Domenica 03 maggio

5 di Pasqua

Introduzione

  • Perché il Signore non si manifesta al mondo?
  • Perché facciamo così tanta fatica a lavorare per la nostra salvezza eterna?

La prima è una domanda che ci viene spontanea. La seconda è una constatazione che anche noi dobbiamo fare.

La Parola di Dio 

LETTURA At 10, 1-5. 24. 34-36. 44-48a
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Vi era a Cesarèa un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta Italica. Era religioso e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio. Un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: «Cornelio!». Egli lo guardò e preso da timore disse: «Che c’è, Signore?». Gli rispose: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite dinanzi a Dio ed egli si è ricordato di te. Ora manda degli uomini a Giaffa e fa’ venire un certo Simone, detto Pietro». Il giorno dopo Pietro con alcuni fratelli arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli con i parenti e gli amici intimi che aveva invitato. Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo.

SALMO Sal 65 (66)

Grandi sono le opere del Signore.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! R

A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R

EPISTOLA Fil 2, 12-16
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato.

VANGELO Gv 14, 21-24
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato».

Vangelo

Partiamo, anzitutto, dal Vangelo, che mette subito in prima analisi di fronte a noi la domanda di Giuda: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”. Giuda ha nel cuore questa domanda: perché loro, i discepoli, stanno assistendo ad una rivelazione speciale di Dio ma non tutti possono avere accesso a questa manifestazione? Perché accade che molti siano esclusi da tutto questo? In fondo è la domanda che anche noi abbiamo nel cuore. Perché noi conosciamo la rivelazione del mistero di Dio ma non tutti la conoscono? Come è possibile che solo un numero di uomini tutto sommato relativamente piccolo conosca la rivelazione di Dio che è avventa in Cristo? Perchè dopo 2000 anni di storia “cristiana” il cristianesimo è ancora sconosciuto a molti? Potremmo declinare in diverso modo la domanda di Giuda che è, da sempre, presente nel cuore dei credenti.

Merita, però, che noi sostiamo sulla risposta di Gesù. “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.  Come dire: ciò che conta non è una rivelazione potente che si impone alla coscienza di tutti. Ciò che conta, per Dio, è l’umile accoglienza dei cuori, l’accoglienza segreta dei cuori. Quell’accoglienza che non fa notizia, quell’accoglienza che rimane segreta, quell’accoglienza che non fa storia, eppure cambia il mondo. Questa accoglienza personale avviene quando uno accoglie la Parola che Dio rivela, la vive con amore. Questo è il cuore del progetto della vita cristiana secondo Dio. È il senso della vita di fede secondo Cristo. Dunque non occorre cercare, e nemmeno pensare ad una rivelazione forte, potente, che si impone sulle coscienze e sul mondo. Il Signore entra nella storia del mondo pian piano, mentre entra nel cuore di ciascuno, mentre illumina la mente di chi si affida a lui. Ecco la risposta che il Signore dà alle domande di chi lo cerca, ecco la risposta che il Signore dona a chi desidera incontrare la sua rivelazione.

Epistola

San Paolo, nella lettera ai Filippesi, riprende la meditazione. Chi può capire come Dio si rivela? Chi “si dedica alla salvezza con rispetto e timore”. Come dire: chi cerca di vivere la salvezza dell’anima come interesse della vita, chi cerca di seguire la via di Cristo con rispetto grande, chi cerca di fare della fede il criterio guida dell’esistenza. Poi San Paolo prosegue: “è Dio che suscita in voi l’agire e l’operare secondo il suo disegno di amore”. Chi si dedica alla salvezza con rispetto e timore? Chi agisce per amore. Questa è l’essenza della vita cristiana, è il cuore dell’adesione a Cristo. Cristo si rivela, per utilizzare le parole del Vangelo, nel cuore di chi agisce con amore. Per essere ancora più esplicito San Paolo dice: “fate tutto senza mormorare, per essere irreprensibili e puri in mezzo ad una generazione malvagia e perversa”. Il cristiano non è un uomo che si perde d’animo. Sa bene che il mondo andrà sempre dalla parte opposta rispetto a quella che Dio ha rivelato. Ma non si perde d’animo. Continua ad andare avanti per la sua strada. Tiene fisso lo sguardo su Dio e si mantiene saldo nel suo agire per amore. Questo gli basta. Anzi, sa che proprio perché ha accolto la rivelazione di Dio, è chiamato a dare una testimonianza di santità grande. Quella santità che deve rendere attraente la proposta cristiana che non si impone, che non fa rivendicazioni ma che, pian piano, si fa strada nel mondo grazie all’amore che trionfa. Così che tutti, un giorno, possano capire di non aver faticato invano! Se è vero che la fede è una fatica, è altrettanto vero che il Signore sostiene questa fatica e dona di avere frutti a tutti coloro che agiscono nel suo nome per amore.

