Tempo di Quaresima2021-02-14T21:27:05+01:00

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Tempo di Quaresima

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Introduzione

Il tempo di quaresima rappresenta il tempo forte determinante l’anno liturgico. Come possiamo facilmente capire esso comprende una pluralità di temi e la sua formazione è molto antica, dal momento che si tratta di una delle sezioni più importanti dell’intero percorso. Ovviamente il materiale che ha prodotto questo attuale itinerario, si è composto nel corso dei secoli, anche se la tradizione Ambrosiana è sempre stata fedele ad una scansione del tempo quaresimale in uso già all’epoca di sant’Ambrogio. Vediamone i tratti salienti e determinanti.

Le domeniche.

È certamente la parte di quaresima che conosciamo meglio; infatti, anche all’orecchio di un lettore o di un fedele distratto o poco esperto di liturgia, appare chiaro il ripetersi della scansione evangelica domenicale. La richiamo brevemente:

1 domenica o all’inizio della quaresima: LE TENTAZIONI

Come sappiamo si legge la pericope evangelica delle tentazioni nel deserto secondo Matteo. Essa rappresenta comunque un nucleo a sé stante. Le letture sono così differenziate:

  • anno A
    • 1° lettura        Isaia 58, 4b-12b, ovvero il carme del servo del profeta
    • 2° lettura        2 Cor 5, 18-6,2, ovvero l’invito a non lasciar cadere l’invito ad intraprendere il percorso di revisione di vita quaresimale
  • anno B
    • 1° lettura        Isaia 57, 15, 58, 40, ovvero il tema dell’offerta, da parte di Dio di un tempo di misericordia, guarigione, consolazione;
    • 2° lettura        2 Cor 4, 16b-5,9, ovvero il tema del digiuno come esilio dal corpo per essere con il Signore
  • anno C
    • 1° lettura        Gioele 2, 12b-18, ovvero il tema dell’invito del ritorno a Dio
    • 2° lettura        1 Cor 9, 24-27, ovvero il paragone della vita cristiana come corsa allo stadio per la quale occorre preparazione.

Come si vede si associa alla preparazione di Cristo rispetto al suo ministero, il tema della preparazione dell’uomo per vivere bene il tempo quaresimale.

2 domenica: della SAMARITANA

Il tema centrale è quello della legge declinato nelle tre proposte a seconda delle scritture che lo precedono.

  • anno A
    • 1° lettura       Es 20, 2-24, ovvero il dono della legge nel contesto della teofania del Sinai;
    • 2° lettura        Ef 1, 15-23, ovvero l’invocazione di Paolo perché i fedeli conoscano ed accolgano la rivelazione del Dio di Gesù Cristo che orienta ad interpretare cristologicamente la teofania del Sinai;
  • anno B
    • 1° lettura        Dt 5, ovvero la redazione deuteronomistica della legge;
    • 2° lettura        Ef 4, 1-7, ovvero la dichiarazione di come la capacità di vivere i comandamenti derivi da Cristo stesso;
  • anno C
    • 1° lettura        Dt 11, 18-28, ovvero non più il decalogo ma l’invito di Dio ad adempiere ai suoi comandi;
    • 2° lettura        Gal 6, 1-10, ovvero l0invito ad adempiere la legge di Cristo.

La Samaritana e il colloquio con lei ricordano il modo di Cristo di vivere la legge adempiendone il senso profondo. Il credente così vive il suo rapporto con la “legge” antica.

3 domenica: DI ABRAMO

Essa propone due tematiche fondamentali: l’intreccio peccato – intercessione – espiazione e la dinamica fede – opere in riferimento alla giustificazione.

Infatti, troviamo:

  • anno A
    • 1° lettura        Es 34, 1-10, ovvero la figura di Mosè grande intercessore verso il popolo che ha peccato con il vitello d’oro:
    • 2° lettura        Gal 3, 6-14, ovvero Abramo giustificato per la sua fede;
  • anno B
    • 1° lettura        Es 32, 7-13b, ovvero la richiesta di Mosè di perdonare il popolo a motivo della promessa fatta ad Abramo, Isacco, Giacobbe;
    • 2° lettura        1 Ts 2, 20- 3,8, ovvero l’invito a non scambiare l’interpretazione delle tribolazioni della vita con l’abbandono da parte di Dio;
  • anno C
    • 1° lettura        Dt 18, 9-22, ovvero la promessa del profeta pari a Mosè;
    • 2° lettura        Rm 3, 21-26 ovvero la giustificazione per fede.

