Giovedì 2 Gennaio

Giovedì prima dell’epifania.

In questi primi giorni dell’anno, la liturgia ci aiuta a rileggere il profeta Daniele e alcuni brani dell’infanzia di Cristo. Il tema di oggi è facilmente riconoscibile: l’attesa del futuro.

Daniele

Dn 2, 26-35
Lettura del profeta Daniele

In quei giorni. Il re disse a Daniele, chiamato Baltassàr: «Puoi tu davvero farmi conoscere il sogno che ho fatto e la sua spiegazione?». Daniele, davanti al re, rispose: «Il mistero di cui il re chiede la spiegazione non può essere spiegato né da saggi né da indovini, né da maghi né da astrologi; ma c’è un Dio nel cielo che svela i misteri ed egli ha fatto conoscere al re Nabucodònosor quello che avverrà alla fine dei giorni. Ecco dunque qual era il tuo sogno e le visioni che sono passate per la tua mente, mentre dormivi nel tuo letto. O re, i pensieri che ti sono venuti mentre eri a letto riguardano il futuro; colui che svela i misteri ha voluto farti conoscere ciò che dovrà avvenire. Se a me è stato svelato questo mistero, non è perché io possieda una sapienza superiore a tutti i viventi, ma perché ne sia data la spiegazione al re e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore. Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. Aveva la testa d’oro puro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d’argilla. Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma senza intervento di mano d’uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e d’argilla, e li frantumò. Allora si frantumarono anche il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro e divennero come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via senza lasciare traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta la terra».

Naturalmente non solo i grandi Re o i grandi della terra cercano di conoscere il futuro, ma ogni uomo è desideroso di sapere cosa accadrà. Il profeta diceva bene che, spesso, gli uomini, pur di anticipare qualcosa del loro futuro, ricorrono a maghi, indovini, cartomanti… Il profeta esordiva davanti al re ricordando che solo Dio tiene in mano il futuro degli uomini. Solo Dio può conoscere ciò che accadrà, dal momento che tutto in Lui è contemporaneo. Egli è l’eterno presente, per questo conosce tutta la storia. Ad alcuni uomini di particolare fede, è dato di intuire cosa accadrà. È un dono di Dio che viene concesso non per un privilegio o per un tornaconto personale, ma per essere, nella storia, segno della presenza di Dio e sua “sentinella”. Così è per il profeta, che interpreta il sogno di Nabucodonosor, svelandone le implicanze politiche, con l’unico desiderio che si realizzi la volontà di Dio.

Vangelo

Lc 2, 28b-32
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Simeone accolse il bambino Gesù tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

Così il vecchio Simeone, che aveva intuito che la storia era sul punto di accogliere il Messia e rimane presente, nella sua vecchiaia, come sentinella nel tempo per dire ciò che accadrà. Ed ecco che, quando realmente il vegliardo incontra il Bambino Gesù, scompare ogni desiderio di rimanere ancora in vita. Dopo aver compreso l’opera di Dio che si realizza con la venuta del Signore, cos’altro deve attendere un uomo? Non rimane altro che desiderare quella pace eterna che è la fine di ogni esistenza. Il vecchio Simeone è colui che rappresenta in tutto e per tutto l’uomo di Dio. Dopo aver atteso la venuta del Salvatore, dopo essere stato messo a parte dei segreti di Dio, cos’altro deve desiderare un uomo? Il futuro di Simeone è solo l’ingresso nel mistero di Dio. Mistero cercato per una vita, mistero contemplato con gli occhi della fede e, ora, finalmente raggiungibile nella sua pienezza.

Filippesi

Fil 1, 1-11
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Paolo e Timòteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. È giusto, del resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e confermo il vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della grazia. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Cosa vede Paolo nel futuro di una comunità alla quale è intimante legato, nella quale ha trovato amici e uomini di fede che hanno corrisposto alla sua azione? cosa consiglia Paolo per il futuro di una giovane comunità cristiana nella quale è stato predicato il nome di Dio? Paolo consiglia di rimanere fedeli al Signore. Paolo non fa previsioni di ciò che accadrà, non dichiara di sapere cosa è nella mente e nel cuore di Dio, solamente raccomanda di rimanere fedeli al Vangelo, perché, qualsiasi cosa accada, è quella la chiave per interpretare la storia di ogni uomo, di ogni comunità, di ogni evento che accade. Ecco perché San Paolo cerca, in ogni modo, di chiedere a tutti di rimanere fedeli al Vangelo. ! Questa è la via sicura attraverso la quale anelare al futuro con Dio. Solamente chi ha a cuore il vangelo, riesce ad interpretare ogni tempo della storia e a dirigersi verso il futuro con la benedizione di Dio.

Per Noi

Anche noi guardiamo al futuro. Magari con ansia, magari con preoccupazione, magari qualcuno di noi ha fatto ricorso a quei maghi, cartomanti e affini che pretendono di dire cose che riguardano il futuro di tutti. Anche a noi è detto che l’uomo di fede si fida solo di Dio. L’uomo di fede tiene in mano il Vangelo e si fida solo di esso. L’uomo di Dio è capace di vivere di fede anche sotto questo profilo, anche sotto questo punto di vista. Il nostro Arcivescovo ha dedicato il discorso di Sant’Ambrogio di quest’anno, dal titolo “benvenuto futuro” proprio a questo tema, e ci ha insegnato che il cristiano attende con fiducia e speranza il proprio futuro, sapendo che tutto è nelle mani di Dio. Il cristiano non solo non si lamenta del futuro, non solo non afferma che il futuro sarà peggio del presente, ma guarda con occhio di fede alle meraviglie che Dio compirà in esso. Come Daniele ci ha insegnato! Anche noi, che abbiamo iniziato solamente ieri il nuovo anno, guardiamo così al futuro. Sapendo che il futuro è nelle mani di Dio, rimettiamo tutto a Colui che può ogni cosa!

2020-01-12T10:25:49+01:00