Sabato 23 Novembre

Per una regola di vita.

Mistero dell’Incarnazione,

Settimana della 1a domenica

Vangelo

Alla scuola della preghiera di intercessione. Potremmo intitolare così questo ultimo giorno della prima settimana di Avvento. Il Vangelo ci ha detto chiaramente che i discepoli vengono costituiti per andare “alle pecore perdute della casa di Israele”. C’è una compassione forte del Signore Gesù che diventa invio missionario dei 12 che rimangono prima accanto al Signore per essere immersi nel mistero della sua preghiera e, poi, vanno al mondo, per custodire con la loro preghiera tutti gli uomini che verranno poi beneficati dalla loro azione. La preghiera del discepolo è la preghiera di chi ama stare con il Signore per poi donarsi agli altri e accogliere nella propria preghiera tutti coloro che incontreranno. La preghiera del discepolo presenta al Padre le gioie e i dolori di tutti, perché tutto trovi composizione in Dio, da cui proviene ogni bene e ogni bellezza.

Ebrei

La lettera agli ebrei ci consente di capire ancora meglio. Anche il discepolo che sta con il Signore, anche l’apostolo che è mandato agli altri, avverte tutto il peso della propria debolezza e la fatica della sua missione e, per questo, si mette in atteggiamento di preghiera di fronte a Dio. Proprio perché affida a Dio la sua debolezza, le sue difficoltà, le sue incongruenze, egli diventa capace di rivolgersi agli uomini e di affidare a Dio coloro che si incontrano, con le loro debolezze, le loro sofferenze, le loro difficoltà, le incongruenze della vita di tutti. Chi accoglie questa preghiera e ne fa un’offerta gradita a Dio è il Signore Gesù che, avendo offerto una volta per tutte se stesso come dono gradito al Padre, continua a rinnovare questa offerta a Dio portando con sé la preghiera di tutti gli uomini che a Lui si rivolgono. La preghiera dell’uomo, nella sua debolezza e in tutta la sua difficoltà, è custodita da “colui che nella sua vita offrì preghiere e lacrime”, espressione bellissima che qualifica la preghiera di Gesù come un mistero insondabile di offerta al Padre, mistero nel quale siamo compresi tutti noi che crediamo e che pure ci rivolgiamo al Padre con la nostra povera ed umile, flebile voce. Tutto questo avviene perché anche noi, nell’offerta della nostra preghiera e nell’offerta della nostra vita, possiamo essere graditi a Dio, Padre Onnipotente. È in questo modo che il credente prega per sé e per tutti.

Ezechiele

La prima lettura ci ha mostrato un segno terribile: il segno del profeta che tace. È un segno terribile perché quando il profeta tace non c’è più nessuno che si rivolga a Dio, non c’è più nessuno che, con la sua preghiera, si rivolge al Padre della misericordia per ottenere ciò che più necessita all’uomo: il perdono dei propri peccati. Quando il profeta tace nemmeno Dio parla con l’uomo: non c’è più nessuno che faccia udire la voce del Padre presso gli uomini perché ritrovino la pace. Quando il profeta tace è la rovina del mondo intero, perché manca la luce di Dio nel mondo.

Scuola di Preghiera

Credo che possiamo concludere questa settimana pensando soprattutto alla forza misteriosa della preghiera e alla grazia dell’intercessione.

Per un piccolo esame di coscienza settimanale oserei chiedere:

  • Come è andata questa prima settimana di Avvento?

  • Come ho vissuto la preghiera in questi giorni?

  • Che regola di vita mi sono dato?

  • Per chi ho presentato la mia intercessione al Signore?

  • Come entro nella seconda settimana di Avvento? Con quale desiderio?

La Vergine Maria, che onoriamo e veneriamo come Madre del Signore, aiuti ciascuno di noi a vivere bene la nostra dimensione di oranti in attesa della venuta del Signore.

2020-01-12T10:27:30+01:00