Giovedì 5 Dicembre

Tempo di conversione.

Mistero dell’Incarnazione,

Settimana della 3a domenica

Vangelo

L’insegnamento del Signore contenuto nel Vangelo di oggi è del tutto adatto al tema della settimana. Gesù dice apertamente a chi lo ascolta: “sapete dunque interpretare  l’aspetto dei cieli e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?”. Il riferimento è a chi sa interpretare il tempo atmosferico e sa predire se ci sarà bel tempo o se si sta avvicinando qualche burrasca, ma, poi, non sa cosa dire sull’epoca in cui vive, e, nel caso del Vangelo, non sa cosa dire sulla presenza del Messia che diventa apportatrice di novità assoluta.

Segue una discussione privata, con i discepoli, che ricorda i numerosi miracoli del Signore e come, sotto la sua protezione e custodia, non manchi mai il necessario per vivere. Il discepolo è invitato a guardarsi dal “lievito dell’ipocrisia”, cioè da quel modo di fare e di interpretare la vita, la storia, il mondo, che hanno molti scribi e farisei, bersaglio della critica del Signore.

Il rimprovero viene anche a noi, perché anche noi potremmo essere dei “cristiani ipocriti”. Ipocrita è l’attore, colui che si mette una maschera per recitare. Gesù ha di mira proprio questo comportamento: quello di chi si mette la maschera del fedele, la maschera dell’uomo pio e, poi, vive peggio che tutti gli altri uomini. Il rischio c’è anche per noi. Anche non pochi cristiani di oggi mettono la maschera del cristiano in chiesa, quando c’è da farsi vedere, quando c’è qualche giudizio da raccogliere ma, poi, vivono esattamente in modo contrario ai valori della fede e a quell’incontro che, in chiesa o in altri momenti di formazione o preghiera dovrebbe essere stato recepito. Il cristiano ipocrita è sempre presente, in ogni tempo della chiesa. Questo non ci deve stupire. Piuttosto dovremmo cercare di non essere noi dei cristiani ipocriti, dovremmo cercare noi di non fingere mai riguardo alla fede. Questo atteggiamento, ovviamente, plasma, poi, la capacità di giudizio che occorre avere anche sul mondo, sulle cose, sul proprio tempo. Chi vive di fede ha un giudizio preciso su queste cose. Chi finge di avere fede, non potrà che avere un giudizio falsato su tutto, anche sulla propria epoca e sul proprio tempo.

Sofonia

È il profeta Sofonia che ci permette di continuare la riflessione. Quando un cristiano non è ipocrita? Quando un credente vive un itinerario evangelico vero, profondo, serio, senza imbrogliare e senza fingere? Quando si ricerca la giustizia, l’umiltà, quando si cerca di fare la volontà del Padre, così potremmo dire parafrasando la parola del profeta che dice letteralmente “obbedendo agli ordini di Dio”. Sono queste le virtù che permettono di non correre il rischio di fingere, di imbrogliare, di fare finta che si professino i valori della fede ma, poi, il cuore è da un’altra parte. Il profeta ci ha anche detto che, dal momento che nessuno conosce la durata della propria vita, occorre fare in fretta, occorre non perdere tempo, occorre professare questi valori prima che si incontri il giorno del giudizio, e Dio ponga fine ad ogni finzione.

Ezechiele

La lettura di Ezechiele di oggi è diretta conseguenza di quella di ieri e sua spiegazione. Il profeta ricorda che la sua azione simbolica predice l’esilio e il destino terribile che toccherà agli ebrei, dal momento che non hanno voluto ascoltare la Parola di Dio e i richiami che i profeti hanno dato all’uomo per convertirsi. L’esilio, l’essere conquistati da altri, il dover servire altri padroni, sarà la logica conseguenza di tutto il male fatto. Il profeta si mostra così uomo di Dio in grado di giudicare il suo tempo. Non solo, egli interpreta l’esilio non tanto come il tempo della punizione, ma come il tempo della conversione. Sarà proprio nella difficoltà dell’esilio e nella assoluta povertà dell’esilio che l’uomo avrà la possibilità di convertirsi e di ritornare sui suoi passi. È con questo “resto” fedele che Dio tornerà a parlare al mondo. Questa è la convinzione del profeta che è poi quello che si è puntualmente realizzato.

Storia e tempo alla luce di Dio

Credo che anche noi siamo invitati a giudicare il nostro tempo con quella lucidità dell’occhio di fede che il cristiano acquista grazie alla Parola che viene a lui donata. Noi oggi siamo molto lontani, nel nostro modo di pensare, di agire, di vivere, da quel criterio di umiltà che ci è stato proposto dal profeta, così come pure dalla ricerca di giustizia secondo la fede. Giustizia è la virtù dell’uomo di Dio che sa soppesare ogni cosa e che sa come comportarsi nel mondo. Anche noi vediamo che le divisioni, le guerre che ci sono nel mondo, nascono dalla bramosia, dall’affermazione del proprio potere, dallo spirito di divisione che è sempre pronto ad entrare in azione. Anche a noi è richiesto non solo di saper giudicare il tempo, ma di essere quel resto fedele che salva il mondo. Non cambieremo mai le grandi scelte dell’uomo e le grandi scelte dei politici. Con la nostra fedeltà a Cristo e all’uomo potremmo però essere quel resto fedele che sa recuperare i valori della fede e che sa parlarne ad altri. Una sfida grande, ma non impossibile, dove c’è lo Spirito di Dio che soffia, sostiene, ispira, parla.

2020-01-12T10:27:29+01:00