Settimana della dedicazione – Giovedì
La spiritualità di questo giorno
Anche oggi ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio prevista per questa settimana che ci aiuta a continuare la riflessione sul tema delle relazioni.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ap 1, 10; 3, 1-6
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Sardi scrivi: “Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Conosco le tue opere; ti si crede vivo, e sei morto. Sii vigilante, rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire, perché non ho trovato perfette le tue opere davanti al mio Dio. Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convèrtiti perché, se non sarai vigilante, verrò come un ladro, senza che tu sappia a che ora io verrò da te. Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti; essi cammineranno con me in vesti bianche, perché ne sono degni. Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”».
SALMO Sal 16 (17)
Sulle tue vie, Signore, tieni saldi i miei passi.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
di fronte ai malvagi che mi opprimono,
ai nemici mortali che mi accerchiano. R
Il loro animo è insensibile,
le loro bocche parlano con arroganza.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno. R
VANGELO Lc 10, 1b-12
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
Vangelo
Anzitutto il Vangelo. Mentre il Signore dona le “istruzioni” per la missione da svolgere, forse ci sorprende il suo invito alla preghiera. Il primo compito del discepolo e della comunità cristiana è quello di “pregare il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe”. È un’istruzione per lo meno curiosa. Di fronte alla missione che sembra difficile, di fronte ai numeri che non sono proporzionati, di fronte ai mezzi che sembrano ridicoli, il discepolo, per prima cosa, deve pregare. È una rilettura interessante dell’esperienza umana quella che ci viene proposta. Gesù ci sta dicendo che si possono incontrare le persone se, prima di farlo fisicamente, le si incontrano in Dio. È la preghiera che custodisce le relazioni. Il discepolo che andrà nel mondo a testimoniare la risurrezione del Signore, prima di tutto deve incontrare le persone che nemmeno conosce nel mistero del Padre da cui tutti hanno un’unica origine. È Dio che si rende garante delle relazioni che nasceranno. È in Dio che si scopre vera e forte la fraternità nella quale sarà poi possibile annunciare il Vangelo. La preghiera è il primo momento di incontro con l’altro perché è incontro con l’Altro da cui tutto ha avuto origine e in cui tutto trova senso. Un richiamo bellissimo e assai profondo.
Apocalisse
Anche il testo dell’Apocalisse ci ha permesso di capire che questo è anche il richiamo che viene mosso alla Chiesa di Sardi. Abbiamo letto queste parole: “Ricordati come hai ricevuto e ascoltato la Parola: custodiscila e convertiti”. A questa Chiesa viene ricordato che la relazione con Dio viene approfondita e custodita dalla conoscenza della sua Parola, non da altro. La preghiera fatta a partire dalla Parola di Dio permette di approfondire la conoscenza del suo mistero ma, al tempo stesso, permette a tutti i credenti di entrare in quella relazione profonda con Dio Padre che permette poi anche una relazione forte tra di loro. Come vediamo è il medesimo contenuto del Vangelo: è nella relazione con Dio che trova senso e fondamento anche la relazione tra gli uomini. Ecco l’invito a conservare la veste bianca, che è la veste del Battesimo, il primo momento della vita cristiana, il momento nel quale inizia quella relazione con Dio che apre poi anche alla relazione profonda con gli altri uomini.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Il richiamo di queste Scritture è molto bello anche per noi. Credo che nessuno oserebbe dire, di suo, queste cose. Se ci chiedessimo come rendere più feconda una relazione, tutti daremmo diverse ricette che punterebbero, però, sulle cose che si possono fare umanamente. Tutti credo troveremmo una via, secondo quello che sentiamo come prioritario, che fa leva sulla nostra capacità e sulla nostra disponibilità di realizzare relazioni più forti in base a momenti di condivisione più intensi. Il Vangelo e l’Apocalisse ci hanno detto che, per il cristiano, la verità, la bellezza, la profondità di una relazione non partono da qui, non partono da quello che sappiamo o che possiamo fare noi, ma partono da quell’incontro in Dio che la preghiera è in grado di realizzare. Credo che, da questo punto di vista, siamo invitati a considerare l’importanza e la bellezza di alcuni momenti di preghiera nei quali vigilare e custodire le nostre relazioni: la Messa, l’adorazione eucaristica, il Santo Rosario. Sono forme di preghiera diverse, da vivere in momenti diversi, eppure sono tutte espressioni primarie di come realizzare una relazione sempre più profonda tra di noi. Dio diventa, per così dire, il garante della bellezza, della freschezza, della profondità delle relazioni tra gli uomini. Potremmo prenderci questo impegno, a partire anche dalla S. Messa che viviamo. Proprio mentre celebriamo la Santa Eucarestia possiamo pregare per un’altra persona, non tanto per i suoi bisogni ma perché si realizzi una comunione sempre più profonda ed intensa. Chiediamo a Maria di intercedere per noi, dal momento che siamo ancora nel mese del Santo Rosario. A lei, che è entrata in una serie di relazioni profondissime con molti uomini proprio grazie al Figlio suo, chiediamo questo dono, perché impariamo a vivere la medesima attenzione nella relazione con l’altro.