Tempo di Avvento e Natale2020-11-06T23:14:25+01:00

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Tempo di Avvento e Natale

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Tempo di Avvento e Natale

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Introduzione

Iniziamo un nuovo anno liturgico e quindi entriamo nella prima sezione del mistero che viene celebrato. Liturgicamente ci collochiamo nel libro del mistero della Incarnazione che comprende il tempo di avvento, il tempo di Natale e le settimane dopo la celebrazione della Epifania che conducono alla seconda sezione dell’anno liturgico, quella del mistero della Pasqua del Signore e ai suoi tempi.

L’avvento.

Il tempio di Avvento, nel rito ambrosiano, è sensibilmente più lungo che nel rito romano: si tratta di avere 6 settimane e non 4 come nel rito romano. Infatti, fin dalle origini, nel rito ambrosiano il tempo di Avvento si è sviluppato in maniera parallela alla quaresima. Le 6 settimane di questo “tempo forte” compongono quella che in antico era chiamata “la quaresima di San Martino”. Il tempo di avvento, infatti, inizia sempre la domenica successiva la festa di San Martino (11 novembre) e si conclude con le S. Messe vigiliari del Natale. Inoltre, come in Quaresima l’ultima settimana è una settimana speciale, chiamata “autentica o santa”, così in Avvento l’ultima settimana, ovvero le ferie che iniziano il 17 dicembre e si concludono il 24 dicembre, hanno una struttura particolare e sono chiamate “feriae de exceptato”, o “ferie dell’accolto”, e sono, come vedremo, una diretta immissione nel mistero del Natale, così come la settimana autentica immette nel Triduo Pasquale.

Le domeniche.

Il lezionario ci fa distinguere i due cicli di letture, feriale e festivo. Incominciamo da quello festivo che riveste, ovviamente, un’importanza maggiore e, per noi lettori, un interesse di primo piano, dal momento che il nostro servizio si svolge per lo più di domenica.

Le domeniche di avvento hanno un triplice interesse: ricordare l’avvento ultimo del Signore (elemento escatologico); immettere nel mistero del Natale (elemento cristologico), sottolineare fortemente l’attenzione mariana (anche per la festa dell’Immacolata, oltre che per la 6 domenica di Avvento dedicate esplicitamente a Maria Vergine).

Le 6 domeniche sono state raccolte intorno a questi titoli e questi temi:

1.     La venuta del Signore Ci viene proposto di contemplare la venuta del Signore. Sia le letture che l’Epistola che il Vangelo proposti secondo i tre cicli festivi, tendono a ricordare al fedele l’avvento finale di Cristo, termine della storia, fine a cui tutta la creazione tende.
2.     I figli del regno Poiché tutto è diretto all’incontro con Cristo, alla luce del natale storico del Signore, comprendiamo che tutti sono chiamati a diventare figli del Regno. Le letture di questa domenica cercano di far vivere al credente il desiderio di assomigliare a coloro che, avendo accolto Dio, portano nella vita la novità del regno.
3.     Le profezie adempiute Cristo è l’adempimento degli oracoli dei profeti carichi di fiducia e salvezza. Determinante è la lettura dei profeti che devono essere riletti alla luce del compimento in Cristo di ogni profezia.
4.     L’ingresso del Messia Poiché la medesima domenica si trova anche al termine della quaresima, in Avvento viene letta secondo i sinottici e lasciando Giovanni alla Quaresima. Inizia la seconda parte dell’avvento, quella che intende immetterci maggiormente nella celebrazione del Natale di Cristo.
5.     Il precursore In questa domenica si rilegge la figura del precursore secondo San Giovanni. Giovanni, ultimo dei profeti, è colui che immette nel tempo di Cristo, ricordando a noi come si vive da figli del regno.
6.     Divina maternità Detta anche domenica dell’incarnazione permette di vivere la sottolineatura mariana dell’Avvento
7.     Domenica prenatalizia Quando l’avvento (come quest’anno) inizia il 12 novembre, la vigilia di natale, 24 dicembre, cade in domenica. Si celebra allora la “Domenica prenatalizia”, nella quale rileggiamo la genealogia secondo Matteo, celebrando così la fedeltà di Dio alla promessa.

Come è molto evidente nelle prime tre domeniche di avvento, c’è un rapporto diretto tra le Scritture dei profeti e l’adempiersi in Cristo di quanto i profeti avevano preannunziato. Senza che ci addentriamo nelle differenze dei testi di ogni singolo anno, credo che sia molto utile sapere ciò a cui andiamo incontro per offrire anche il nostro servizio di lettori in maniera adulta e intelligente.

Le ferie.

Il lezionario ha riformato interamente anche il ciclo delle letture feriali che danno spazio alla lettura abbondante della predicazione dei profeti. In parallelo alla quaresima, la scelta è quella di avere due letture ogni giorno, oltre, naturalmente alla pericope evangelica. I due cicli ci permettono di rileggere:

  1. Il profeta Geremia e profeti minori
  2. Il profeta Ezechiele e altri profeti minori

Il Vangelo scelto è quello di Matteo, che si legge in forma cursiva. Il motivo è contenuto nel Vangelo di Matteo stesso: al capitolo 2 l’evangelista presenta il Messia come Colui che compie le antiche profezie.