Lettura

Come Cornelio. Un uomo che è pagano. Uno che non ha conosciuto il Dio di Israele. Eppure un uomo che prega, un uomo che si fa carico di altri uomini con le sue elemosine. È questa naturale disposizione della coscienza che lo rende amico di Dio. È questa inclinazione dell’animo che lo rende soggetto di una rivelazione unica, singolare, particolare che gli permette di conoscere il Dio di Gesù Cristo. È un episodio cardine degli Atti degli apostoli che vuole insegnare che tutti gli uomini possono avere fede. Qualsiasi uomo può essere illuminato dallo Spirito Santo. Il cammino già buono che un uomo compie quando è attento alla preghiera e alle elemosine, diventa perfetto quando incontra Cristo e quando, nel suo nome, compie con amore i gesti ordinari della vita.

Perchè la Parola dimori in noi

Abbiamo, allora, la risposta alle nostre domande: perché Dio non si rivela a tutti in modo chiaro, unico universale? Perché Dio non illumina la mente e il cuore di tutti così che tutti credano? La risposta è semplice. La logica della rivelazione non è quella dell’immediatezza, della palese accettazione, dello schiacciamento delle coscienze, dove tutto è annientato da una verità che si impone, ma quella della singolarità, dove tutti hanno una possibilità di illuminare il cammino della propria libertà con l’adesione a Cristo. La rivelazione di Dio avviene nel segreto dei cuori ed avanza nel mondo mediante la loro conversione, o si arresta, nel mondo, per la loro chiusura. Non esiste una rivelazione che non sia di questo genere. È la logica stessa della vita di Cristo ed è la logica del Pasqua che noi stiamo continuando a celebrare in questo tempo santo. Dunque la rivelazione di Cristo avanza se il nostro cuore lo accoglie e se il nostro operare diventa un operare che nasce dalla preghiera e si compie nell’amore.

Quindi la seconda risposta; perché ci dedichiamo poco alla salvezza della nostra anima? Perché non attendiamo la rivelazione di Cristo nell’eternità e perdiamo l’essere punto di riferimento in mezzo ad una generazione che ha perso il senso di Dio. Credo che la parola di San Paolo sia non solo illuminante ma punto di riferimento per ciascuno di noi. Cosa dobbiamo fare noi? Splendere sempre più come punto di riferimento in mezzo ad una generazione “adultera e peccatrice”, cioè ad una generazione che ha perso Dio. Il senso della preghiera, il senso di amore con cui deve essere compiuta ogni cosa, il senso di gratuità dell’agire, sono questi i punti di riferimento, i punti cardine dell’esistenza cristiana che devono risplendere e brillare. Ecco le due piccole meditazioni che la Parola di Dio ci offre, mentre ci ricorda che noi tutti dovremmo essere un po’ in cerca degli uomini come Cornelio, ovvero gli uomini che, in qualche modo, cercano il mistero di Dio per conoscerlo, unirsi ad esso, servirlo.

Infine credo che le letture di oggi ci aiutino a capire che la fede non è un sentimento, non è un’emozione, non è una realtà alla quale attaccarci in balia di emozioni disordinate. La fede è un essere radicati in una vita che stabilmente si dedica all’amore. Questo significa essere abitati da Cristo, come le scritture ci hanno detto. Il che fa davvero la differenza, perché vediamo molto bene come oggi abbiano solo un vago sentimento di fede che, spesso, è in balia di emozioni disordinate. Non è questo il progetto di vita al quale aderire e al quale accedere come cristiani.

Siamo in festa per Santa Croce. Come vivere questa festa?

  1. Chiediamo per noi e per la nostra comunità il dono della fede che non sia in balia di sentimenti disordinati.

La prima grazia da chiedere oggi al Signore, mentre celebriamo questa festa della comunità, credo sia proprio questo: il dono di capire noi per primi e di testimoniare, di insegnare poi che la fede non è un insieme di sentimenti, ma un essere radicati in Cristo. Lo vediamo molto bene anche noi che stiamo andando verso una fase dove tutto è ridotto ad emozione e a sentimento. Le nostre stesse celebrazioni lo dicono. Ecco, chiediamo al Signore la grazia di non scivolare in questa concezione della fede che, certamente, non serve a molto. Chiediamo, piuttosto, il dono di una fede più matura, più autentica, più saldamente fondata in Cristo. Questa festa, che ci riporta alla centralità del mistero Pasquale e alla centralità del mistero della Santa Croce, ci aiuti a vivere bene anche le nostre emozioni ma a non fare del sentimentalismo il cardine della nostra fede.

  1. Chiediamo il dono dell’esemplarità.

Lo chiedo soprattutto per chi è più impegnato, per chi è più vicino alla Chiesa. Il dono da chiedere per noi è proprio questo, perché senza esempi non si va da nessuna parte. Ecco il cuore della proposta cristiana, ecco il cuore di ogni fondato desiderio di Dio: chiediamo al Signore la grazia di essere di esempio per gli altri, di essere di esempio per tutti, in un mondo che vive il sentimentalismo della fede ma che ha più che mai bisogno di Dio, chiediamo questa grazia come cuore di tutto.

Abbiamo iniziato il mese di Maggio. La Vergine Santa Maria ci aiuti ad essere attenti alla rivelazione di Cristo, perché radicati e stabiliti in Lui, possiamo essere di esempio a tutti e richiamo all’Amore di Dio che chiede di essere accolto dai cuori dei singoli.

Così sia.

2026-05-02T14:08:31+02:00