Prima Parte2020-02-08T08:29:19+02:00

Project Description

Prima Parte

SCARICA IL TESTO
ascolta l’audio

Prima Parte

SCARICA IL TESTO
ascolta l’audio

Il pre-scritto

Sono i primi due versetti del primo capitolo.

A prima vista il saluto non è molto dissimile da quello delle altre lettere. Eppure, se lo esaminiamo bene, vediamo due grosse differenze con le più note, Romani, Corinti, Tessalonicesi.

  1. Paolo e Timoteo, servi di Cristo Gesù…”. A scrivere è Paolo ma associa Timoteo quasi fosse il “coautore della lettera”. Essi vengono definiti “schiavi di Gesù Cristo”. È la prima differenza con le altre lettere nelle quali Paolo si definisce “apostolo”. Perché qui non lo fa? Anzitutto perché San Paolo non sente il bisogno di rimarcare la sua autorità. Il che significa che la sua autorità è già accettata, non viene messa in discussione da nessuno, non genera alcun problema. Paolo insieme a Timoteo, ma insieme anche a tutta la comunità cristiana in senso generale e, in particolare, quella che si trova a Filippi, riconosce già la signoria di Dio e, per questo, non esita a dire che tutti sono servi del Vangelo. Lo sono però, in modo del tutto particolare, coloro che, come l’apostolo e i suoi collaboratori, servono il vangelo a tempo pieno e si occupano dell’edificazione della comunità intera che è la chiesa. Non è né un titolo dispregiativo, né un modo per accaparrarsi la benevolenza dei Filippesi. Semplicemente è il riconoscimento di una condizione che accomuna tutti i cristiani. Tutti, infatti, sono sotto la signoria di Dio.
  2. …ai santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi”. Non si parla di “chiesa”, come nelle altre lettere. Eppure questa è l’unica occasione in cui Paolo fa riferimento ad una struttura di Chiesa molto precisa e molto lineare. Ci sono Vescovi e Diaconi, quindi figure istituzionali della chiesa, precise, con compiti differenti. Tutti costoro, insieme a tutti i battezzati, sono “santi”, non già perché giunti al termine del proprio cammino di fede, ma, piuttosto, perché incamminati verso quella santità che è l’essere con Cristo. Si riconosce, quindi, che c’è una comunità in cammino, alla quale viene proposto di fare un passo in più dentro il proprio cammino di fede già esistente.
  3. Grazia e pace…”. Sono i termini classici della maggior parte delle lettere. Questo elemento è, dunque, un tratto di comunione con gli altri scritti, che ci aiuta a capire che Paolo augura a tutti coloro che sono in questa comunità concreta di sperimentare quella pace e quella abbondanza di misericordia che vengono da Dio stesso. Per questa sera ci bastano questi primi tratti.

Meditatio.

Trovo bello e significativo che anche noi iniziamo un tratto di cammino insieme mentre tutti noi abbiamo una storia di fede che ci precede. Tutti, infatti, abbiamo un cammino cristiano che si è già sviluppato nel corso degli anni e che vive ora un tratto comune. Questa è la prima consapevolezza che occorre avere ed esprimere.

In secondo luogo credo che la cosa fondamentale sia quella di pensare che siamo dentro il cammino di una chiesa. Non siamo soli a camminare, c’è una comunità che ci ha generato alla fede, che ci precede, che ci coinvolge, che ci unisce, prima ancora e al di là delle differenze che ci distinguono.

In terzo luogo mi sembra bello sentire, con San Paolo, che tutti siamo dentro una storia di salvezza, nella quale tutti, al di là del ruolo, dovremmo definirci servi di Cristo, per l’evangelizzazione che è, comunque, l’opera più urgente anche del nostro tempo.

Ruminatio.

  • Quali sono i tratti fondamentali del mio cammino cristiano?
  • In questa età della vita, a che punto e a che conclusioni, sebbene parziali, sono giunto?
  • Come partecipo alla vita della mia comunità?
  • Mi sento parte di una chiesa che mi ha generato alla fede, che mi precede e che mi guida?
  • In che senso mi sento di essere “soggetto” di evangelizzazione e non solo “oggetto”, termine, della evangelizzazione compiuta da altri?

Contenplatio.

Cerco di contemplare, davanti alla presenza di Dio, la bellezza della Chiesa che sa ancora evangelizzare. Contemplo specialmente, in questo mese dell’ottobre missionario, tutti i missionari e i collaboratori del Vangelo che donano la vita per l’annuncio missionario di Cristo.

Oratio.

Signore, donami di pensare alla mia comunità con fede, riconoscendo, in essa, quella dimora nella quale Tu hai cura.

Signore, donami di sentire che la mia chiesa mi offre un’occasione per l’evangelizzazione mia e di altri fratelli, come segno per coloro che sono tiepidi e freddi o per coloro che ancora non credono. Maria Santissima, donna dell’Evangelizzazione, sostieni la nostra preghiera e il nostro sincero desiderio di giungere alla piena comunione con il Figlio tuo che vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen.

Actio.

Da qui al prossimo mese ci impegniamo:

  • A leggere tutta la lettera.

  • A pregare per la nostra comunità.

  • A sentirci parte di quella azione di evangelizzazione che deve necessariamente coinvolgere ciascuno di noi.