I sabati.

Il lezionario del sabato mantiene, come negli altri tempi dell’anno, la funzione di introdurre alla festa e conserva tutto il suo sapore festivo. Ecco il motivo per cui si leggono pagine dei profeti, nella lettura, pagine della lettera agli Ebrei, nell’Epistola e si continua a dare spazio alla lettura cursiva del Vangelo di Matteo. La vera novità è la lettura della lettera agli Ebrei che sviluppa due cicli di letture:

  1. Il tema del sommo sacerdozio di Cristo
  2. Il nuovo e definitivo sacrificio dell’alleanza.

Le vigilie.

A noi che celebriamo almeno una delle Messe del sabato sera in forma vigiliare solenne, vale anche la pena di sottolineare che i vangeli della risurrezione che si leggono nella celebrazione vigiliare interrompono l’ordine consueto di lettura. In avvento, normalmente si legge una pagina di annuncio della risurrezione di Cristo che richiami la pagina del Vangelo in forma diretta. (ad es. nella prima domenica si legge l’invio missionario di Marco perché nel Vangelo si parla dell’annuncio fino agli estremi confini della terra”.

Le ferie “de exceptato”.

Come ho detto, le ferie dal 17 dicembre hanno un ordinamento particolare che vuole riprendere quello della settimana autentica. Mi pare giusto sottolineare anche per queste ferie il particolare lezionario.

Anzitutto le due letture sono tratte dai due libri agiografici di Rut e di Ester, mentre per la pagina evangelica sono stati scelti brani che permettono di rileggere il mirabile intreccio tra la storia di Giovanni il Battista e Gesù, Maria e Giuseppe, Zaccaria ed Elisabetta.

È interessante notare anche che il versetto di inframmezzo all’Alleluja, è sempre preso dal Magnificat proprio per sottolineare meglio la contemplazione ormai prossima del Natale. Sono questi i giorni in cui si recitano anche le antifone maggiori.

Le antifone maggiori o in “o”.

Queste antifone sono dette “maggiori” o semplicemente in “o” perché iniziano sempre al vocativo introdotto da questa vocale. Esse hanno un’origine remota, non sempre decifrabile. Sono tradizionalmente 7 ma nel medioevo ne erano attestate 9 o addirittura 12. Ecco i testi:

« Sapientia,
quae ex ore Altissimi prodiisti,
attingens a fine usque ad finem,
fortiter suaviterque disponens omnia:
veni ad docendum nos viam prudentiae.

Adonai,
et dux domus Israël,
qui Moyse in igne flammae rubi apparuisti,
et ei in Sina legem dedisti:
veni ad redimendum nos in brachio extento.

Radix Jesse,
qui stas in signum populorum,
super quem continebunt reges os suum,
quem gentes deprecabuntur:
veni ad liberandum nos,
jam noli tardare.

Clavis David,
et sceptrum domus Israël,
qui aperis, et nemo claudit,
claudis, et nemo aperuit:
veni, et educ vinctum
de domo carceris,
sedentem in tenebris,
et umbra mortis.

Oriens,
splendor lucis aeternae,
et sol justitiae:
veni, et illumina
sedentes in tenebris,
et umbra mortis.

Rex Gentium,
et desideratus earum,
lapisque angularis,
qui facis utraque unum:
veni, et salva hominem,
quem de limo formasti.

Emmanuel,
Rex et legifer noster,
expectatio gentium,
et Salvator earum:
veni ad salvandum nos,
Domine, Deus noster. »

 

«

 

Sapienza,
che esci dalla bocca dell’Altissimo,
ed arrivi ai confini della terra,
e tutto disponi con dolcezza:
vieni ad insegnarci la via della prudenza.

 

Adonai,
e condottiero di Israele,
che sei apparso a Mosè tra le fiamme,
e sul Sinai gli donasti la legge:
redimici col tuo braccio potente.

Radice di Jesse,
che sei un segno per i popoli,
innanzi a te i re della terra non parlano,
e le nazioni ti acclamano:
vieni e liberaci,
non fare tardi.

Chiave di David,
scettro della casa di Israele,
che apri e nessuno chiude,
chiudi e nessuno apre:
vieni e libera
lo schiavo dal carcere,
che è nelle tenebre,
e nell’ombra della morte.

O (astro) Sorgente,
splendore di luce eterna,
sole di giustizia:
vieni ed illumina
chi è nelle tenebre,
e nell’ombra della morte.

O Re delle Genti,
da loro bramato,
pietra angolare,
che riunisci tutti in uno:
vieni, e salva l’uomo,
che hai plasmato dal fango.

Emmanuele,
nostro re e legislatore,
speranza delle genti,
e loro Salvatore:
vieni e salvaci,
Signore, nostro Dio»

Esse hanno anche una musica propria.

Le S. Messe di Natale.

  • La vigilia.

