Settimana della 4 domenica di Pasqua – venerdì
Credere in Colui che Dio manda.
Trascuriamo, normalmente, un po’ San Giuseppe lavoratore, che è memoria in questa data a causa della festa del lavoro che oggi, in Italia, si vive. Piuttosto siamo tutti già presi e coinvolti nel vivere il mese di maggio che ci attira per la figura di Maria. Anche questa sera molti vorranno già essere radunati attorno a lei, per vivere bene questo momento che inizia il mese della Madonna. Direi che ci aiutano le Scritture che ci parlano di un senso di stupore che coglie tutti i protagonisti dei due diversi testi biblici.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 11, 1-18
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!». Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: «Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: “Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!”. Io dissi: “Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca”. Nuovamente la voce dal cielo riprese: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano”. Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell’istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell’uomo. Egli ci raccontò come avesse visto l’angelo presentarsi in casa sua e dirgli: “Manda qualcuno a Giaffa e fa’ venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia”. Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi. Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: “Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo”. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?». All’udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».
SALMO Sal 66 (67)
Fra tutte le genti, Signore, risplende la tua salvezza.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R
La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R
VANGELO Gv 7, 25-31
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».
Vangelo
Il primo stupore è quello che viene registrato per i protagonisti del Vangelo che sono gli oppositori di Gesù. Siamo in presenza di gente che ha preconcetti e diffidenze nei confronti di Cristo, come spesso accade nelle pagine dei Vangeli, eppure questi uomini pieni di livore non riescono a portare a termine i loro piani. Hanno, in qualche modo, timore di Gesù. In qualche modo rimangono stupiti della sua persona, della sua presenza, della sua parola. Così si adempie quello che Gesù stesso dice: nessuno può stendere le mani sul figlio dell’uomo se non quando ciò è permesso da Dio. Credo che questo sia bellissimo da ricordare per ciascuno di noi.
Atti
La pagina degli Atti registra un altro stupore, quello che coglie tutti i credenti in Cristo, ma provenienti dal giudaismo, quando sentono il racconto di Pietro. Loro, che erano rimasti molto perplessi e dubbiosi di fronte a Pietro che era andato in casa dei pagani, sentendo il racconto di come sono andate le cose e avvertendo che è all’opera lo Spirito di Dio in tutto quello che viene narrato dal principe degli apostoli, non possono che provare un grandissimo stupore per Dio che, a suo tempo, compie bene ogni cosa e rimane fedele alla sua parola e alla sua promessa. Lo stupore che i credenti provano è nell’imparare che la fede è un valore universale, che non ci sono già predestinati alla salvezza e predestinati alla dannazione. Il Vangelo è per tutti e, per questo, occorre proprio gioire.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Vorrei però pensare anche allo stupore di Giuseppe, che ricordiamo in questo giorno. Quello stupore del santo che accoglie la parola di Dio per lui; lo stupore di un uomo che sente che Dio gli è vicino in modo del tutto particolare, lo stupore di chi vive in modo normale e si sente chiamato ad essere il custode del Figlio di Dio e della sua santissima madre. Poi chissà quante altre volte si sarà stupito Giuseppe nel vedere Gesù crescere, nel sentirlo parlare, nel vederlo a suo agio nel grande tempio di Gerusalemme e nel parlare con i dottori di suo padre. Insomma Giuseppe è davvero l’uomo dello stupore.
Vorrei anche pensare allo stupore di Maria, a quello stupore con il quale accolse il saluto dell’angelo, lo stupore con il quale accolse nel suo grembo la vita di Dio che palpitava in un cuore di uomo. Lo stupore con il quale accompagnò ogni istante della vita del Signore, in tutti i modi possibili, dall’inizio fino al venerdì santo sotto la croce. Uno stupore costante, crescente, pieno di attenzioni per quel figlio che sapeva bene le era stato dato solo in custodia. Uno stupore che è poi continuato nel vedere l’opera della Chiesa nascere. Uno stupore che riguarda ogni figlio dell’uomo che prega, adora, incontra il mistero di Dio che, attraverso suo figlio, è entrato, nel mondo.
- Per che cosa ci stupiamo noi?
- Quale senso di stupore conserviamo nel cuore?
Ciascuno avrà le sue risposte. Però vorrei che tutti ci stupissimo anche per San Giuseppe, anche per Maria che, poi, cercheremo di onorare ogni giorno di questo mese con particolare fervore. Lo stupore che ci deve cogliere deve essere lo stupore dei credenti che sanno contemplare un uomo e una donna che hanno fatto della loro fede la ragione della loro stessa vita. Lo stupore di chi non si è mai arreso di fronte a nulla. Lo stupore di chi ha saputo mettere tutto sé stesso nelle mani di Dio per vivere appieno, fino in fondo quel progetto di vita che a loro era stato riservato. Da questo stupore impariamo anche a stupirci per tutti i passi di fede che vediamo nella nostra vita e nella vita degli altri. Anche noi dovremmo rimanere stupiti e dovremmo essere grati a Dio ogni volta che sappiamo fare un passo verso di Lui. Così pure come dovremmo essere tutti stupiti quando vediamo che altri sanno fare passi di fede verso Dio. L’esempio degli altri deve sempre essere un punto di riferimento anche della nostra fede.
Chiediamo al Signore la grazia di questo stupore santo. Chiediamola attraverso la fede di Maria e di Giuseppe, esempi per la nostra vita.