4 domenica: DEL CIECO NATO

  • anno A
    • 1° lettura        Es 34,27 – 35,1, ovvero il richiamo generale al contesto dell’Alleanza;
    • 2° lettura        2 Cor 3, 7-18, ovvero il tema del velo che copriva il volto di Mosè, comune anche alla prima lettura, di cui ora non c’è più bisogno per lo svelamento del mistero di Dio da parte di Cristo;
  • anno B
    • 1° lettura             Es 33, 7-10, ovvero il tema dell’intimità tra Mosè e il Signore;
    • 2° lettura        1 Ts 4, 1b-12, ovvero il tema del rispetto del proprio corpo come una conseguenza dell’intimità con il Signore;
  • anno C
    • 1° lettura        Es 17, 1-11, ovvero il ricordo dell’acqua scaturita dalla roccia;
    • 2° lettura        1 Ts 5, 1-11, ovvero il tema dei cristiani figli della luce.

5 domenica: DI LAZZARO

L’aggiunta degli ultimi versetti del Vangelo, rispetto alla formulazione del lezionario ad experimentum, ci fa capire che l’insistenza è sulla risurrezione di Lazzaro quale evento scatenante della decisione di uccidere il Signore Gesù.

  • anno A:
    • 1 lettura: Es 14, 15-31, mette in luce come già rispetto al passaggio del mar Rosso, compresero l’intervento di Dio solo coloro che ebbero fede. È un’insistenza sul tema presente anche nel vangelo circa l’incredulità di chi vede senza fede.
    • 2 lettura: Ef 2, 4-10 sviluppa il tema della riflessione della risurrezione dai morti;
  • anno B:
    • 1 lettura Es 6,4.20-25 il Signore fece uscire il popolo dall’Egitto ma chiede l’obbedienza.
    • 2 lettura: Ef 5, 15-20 un invito a fare buon uso del tempo
  • anno C:
    • 1 lettura Es 26, 5-11 il Signore fece uscire il popolo dall’Egitto ma chiede l’obbedienza.
    • 2 lettura: Rm 1, 18-23° annuncia la gloria di Dio sulla creazione.

Le ferie.

Già sant’Ambrogio connotava le ferie della quaresima come dedicate alla rilettura morale e sapienziale per accompagnare il cammino dei “competentes”. Ecco perché si rilegge il libro della Genesi e il libro dei Proverbi per accompagnare la lettura del discorso della montagna nel vangelo. Soprattutto le letture del libro della Genesi sono state scelte per un duplice riferimento: esse possono essere rilette in chiave morale, oppure in forza del loro carattere prefigurativo. Lo schema può essere così riassunto:

  • 1 settimana: Adamo ed Eva e i loro discendenti;
  • 2 e 3 settimana: il ciclo di Abramo;
  • 4 settimana: il ciclo di Giacobbe;
  • 5 settimana: il ciclo di Giuseppe. In questa ultima settimana prima della settimana autentica, o Santa, non viene letto il discorso della montagna di Matteo ma una serie di pericopi che hanno lo scopo di traghettare il fedele verso la settimana autentica.

La seconda lettura è sempre tratta dal libro dei proverbi.

Per quanto riguarda il Vangelo abbiamo nelle prime 4 settimane di quaresima la lettura del discorso della Montagna di San Matteo; la quinta alcuni brani di Vangelo che ci introducono nella passione del Signore. Sono, di fatto, un punto di unione con al settimana autentica.

I Sabati.

Come sempre il sabato, nel rito ambrosiano, mantiene il suo carattere festivo, con le tre scritture.

Il primo sabato ha un ordinamento di letture che vuole sottolineare ancora fortemente il carattere di ascesi del giorno quaresimale.

Dalla 2° alla 5° settimana, invece, il carattere delle scritture acquista un tono assai più battesimale, dal momento che, fin dai tempi di Ambrogio, erano questi i giorni in cui si compivano gli scrutini battesimali. Ecco il perché del legame con questo sacramento che ha il suo culmine nel sabato “in traditione symboli”, nel quale veniva consegnato il credo a tutti coloro che poi, nella notte di Pasqua, avrebbero celebrato il sacramento del Battesimo. Specificatamente viene ricordato:

2 sabato:         l’esorcismo, ovvero la preghiera di liberazione dal male;

3 sabato:         l’unzione con olio;

4 sabato:         l’imposizione delle mani;

5 sabato:         il credo, e, nel vangelo, la gioia di Cristo per il vangelo consegnato ai piccoli e ai poveri.

