Martedì 26 Novembre

Sobri per dare testimonianza.

Mistero dell’Incarnazione,

Settimana della 2a domenica

Vangelo

Lo stile della sobrietà di Gesù diventa immediatamente percepibile e termine di confronto per ciascuno di noi.  Gesù ha uno stile di sobrietà nella predicazione: egli si rivolge a tutti coloro che desiderano ascoltarlo, anche se il contesto nel quale avviene la sua predicazione è molto difficile: è il contesto dell’odio, è il contesto della difficoltà di confronto, è il contesto della precomprensione.

In questo contesto la predicazione di Gesù riprende quella del profeta Isaia. Gesù si presenta come Colui che incarna la parola stessa del profeta: “colui che annuncia la giustizia, colui che non grida, non fa udire in piazza la sua voce, non spegne la fiammella smorta…”. Sono tutte espressioni che già l’Antico testamento utilizzava per descrivere lo stile di sobrietà del profeta. Il profeta è un uomo di Dio che porta la Sua parola ma senza imporla, rispettando la libertà dell’ascoltatore, senza mettersi in mostra, rispettando anche la vita semplice o la vita che finisce e che assomiglia ad una fiamma tremula che sta per spegnersi. È così che Gesù ha predicato in luoghi deserti, in molte piazze di Israele o persino dentro il sacro tempio di Gerusalemme: con uno stile di sobrietà e di rispetto che si differenziavano moltissimo dal fasto della celebrazione delle grandi scuole di teologia del suo tempo.

Gioele

La visione del profeta Gioele è molto consolatoria e ci mostra il volto benevolo di Dio che diviene fonte di consolazione per il suo popolo. Di fronte ad un popolo disperato perché è disperso, di fronte ad un popolo umiliato ed oppresso, il profeta deve portare una parola di consolazione e di ristoro: “il Signore è rifugio per il suo popolo, una fortezza per gli Israeliti”. Parola di dolce consolazione, parola che parla di qualcosa che a suo tempo si avvererà per tutti coloro che credono. Al fedele, al credente, è richiesto lo stile di vita sobrio di chi rimette ogni cosa nelle mani di Dio, confidando e credendo che tutto proviene da Lui e che tutto si dirige a Lui. Lo stile di vita di sobrietà del credente che confida nella provvidenza deve diventare provocatorio per tutti, così che tutti possano essere attratti da Dio che è l’origine e la causa di ogni bene.

Ezechiele

Difficile e terribile, nuovamente, è la parola di Ezechiele, che parla, ancora una volta, di una sobrietà che viene imposta al popolo di Dio. Il profeta deve radersi e dividere i suoi capelli e la sua barba in 3 piccoli mucchietti che serviranno tutti per una fine simbolica. La disgrazia che il profeta annuncia con questa azione simbolica intende affermare che le scelte sbagliate di Israele e, soprattutto, la sua perdita di fede, porteranno il popolo lontano da Dio, quasi imponendo a Dio una sofferenza grande e indicibile per questo allontanamento dalla sua Parola. È un richiamo molto forte a tutto Israele che, invece, dovrebbe essere il custode della Parola, il custode della presenza di Dio, il custode della dimora che Dio si è scelto in mezzo agli uomini. L’azione simbolica è di forte impatto e di grande richiamo. Ogni credente è invitato a scegliere uno stile di vita sobrio per tornare ad essere il custode della presenza di Dio sulla terra e il garante della sua rivelazione a tutte le genti.

Alla scuola della sobrietà

Il richiamo del profeta dovrebbe valere anche per noi e tutti noi dovremmo tremare nel sentire queste parole, perché, in fondo, si sta parlando di noi. Si sta parlando della nostra responsabilità di credenti verso tutti, verso il mondo intero. Il nostro cammino di fede, se fatto con sincerità, se amante della sobrietà, non è solo un cammino che deve santificare noi, ma deve essere richiamo per tutti. Il profeta ha additato la mancanza di fede come la causa della rovina di Israele. La medesima cosa vale anche per noi. Non possiamo sottrarci a questo giudizio di Dio! La mancanza di coerenza dei cristiani, il mancato amore per la rivelazione di Dio di molti credenti, l’avere una vita di fede solo superficiale e uno stile di vita tutt’altro che sobrio, non sono forse un aver tradito la nostra missione di essere sentinelle nel mondo e per il mondo? Recuperare uno stile di sobrietà grande, servirà a tutti noi per vivere meglio questo tempo personalmente, ma anche per tornare ad essere sale e luce per gli altri, esempio di persone che, con le proprie scelte, sanno richiamare tutti. Abbiamo la consapevolezza della vastità e dell’importanza del nostro compito?

2020-01-12T10:27:30+01:00