Mercoledì 8 Gennaio

II feria dopo l’Epifania.

Ricordo ancora che la spiritualità di queste ferie natalizie in attesa della festa del Battesimo del Signore è quella di farci rivivere l’atteggiamento della sposa che canta il suo cantico di amore per lo sposo celeste, mentre essa stessa è richiamata continuamente alla vigilanza..

Cantico dei Cantici

Ct 2, 8-14
Lettura del Cantico dei Cantici

Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. L’amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate. Ora l’amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo. Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole».

La poesia del cantico è molto lontana dalle nostre espressioni abituali. Le immagini che richiama sono sempre quelle dell’oriente, a cui noi accediamo solo con l’immaginazione. Però non è difficile capire che queste immagini e queste parole sono parole di amore, che vogliono trasmettere il senso di una ricerca. Un amato va sempre in ricerca della sua amata. E, così, parimenti, l’amata. È proprio dell’amore trovare sempre nuovi modi per comunicare il medesimo sentimento; è proprio dell’amore far vivere quell’atteggiamento di ricerca continua che sospinge verso un’unica meta: l’incontro tra l’amato e l’amata.

La chiesa rilegge questa poesia esattamente per questo motivo. L’incontro con il Signore che si è svolto nel Natale, non esaurisce la fantasia di Dio che sempre, ogni giorno, con modalità che si rinnovano, si rimette sulle tracce dell’uomo sempre amato, e continua a cercare nuove vie attraverso le quali parlargli.

Questo modo di vedere la storia e di interpretare la relazione con Dio dovrebbe anche essere tipico della chiesa, che suscita sempre nuovi modi e nuova ricchezza per parlare con Dio. Anzi, ogni singolo fedele, ogni singola anima, dovrebbe vivere questa fantasia della ricerca, perché non si deve mai esaurire il desiderio di essere con Dio.

Vangelo

Mt 25, 1-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Nella liturgia leggiamo più volte la parabola delle vergini, che continuamente ci educa e ci richiama.

Se, in avvento, avevamo detto che l’olio in piccoli vasi era un richiamo alla preghiera – richiamo che si sposava benissimo con la spiritualità di questo tempo forte – non meno adesso, passato il Natale, dobbiamo abbassare la guardia. Lo spirito di preghiera non è solo quello da rinnovare e da incentivare avvicinandosi una festa cristiana. Lo spirito di preghiera dovrebbe sostenere tutti i giorni dell’uomo. Certo, i modi sono molti e le proposte diverse, ma dovrebbe essere chiaro a tutti che senza la preghiera, non esiste nemmeno la fede. Un qualsiasi ricordo di Dio e una qualsiasi modalità di rapportarsi a lui, sono ciò che tiene desto quel desiderio di incontrarsi con il Signore che dice tutto lo scopo di una vita. Il richiamo è, quindi, anche oggi, alla vigilanza, alla sosta orante nella nostra giornata, perché non si disperda subito quanto è stato acquisito con la celebrazione di questo Natale. Ben venga, poi, se qualcuno dovesse rendersi conto della difficoltà della preghiera nei tempi ordinari! Sarebbe questo già il primo passo prezioso da presentare davanti a Dio in segno di vigilanza e di rispetto.

Per Noi

Se riprendiamo la meditazione sul “logorio del tempo” che vi ho proposto ieri, credo che sia giusto chiederci:

  • Come sto pregando in questi giorni?
  • Che decisione ho preso?
  • Che regola di vita mi sono dato?

Per non lasciare davvero che tutto sia già caduto nel nulla, ringraziamo il Signore che ci dona questo richiamo e disponiamoci a vivere una vita di fede più capace di rispondere alle esigenze della vocazione cristiana.

2020-01-12T10:31:42+01:00