Lunedì 01 dicembre

Settimana della 3 domenica di avvento – lunedì 

La spiritualità di questa settimana

Iniziamo la terza settimana di questo Avvento di Giubileo e iniziamo anche il mese di dicembre. Sentiamo che il Natale si sta avvicinando, così come ci richiama anche la festa del nostro Santo Patrono Ambrogio con la quale concluderemo la settimana. Anche oggi propongo una sintesi dal titolo: Essere timorati di Dio”.

La Parola di questo giorno

EZECHIELE 9, 1-11
Lettura del profeta Ezechiele

In quei giorni. Una voce potente gridò ai miei orecchi: «Avvicinatevi, voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di sterminio in mano». Ecco sei uomini giungere dalla direzione della porta superiore che guarda a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in mano. In mezzo a loro c’era un altro uomo, vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco. Appena giunti, si fermarono accanto all’altare di bronzo. La gloria del Dio d’Israele, dal cherubino sul quale si posava, si alzò verso la soglia del tempio e chiamò l’uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da scriba. Il Signore gli disse: «Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono». Agli altri disse, in modo che io sentissi: «Seguitelo attraverso la città e colpite! Il vostro occhio non abbia pietà, non abbiate compassione. Vecchi, giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo sterminio: non toccate, però, chi abbia il tau in fronte. Cominciate dal mio santuario!». Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio. Disse loro: «Profanate pure il tempio, riempite di cadaveri i cortili. Uscite!». Quelli uscirono e fecero strage nella città. Mentre essi facevano strage, io ero rimasto solo. Mi gettai con la faccia a terra e gridai: «Ah! Signore Dio, sterminerai quanto è rimasto d’Israele, rovesciando il tuo furore sopra Gerusalemme?». Mi disse: «L’iniquità d’Israele e di Giuda è enorme, la terra è coperta di sangue, la città è piena di violenza. Infatti vanno dicendo: “Il Signore ha abbandonato il paese; il Signore non vede”. Ebbene, neppure il mio occhio avrà pietà e non avrò compassione: farò ricadere sul loro capo la loro condotta». Ed ecco, l’uomo vestito di lino, che aveva la borsa al fianco, venne a rendere conto con queste parole: «Ho fatto come tu mi hai comandato».

SALMO Sal 85 (86)

Tu sei buono, Signore, e perdoni.

Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;
tieni unito il mio cuore,
perché tema il tuo nome. R

Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà:
dona al tuo servo la tua forza,
salva il figlio della tua serva. R

Dammi un segno di bontà;
vedano quelli che mi odiano e si vergognino,
perché tu, Signore, mi aiuti e mi consoli. R

PROFETI Ml 3, 13-18
Lettura del profeta Malachia

In quei giorni. Malachia disse: «Duri sono i vostri discorsi contro di me – dice il Signore – e voi andate dicendo: “Che cosa abbiamo detto contro di te?”. Avete affermato: “È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall’aver osservato i suoi comandamenti o dall’aver camminato in lutto davanti al Signore degli eserciti? Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti”. Allora parlarono tra loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. Essi diverranno – dice il Signore degli eserciti – la mia proprietà particolare nel giorno che io preparo. Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve. Voi allora di nuovo vedrete la differenza fra il giusto e il malvagio, fra chi serve Dio e chi non lo serve».

VANGELO Mt 13, 53-58
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Terminate le parabole, il Signore Gesù partì di là. Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

