Sabato 26 aprile

Sabato della settimana in albis

È l’ultimo grande giorno di questa settimana e ci avviciniamo agli “albis depositis”, cioè al giorno in cui si toglieva la veste bianca del Battesimo e si ritornava alla vita consueta. Un ritorno non semplicemente a fare ciò che si era sempre fatto, ma un ritorno alle cose usuali illuminato dalla fede.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 3, 12b-16
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Pietro disse al popolo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest’uomo? Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi».

SALMO Sal 64 (65)

A te si deve lode, o Dio, in Sion.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion,
a te si sciolgono i voti.
A te, che ascolti la preghiera,
viene ogni mortale. R

Beato chi hai scelto perché ti stia vicino:
abiterà nei tuoi atri.
Ci sazieremo dei beni della tua casa,
delle cose sacre del tuo tempio.
Con i prodigi della tua giustizia,
tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza. R

Gli abitanti degli estremi confini
sono presi da timore davanti ai tuoi segni:
tu fai gridare di gioia
le soglie dell’oriente e dell’occidente. R

EPISTOLA 1Tm 2, 1-7
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.

VANGELO Gv 21, 1-14
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Meditazione

La fede che viene da Lui ha dato a quest’uomo la guarigione

Uno solo è Dio e uno solo il mediatore tra Dio e gli uomini

Una rete piena di 153 grossi pesci

Finire la settimana in albis ha anche per noi il richiamo ad un ritorno alla vita feriale. Il calendario di quest’anno ci concede ancora qualche giorno di vacanza, ma tutti siamo nella prospettiva, ormai, dell’estate che si avvicina.

Credo che il richiamo di questo giorno nel quale si deponeva la veste bianca abbia un fascino anche per noi.

Anche noi dovremmo dire che la Pasqua ci ha dato la possibilità di sperimentare la guarigione. Certo non tanto la guarigione fisica da qualche male, ma la guarigione spirituale. Se la Pasqua è celebrata con fede, se la Pasqua è celebrata nel Signore, dovrebbe essere chiaro per tutti che ci deve essere stata una guarigione del nostro cuore. Senza questa guarigione del cuore non si va da nessuna parte.

Così pure come dovrebbe essere chiaro per ciascuno di noi che l’attenzione che abbiamo dato al mistero di Cristo, dovrebbe essere il cuore della nostra fede. Anche noi abbiamo celebrato e stiamo continuando a celebrare Colui che è il grande mediatore tra Dio e gli uomini.

Così come dovrebbe essere chiaro anche per noi che il nostro compito è la testimonianza. Testimonianza che tutti siamo chiamati a dare, testimonianza che passa non attraverso discorsi, ma attraverso il nostro comune modo di vivere.

Ancor più vorrei che questo giorno servisse per richiamarci l’importanza di Cristo nelle nostre vite. Cristo è il mediatore tra Dio e gli uomini. Questo è il cuore della lettura che abbiamo fatto. Lettura che ci ha detto che non c’è altro modo per giungere a Dio se non questo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Vivo la centralità di Cristo nella mia fede?

Vorrei che tutti riflettessimo un poco sul valore della centralità di Cristo nella fede, perché non è detto e non è nemmeno scontato che Cristo abbia questo posto nella nostra fede. La centralità di Cristo in un cammino di fede si vede da almeno due fattori: la centralità della celebrazione eucaristica e la centralità del Vangelo. Entrambe le cose non sono scontate, non è detto che anche cristiani da lunga data mettano al centro di tutto il Signore Gesù e il suo Vangelo. Non è detto perché non è per niente così facile leggere il Vangelo, confrontarci con esso, nemmeno per noi che siamo credenti cristiani da lungo tempo. Ecco, quindi, una prima grazia da chiedere in questo giorno.

Così pure come non è detto che la celebrazione della Messa sia davvero il cuore del nostro itinerario di fede. Potrebbe anche non essere così, potrebbe anche non accadere tutto questo. Potremmo anche essere qui, ma con la mente e il cuore altrove. Ecco perché il richiamo alla centralità di Cristo mi sembra così forte e così importante per ciascuno di noi.

Veniamo da una Quaresima molto intensa che, in questo anno giubilare, ha cercato di farci mettere al centro di tutto il Signore. Credo che sia più che mai necessario avere a cuore anche oltre il tempo quaresimale questa centralità e l’importanza della Messa nei nostri cammini di fede.

Dirigerci verso la fine della settimana in albis, chiudere l’ottava di Pasqua, lasci in noi questo richiamo forte e coraggioso della Parola di Dio perché possiamo vivere tutto questo tempo pasquale lasciandoci illuminare da Cristo nostra salvezza.

Il Signore ci aiuti e Maria ci benedica mentre cerchiamo di mettere al centro di ogni nostro atto di fede Cristo, autore e perfezionatore del cammino di ciascuno.

Esercizio per questo giorno di gioia

Mi impegno a mettere Cristo al centro di ogni mio atto di fede.

2025-05-01T23:33:15+02:00