I Vangeli vigiliari.

Una preziosità del lezionario Ambrosiano. Come sappiamo, la Messa vigiliare (sabato sera), è introdotta dal vangelo della risurrezione. La quaresima è il tempo in cui la chiesa si prepara a fare memoria della passione, morte e risurrezione del Signore. Per questo motivo, nella liturgia vigiliare che introduce in quaresima, è stata scelta una pericope che è fuori dalle 12 che vengono lette come annunci di risurrezione. Si tratta di Mc 16, 9-16, che è quasi un’appendice del Vangelo di Marco e che permette di sottolineare con forza che il serio cammino che si sta per iniziare trova origine nella tradizione della Chiesa che si incammina verso la celebrazione, in giorni singoli, del mistero pasquale del suo Signore. Il rito di chiusura del fonte battesimale, serve a sottolineare la fine del canto dell’alleluja che verrà sostituito, da qui in avanti, dalle acclamazioni pensate per questo momento di ascolto del Vangelo.

Le domeniche successive, dalla seconda alla quarta, leggono, invece degli episodi di risurrezione, quelli di trasfigurazione- è da notare che il lezionario prevede anche diverse formule di introduzione rispetto a quella che, normalmente, si legge a tutte le S. Messe.

Nella 5 domenica, come introduzione alla risurrezione di Lazzaro, si legge invece il famoso brano del segno di Giona, ovvero si collega la morte di Lazzaro al permanere di Gesù nel sepolcro per 3 giorni.

Queste le chiavi ermeneutiche che avvicinano il lettore a comprendere la bellezza della settimana pasquale.

Le letture vesperali del venerdì.

Una parola va spesa anche per il vespero del Venerdì che, nel giorno in cui non si celebra la Messa, è un giorno an-eucaristico, nel vespero si colloca una preziosissima catechesi che permette di prepararsi alla Pasqua, secondo l’impronta matrice della chiesa di Gerusalemme. Il criterio ispiratore di queste scritture è sempre legato alla domenica precedente.

In breve per il ciclo I:

  • 1 venerdì:
    le figure di Mosè, Samuele, Salomone, aiutano a comprendere come Dio si manifesta come il liberatore. Ma ciò avverrà definitivamente con la passione di Cristo, quando Dio libera dalla morte.
  • 2 venerdì:
    il decalogo e la sua importanza portano alla condanna dei sacerdoti indegni, i figli di Eli, e la promessa di un sacerdote sommo. Ovviamente è chiara l’allusione a Cristo che adempie anche questa promessa.
  • 3 venerdì:
    la centro è sul ruolo di intercessore di Mosè           e, per questo, si leggono le scritture che parlano della vicinanza del Signore nel tempio, e l’invito ad amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze.
  • 4 venerdì:
    si riprende il tema della fedeltà del Signore all’Alleanza e si sviluppa per questo il tema della vicinanza del Signore a chi rispetta la sua legge.
  • 5 venerdì:
    si riprende il tema dell’azione potente e salvatrice di Dio: ecco il recupero del tema del bastone di Mosè  e sulle azioni del profeta più grande.

In breve per il ciclo II:

a differenza del ciclo I per il quale sono state recuperate le scritture antiche del rito ambrosiano, il ciclo II è tutto di nuova composizione, e vuole sottolineare il tema dalla passione di Cristo riletta come pieno adempimento della Pasqua antica. È stato previsto uno schema quaternario che si ripete ogni venerdì:

  1. Una pericope prescrittiva per la Pasqua antica:
  2. Una pericope che narra il suo realizzarsi nella profezia:
  3. Una pericope che mostra i diversi tipi di sacrificio espiatorio;
  4. Una serie di passaggi prefigurativi che aiutano a capire come sarà il Cristo ad adempiere la verità di quanto adombrato nel 1 testamento.

Una possibilità di riflessione e di catechesi ulteriore data al popolo di Dio dalla madre Chiesa ambrosiana.