La Scrittura

Il Signore non vede…

È inutile servire il Signore…

Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria…

Le due Scritture profetiche di oggi hanno un inizio comune. Esse ci mettono di fronte al pensiero degli stolti, al pensiero degli uomini che non pensano alla vicinanza di Dio e che non sentono viva la sua presenza nella storia. In tutti e due i profeti abbiamo sentito il grido, la voce che essi elevano: “Dio non vede. È inutile servire Dio”. Come dire: la fede non ci interessa, la fede non serve, siamo soli al mondo e dobbiamo pensare alle cose della nostra vita da soli. Insomma: non c’è nessun vantaggio ad avere fede. È il pensiero degli stolti, appunto. I due profeti, ma soprattutto Malachia, mettono poi in luce il pensiero dei saggi, degli uomini “timorati di Dio”, cioè di coloro che hanno fede. Il profeta Malachia diceva che costoro si radunano insieme, si confrontano, fanno in modo che la loro fede sia sostegno del cammino l’uno dell’altro. Un testo bellissimo che dice che l’uomo di fede non si ferma nemmeno di fronte a coloro che negano la stessa esistenza di Dio. Anche tra le sfide che essi propongono continua il loro cammino. Così come è continuato il cammino di Gesù che non si è lasciato impressionare dalla mancanza di fede dei suoi concittadini. Anzi, la loro chiusura, il loro indurimento di cuore, è diventato occasione per dire ancora in modo più forte come la Verità di Dio bussi al cuore di ciascuno. Diventa poi una responsabilità assumersi l’onere di rispondere ad una chiamata alla salvezza e alla santità che c’è davvero per tutti.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che anche noi tutti siamo invitati ad essere tra i timorati di Dio. Anche noi tutti siamo invitati ad essere tra coloro che si accorgono della presenza del Signore, la ricercano, la custodiscono, sanno reagire anche di fronte a coloro che la negano e che vanno dicendo che la fede è un di più di cui si può assolutamente fare a meno. Penso che tutti noi, rileggendo le Scritture, abbiamo sentito vivo il senso di ciò che dicevano. In fondo la nostra vita si confronta quotidianamente con quella di coloro che negano l’esistenza di Dio, negano che la sua presenza abbia qualcosa da dire a ciascun uomo, non sentono il bisogno di confrontarsi con Lui. Talvolta anche noi siamo contagiati da questo modo di ragionare, di sentire, di vivere. Talvolta è davvero così forte il richiamo che viene dagli stolti che ci pare di non poter resistere in alcun modo a ciò che essi propongono. Cosa fare? Come reagire? La risposta viene dal Vangelo: continuando a sentire la predicazione del Signore, lasciandoci rimotivare sempre dalla sua presenza, offrendo il nostro cuore come luogo della dimora di quella Parola che ascoltiamo, riceviamo, “possediamo” già da tempo.

Una seconda indicazione viene dal profeta Malachia. I “timorati di Dio”, per rispondere agli stolti, si devono mettere insieme, si devono confrontare, devono vivere insieme, devono scoprire, nel senso dell’essere comunità, il senso profondo della loro fede. Ci si rafforza nella fede e si trova come rispondere a coloro che si comportano in modo contrario ad essa, solo quando si comprende il valore di una comunità, il valore di non essere soli, potremmo dire, anche per approfondire ancora il tema che abbiamo indicato come luce per tutto il nostro anno pastorale, quando si curano le relazioni. Quando in una comunità si ha cura per la relazione che mette tutti insieme, quando si ha cura per la relazione che rende tutti vicini, quando si ha cura per il cammino gli uni degli altri, allora diventa possibile quella relazione di fede che sostiene anche la provocazione di chi vuole proferire insulti contro di essa.

Il cammino di Avvento, che vive oggi un rilancio verso la sua seconda fase, chiede quindi a noi tutti di essere sempre più attenti a come vivere la relazione in comunità, per trovare forza e slancio per resistere alla provocazione di chi, stolto, non vede la presenza di Dio ed anzi la nega.

Chiediamo al Signore e a Maria Santissima, mentre sono iniziati i giorni della novena dell’Immacolata, aiuto e protezione, per saper rilanciare il nostro cammino e per diventare sempre più “timorati di Dio”, gente che riconosce la sua presenza, osserva la sua Parola, sa vedere Dio nella storia anche brutta o complessa che accompagna i giorni dell’uomo.

Essere timorati di Dio comporta una decisione precisa, nasce da una decisione precisa. Certo è frutto della volontà, ma la volontà sola, come sappiamo bene, non basta. Auguriamoci che sempre possiamo sperimentare quella protezione di Dio che ci aiuta a vivere la fede con slancio e che ci dona di accogliere con attenzione la chiamata ad essere uomini e donne di speranza, nell’attesa reale del suo ritorno.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Quale provocazione degli stolti mi ferisce?
  • Quale relazione di fede mi aiuta in comunità?
  • Come posso vivere bene questa seconda fase dell’Avvento in attesa del ritorno del Signore?
2025-11-29T08:29:00+01:00