Nel giorno della vigilia, anche se è data la possibilità, per una vera utilità pastorale, di celebrare la S. Messa del mattino, di per sé è prevista solo la celebrazione vigiliare, con la struttura classica ambrosiana, vale a dire con le 4 letture dell’antico testamento che ricordano il senso della vigilia, della notte in attesa della festa. Le 4 pericopi esprimono la fedeltà di Dio:

  1. Alla promessa ad Abramo;
  2. Ad Anna a cui viene promesso di uscire dalla sterilità;
  3. Ad Acaz viene annunciato il concepimento della vergine;
  4. Anche alla moglie di Manoach viene promesso un figlio per uscire dalla sua conclamata sterilità.

A queste letture si aggiunge l’Epistola, tratta dalla lettera agli Ebrei che sottolinea il compimento, in Cristo, delle antiche profezie e il vangelo che, secondo l’antica tradizione delle vigilie ambrosiane, fa rileggere Mt 1, 18-25 ed immette così nella festa della nascita del Salvatore.

  • La Messa in nocte.

Essa è ben più recente dell’uso della vigilia ambrosiana e, una volta introdotta nell’uso della chiesa di Milano, ha espresso il tema dell’Accoglienza della luce. Il tema è molto evidente nel Vangelo del prologo di Giovanni che sottolinea proprio questo aspetto della nascita del Signore, il Verbo che si fa carne. Corona questo testo la lettera ai Galati, che mette in primissimo piano “la carne” del Signore perché noi ricevessimo l’adozione a figli.

  • La Messa in aurora.

Anche questa S. Messa è di più recente introduzione e, in essa, trova spazio la lettura di San Luca che introduce l’adorazione dei pastori, che viene presentata nella S. Messa “in die”, come vedremo. Essa è preparata anche dal brano del profeta Isaia, che annuncia la bellezza del messaggero che annuncia la pace.  È ovvio il riferimento alla incarnazione di Cristo. Anche l’Epistola vuole sottolineare la dimensione di umiltà di Cristo: “mi sono fatto debole con i deboli”.

  • La Messa in die nativitatis.

Poiché il vangelo propone l’adorazione dei pastori, nel racconto classico di San Luca, ecco che l’Epistola ci aiuta a comprendere, con il brano della lettera agli Ebrei, che colui che nasce nel presepio è colui che è più grande degli Angeli.

L’ottava del Natale.

Come tutte le grandi feste del Signore, anche il Natale non solo è preparato in modo particolare, con le ferie de exceptato, come abbiamo visto, ma è anche seguito da una ottava, che permette di continuare l’adorazione iniziata nel tempo del Natale.

Trova in essa la collocazione del ricordo di Santi e di Martiri che hanno testimoniato l’accoglienza al bambino nato nella culla di Betlemme:

26 dic  Santo Stefano

27 dic San Giovanni

28 dic Santi martiri Innocenti

Cui seguono gli altri giorni della ottava, fino alla festa della circoncisione del Signore.

In questa festa sono confluiti diversi temi:

  1. Il ricordo della circoncisione del Signore;
  2. Il conferimento del nome di Gesù;
  3. Una forte connotazione anti idolatrica della eucologia;
  4. La benedizione sul nuovo anno civile, che la Chiesa non vuol far mancare;
  5. Più recentemente si è introdotta anche l’intenzione per la pace, dal momento che, proprio in questo giorno, si celebra la giornata mondiale della pace.

Le festa della Epifania del Signore.

La festa della Epifania del Signore rappresenta, nel rito ambrosiano, un vero e proprio approdo di tutto il mistero natalizio celebrato. Essendo una grande festa del Signore, la sua celebrazione incomincia dalla vigilia che sviluppa questi temi:

  1. Il sorgere della stella (Numeri 24)
  2. L’accorrere delle genti di tutta la terra (Is 49)
  3. Il transito di Elia (Is 49)
  4. Il recupero della scure da parte di Eliseo nel Giordano

Come si vede i primi due temi sono tipici della giornata della Epifania, mentre gli altri due temi sono riletti in chiave battesimale, dal momento che l’epifania era una delle date del Battesimo nella Chiesa antica.

Anche l’Epistola, tratta dalla lettera a Tito, richiama la forza di Dio che ci ha salvati nell’Acqua, con un chiaro intento battesimale; mentre nel vangelo, il precursore rende testimonianza alla Epifania avvenuta sulle rive del Giordano, con la voce che dice: “questi è veramente il Figlio di Dio”.

Ovviamente sono questi i temi che vengono sviluppati anche nella grande festa della Epifania, che rimanda poi alla festa del Battesimo del Signore, vera conclusione di tutto il periodo natalizio.

Il Battesimo del Signore.

Come ho detto, la conclusione del periodo natalizio, è marcata da un ordinamento di letture fisse per la prima e la seconda e variabile per la terza.

Mantenendo Is 55, 4-7 e Ef 2, 13-22, si propone, nel ciclo triennale, il Battesimo del Signore secondo i sinottici. Il lezionario mira a fra brillare la figura di Cristo come “principe e sovrano delle nazioni”, mediatore della salvezza, nel dinamismo trinitario che il giordano rivela. In questo modo si rimarca notevolmente l’unione con la festa della Epifania, a cui questa celebrazione è intimamente legata.