Settimana della 5 domenica dopo Pentecoste – venerdì – San Tommaso
La spiritualità di questo giorno
La lettura cursiva dei testi previsti per questa settimana si interrompe per la festa di un apostolo: Tommaso, il grande testimone della Pasqua, che noi ben conosciamo dalla vicenda che tutti gli anni rileggiamo nella domenica in albis.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 20, 18b-31
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Paolo disse agli anziani della Chiesa: «Voi sapete come mi sono comportato con voi per tutto questo tempo, fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia: ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei; non mi sono mai tirato indietro da ciò che poteva essere utile, al fine di predicare a voi e di istruirvi, in pubblico e nelle case, testimoniando a Giudei e Greci la conversione a Dio e la fede nel Signore nostro Gesù. Ed ecco, dunque, costretto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere ciò che là mi accadrà. So soltanto che lo Spirito Santo, di città in città, mi attesta che mi attendono catene e tribolazioni. Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di dare testimonianza al vangelo della grazia di Dio. E ora, ecco, io so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono passato annunciando il regno. Per questo attesto solennemente oggi, davanti a voi, che io sono innocente del sangue di tutti, perché non mi sono sottratto al dovere di annunciarvi tutta la volontà di Dio. Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue del proprio Figlio. Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per attirare i discepoli dietro di sé. Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato, tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi.
SALMO Sal 95 (96)
Si proclami a tutti i popoli la salvezza del Signore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. R
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza. R
EPISTOLA 1Cor 4, 9-15
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, ritengo che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all’ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo dati in spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini. Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati. Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo percossi, andiamo vagando di luogo in luogo, ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi. Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo.
VANGELO Gv 20, 24-29
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Corinzi
Chi è l’apostolo? Forse la prima risposta che ci viene in mente è questa: è uno scelto dal Signore. È uno che viene chiamato da Gesù ad avere un compito singolare, particolare. Certamente questa risposta è vera. Oppure potremmo dire che è uno che ha avuto e che avrà sempre un posto di onore nella Chiesa. Anzitutto perché tutti gli apostoli sono i primi cristiani, sono i primi vescovi, sono i primi compagni del Signore che hanno fondato l’esperienza da cui anche noi tutti discendiamo. Poi perché, secondo la visione dell’Apocalisse, sono destinati a governare le nazioni e ad essere presenti nel giudizio di Cristo come luci di particolare intensità. Anche questa risposta è vera e, come ho detto, non mancano brani biblici di riferimento e di sostegno. Eppure San Paolo dice con chiarezza che Cristo ha scelto gli apostoli per metterli all’ultimo posto! Il che ci sorprende, ci fa sobbalzare, ci mette sull’attenti. È possibile che sia così? Se proviamo a pensarci tutte queste risposte sono vere ma anche quest’ultima. Se è vero che hanno fatto tutti esperienze straordinarie, se è vero che tutti hanno avuto ruoli straordinari, se è vero che tutti hanno avuto esperienze eccezionali, è anche vero che hanno dovuto affrontare fatiche eccezionali e si sono confrontati con situazioni che noi possiamo capire solo da lontano. Così è anche San Tommaso.
Vangelo
Certo l’esperienza più straordinaria di Tommaso fu proprio quel mettere il dito e la mano nelle piaghe del Signore, ma oltre quell’episodio, c’è tutta una vita di sequela. Oltre la sequela ci sono la testimonianza e la missione. Quella missione che, come vuole la tradizione, portò Tommaso ad evangelizzare anche le terre dell’India, prima di rendere la sua anima a Dio. Dunque Tommaso ha vissuto con la sua vita tutte queste verità. Ha vissuto i giorni della chiamata, ha vissuto i giorni gioiosi della sequela umile e faticosa; ha vissuto i giorni terribili della Pasqua, ha vissuto l’esperienza unica dell’incontro con il Risorto, ha vissuto i giorni della testimonianza a prezzo della sua stessa vita. Nella vita di San Tommaso c’è un po’ di tutto. C’è, soprattutto, il cammino di un umile testimone del Signore che ha saputo seguire il Cristo lì dove Cristo stesso lo ha voluto e dove ha realizzato la pienezza dei suoi giorni.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Cosa significa per noi avere fede? Che cosa ci aspettiamo anche noi dalla sequela di Cristo? In realtà credo che tutti abbiamo delle aspettative. Tutti ci aspettiamo qualche frutto dalla sequela che stiamo facendo. Non solo in riferimento alla vita eterna, che è il premio fissato per tutti, ma anche per molte cose della vita. Molti di noi si aspettano che Dio faccia qualcosa per loro, attraverso un intervento singolare nei loro giorni, attraverso una grazia che si chiede, attraverso una presenza che sia riconoscibile. Forse dovremmo crescere maggiormente alla scuola di questa Parola di Dio che ci ricorda che gli apostoli sono coloro che stanno all’ultimo posto. Forse dovremmo rileggere maggiormente la vita degli apostoli che ci ricorda che tutti ebbero una vita fatta anche di difficoltà, di crisi, di percorsi in salita. Forse toccherebbe proprio a noi crescere a questa scuola, perché tocca a noi per primi dire a tutti che la vita di fede passa e si fortifica per questi sentieri, che sono poi i medesimi sentieri che hanno percorso anche gli apostoli. Primo di tutti Tommaso.