamo celebrando. L’Eucarestia non solo è accoglienza, ma è anche forza, forza spirituale per le cose della vita materiale. Accoglienza di Dio perché, poi, l’uomo impari ad essere accogliente nei confronti degli altri uomini.

Vangelo

Anche il vangelo ci dona di lavorare sullo stesso tema. Anzitutto è Cristo che chiede accoglienza e promette la ricompensa che merita il gesto di chi lo accoglie nel cuore. Da questa prima accoglienza, dipende poi ogni altro genere di accoglienza, che si può vivere, come ci è stato richiesto e raccomandato dalla lettera agli Ebrei. Gesù afferma chiaramente che chiunque viva un gesto di accoglienza, merita la ricompensa che il gesto richiama. Addirittura il Signore ci avvisa che nemmeno il gesto più piccolo di carità rimane senza la ricompensa che egli promette e di fatto dona a tutti.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Iniziamo quella che, per la nostra comunità, è la settimana più importante dell’anno. Quest’anno voglio che gli esercizi spirituali siano su un tema di grande portata umana: il tema delle relazioni. È un altro modo per riflettere su questo tema dell’accoglienza che già le scritture di oggi ci lasciano come traccia, come guida per la nostra riflessione. Possiamo davvero chiederci già fin d’ora:

  • Come vivo questo tema?
  • Come vivo lo spirito di accoglienza nelle direzioni che la scrittura ci ha indicato?

Inviterei davvero a riflettere su come vediamo e su come viviamo il matrimonio, la maggior parte di voi vive questa vocazione, ma c’è modo e modo di viverla. Poi, certo, ci sono le altre esemplificazioni della scrittura con la quale potremo confrontarci.

Credo però che, per tutti, sia molto utile soffermarci sul tema dell’accoglienza del cuore che le scritture ci hanno indicato come tema cardine e come tema base della riflessione. È molto utile ed anche molto bello che noi cerchiamo di capire se abbiamo un cuore accogliente, se siamo capaci di farci carico delle situazioni degli altri o se, invece, siamo chiusi e freddi nei confronti di quello che accade attorno a noi.

Avere un cuore accogliente significa, anzitutto, saper vedere le cose che ci sono attorno a noi.

Avere un cuore accogliente significa, saper fare spazio per le cose che entrano dentro di noi, in uno spirito di vera accoglienza e di vera carità.

Avere un cuore accogliente significa pregare con chi o per chi abbiamo accolto. Avere un cuore accogliente significa saper trattenere la presenza degli altri nel proprio cuore e nella propria preghiera, non dimenticando soprattutto le povertà incontrate negli altri.

Avere un cuore accogliente significa anche disporsi all’azione, secondo quello che è possibile fare o secondo quello che le virtù cristiane, prima di tutte la prudenza, ispirano.

Mettendo al centro, infine, il tema cardine di oggi. Il cuore accogliente del cristiano è tale se accoglie Dio che si rivela in Gesù Cristo. Il cuore del credente diventa accogliente se esso si lascia istruire e consolare dalla stessa presenza del Signore che è la presenza eucaristica. Senza questa radice ci possono essere svariate forme di filantropia, che sono buone e giuste. La carità cristiana che nasce dall’accoglienza del mistero di Dio, però, è su un altro piano ed è più profonda.

Queste dimensioni possono anche essere applicate alle cose di tutti i giorni, veniamo da una settimana che ci ha chiesto di esprimerci su questo tema riguardo a situazioni internazionali assai complesse. Tuttavia non possiamo passarci sopra. Ecco che, al di là di posizioni diverse che possiamo anche assumere, credo sia giusto chiederci se abbiamo coltivato un reale spirito di accoglienza di una situazione, appunto complessa, che ci sfugge, che non comprendiamo fino in fondo. Possiamo poi chiederci se ci siamo accolti tra noi, o verso chi abbiamo avuto occasione di accostare, anche da lontano, anche sono nelle notizie.

È con questi sentimenti e sorretti da questa parola di Dio che vorrei iniziassimo questa settimana di esercizi spirituali, anzitutto accogliendo l’invito a parteciparvi e, poi, cercando di poter riflettere  insieme su un tema che ci riguarda tutti come è il tema delle relazioni.

Maria, che in questo mese di ottobre vogliamo onorare con la preghiera del Santo Rosario, ci aiuti, ci guidi ad accogliere suo Figlio e, nel nome di suo Figlio, chi è nel bisogno e dell’indigenza o nella povertà spirituale.

2025-10-04T10:16:10+02:00