Sabato 30 Novembre

Sobri seguendo l’esempio di sant’Andrea.

Mistero dell’Incarnazione,

Settimana della 2a domenica

Vangelo

Alla scuola della sobrietà. Così abbiamo cercato di trascorrere tutta la settimana. Dove sta la sobrietà di Andrea? Dove sta la sobrietà della vita di questo Santo Apostolo? Certo, se ripercorriamo la sua storia, comprendiamo bene come egli era sì un pescatore, un lavoratore, ma di quelli che stavano bene! Aveva una famosa società di pesca con Pietro, suo fratello, con Giacomo, con Giovanni. Cose modeste, per carità, però realtà che gli avrebbero permesso di vivere una vita agiata. Se poi pensiamo che Andrea aveva potuto andare da Giovanni il Battista e rendersi suo discepolo, il che vuol dire saltare il lavoro, assentarsi per un periodo, tornare poi da Pietro per annunciare quello che aveva scoperto, allora ci appare più chiaro che Andrea era un lavoratore un po’ sui generis…Eppure è un uomo sobrio. Un uomo che condivide. Non solo le cose, ma l’annuncio più importante della vita: l’aver trovato il Messia. Ed è proprio per questo che noi lo ricordiamo, perché è la figura di un grande mediatore. Così Andrea farà per tutta la vita: medierà, insieme con Filippo, l’incontro per alcuni greci con Gesù; medierà nelle tensioni della prima chiesa nascente, porterà il Vangelo fino all’ effusione del sangue. Andrea vive tutte queste cose nello stile della sobrietà e del mettersi a disposizione degli altri.

Re

Non pare nemmeno dettata dalla sobrietà la prima lettura: la vocazione di Eliseo. Se è vero, come leggiamo, che costui arava con 12 paia di buoi. Una forza lavoro tremenda, segno anche di agiatezza e ricchezza. Eppure anche Eliseo è un uomo sobrio, un uomo che non esita a lasciare tutto per seguire Elia, un uomo che condivide le cose con gli altri, soprattutto i poveri buoi che, da simbolo di ostentata ricchezza, diventano simbolo di carità, di condivisione, di vicinanza al povero, all’infelice, all’umile. Eliseo usa delle sue cose per essere ministro della carità di Dio. Ecco la sobrietà di questo profeta che crescerà alla scuola di Elia e che ne prenderà, addirittura, il posto.

Galati

Fratelli, se qualcuno vi annunciasse un Vangelo diverso, sia anatema”. Paolo sta scomunicando chi si aggira per le comunità cristiane, turbandole e pronunciando parole che sono apertamente contro il Vangelo. Era il tempo delle eresie, era il tempo in cui ci si sapeva infervorare ancora per le cose della vita di fede e non certo il tempo come il nostro, dove il relativismo rischia di travolgere tutto senza poi dare molte alternative. La sobrietà di San Paolo sta dunque in questo, nel saper richiamare alla forza della Verità, nel saper richiamare all’unità della Chiesa, nel saper far convergere la mente e lo sguardo di tutti su Gesù, che chiama alla sequela nella verità, nella concordia, nella pace. La sobrietà dell’Apostolo sta anche nel non cercare di piacere agli uomini, ma di essere trovato, da Dio, degno del messaggio che porta. Paolo arriva a capire che a lui non è chiesto di avere successo, di diventare amico delle popolazioni che incontra, ma solamente di essere fedele a Cristo, con tutta umiltà e sobrietà. È questo che salva la sua vita di apostolo e la vita dei credenti che, da lui, prenderanno esempio.

Alla scuola della sobrietà

Credo che possiamo concludere questa settimana pensando allo stile di vita sobrio che ci è stato proposto fin da domenica scorsa e che tutti i giorni ci è stato richiamato:

  • Come è andata la mia settimana?

  • Che stile di sobrietà ho scelto?

  • Che percorso ho deciso di svolgere? Cosa mi ha richiamato la figura di Giovanni il Battista?

  • Che scelta di condivisione faccio in questo avvento?

Iniziamo così ad avvicinarci alla 3° domenica e alla terza settimana di questo tempo di sobrietà che ci conduce al Natale.

2020-01-12T10:27:29+01:00