4° Incontro – Canoni2022-02-25T21:22:51+01:00

Project Description

Canoni

SCARICA IL TESTO

Ripresa

In questo quarto incontro, vorrei semplicemente offrire, per ciascuna Preghiera Eucaristica, un’idea che ci permetta di capire meglio i testi quando vengono utilizzati, ovvero quando li sentiamo durante le celebrazioni eucaristiche. Non sarà una trattazione esaustiva come quella a proposito della Preghiera Eucaristica 1, ma solo una piccola serie di appunti.

Il video di questo incontro non è disponibile

La preghiera Eucaristica II

Questa Preghiera Eucaristica è la più utilizzata, specialmente nei giorni feriali, a motivo della sua concisione e per il fatto che non mostra nessun elemento di richiamo a solennità o particolari celebrazioni del mistero di Cristo. Il testo, ampiamente rivisto dal Concilio Ecumenico Vaticano II, dalla riforma liturgica che da esso è nata, e dalla recentissima revisione dell’”ordo missae”, ha però una formulazione molto antica. Come i liturgisti hanno fatto notare, infatti, esso nasce dalla rielaborazione della cosiddetta Anafora di Ippolito, un testo che ci riporta ai primi secoli di vita e di celebrazione della Chiesa. Va anzitutto fatto notare che si tratta di un testo con il suo prefazio, a differenza di altre Preghiere Eucaristiche. Il prefazio annesso non è obbligatorio, pertanto è sostituibile con quello di altri schemi eucologici previsti per la celebrazione dell’Eucarestia. Il prefazio proprio, tuttavia, sottolinea fortemente il mistero di Cristo, partendo dalla sua nascita e, ovviamente, soffermandosi poi sul mistero della passione, morte e risurrezione del Signore. Vediamo le due fondamentali particolarità di questo testo.

La prima particolarità di questo testo è proprio questa: pur nella sua formulazione antichissima, questo testo ha una teologia della Pasqua che potremmo definire moderna. Il testo, infatti, presenta la Pasqua di Cristo come esodo. Come l’Antico Esodo condusse il popolo di Israele fuori dall’Egitto e permise il cammino verso la terra della promessa, così Cristo compie il suo esodo, dalla morte alla vita. Propriamente è la vittoria sulla morte che costituisce il Cristo Signore dei vivi e dei morti, e apre la porta alla salvezza eterna, quella salvezza di cui ha parlato tutta la storia della salvezza, culminata nell’opera del Messia.

Di questa Preghiera Eucaristica sottolineiamo i titoli di Cristo:

  • “Parola vivente”: Cristo, già contemplato presente nella parola ascoltata nella liturgia della Parola del giorno, viene nuovamente riconosciuto parola vivente nella vita ordinaria della Chiesa;
  • Salvatore e Redentore: ovvero, come viene specificato subito dopo, colui che “acquista” il popolo santo, ovvero l’insieme di tutti coloro che credono in Lui, vera rivelazione del Padre. Questa è l’opera che si compie nella Pasqua.

Per questo, subito dopo questo riconoscimento del prefazio e il canto del Santo, si ricorda l’istituzione dell’Eucarestia, vera presenza reale del Signore nelle specie eucaristiche.

Come si vede questa Preghiera Eucaristica raccorda pienamente la liturgia della Parola a quella Eucaristica e lascia percepire che la Parola viva, che è il Cristo, si incontra in modo personale nell’Eucarestia.

La seconda particolarità che vediamo nel testo è la grande insistenza, sia nell’anamnesi, sia nelle intercessioni, sul tema dell’unità della Chiesa. L’unità della Chiesa è chiesta come dono, da perseguire sempre più come un compito, ma è, al tempo stesso, già data nella comunione che si può sperimentare con il proprio Vescovo e con il Papa, segno visibile di questa unione di tutti i credenti.

Queste due sottolineature ci permettono di apprezzare e di valorizzare un testo che ascoltiamo molto spesso.

Le nuovissime modifiche[1]:

Nel PREFAZIO “tuo dilettissimo Figlio” diviene “tuo amatissimo Figlio (Fílium dilectiónis tuæ)” e “egli stese le braccia sulla croce” si completa in “egli, nell’ora della passione, stese le braccia sulla croce”, recuperando il cum paterétur latino. Nell’EPICLESI SUI DONI “con l’effusione del tuo Spirito” diviene “con la rugiada del tuo Spirito”, «che rende certamente più suggestiva l’immagine della discesa dello Spirito Santo sui doni attraverso il simbolo biblico della rugiada» (BOSELLI, pp. 68-69). Nel RACCONTO DI ISTITUZIONE “offrendosi liberamente alla sua passione” diviene “consegnandosi volontariamente alla passione” (passióni voluntárie traderétur) soprattutto per rendere in modo più appropriato il verbo trádere, «che indica non tanto un offrirsi – che in questo contesto assume una indubbia valenza cultuale – ma l’atto di consegnarsi da parte di Gesù nelle mani degli uomini» (BOSELLI, pp. 69). Nell’ANAMNESI “per averci ammessi” diviene “perché ci hai resi degni di stare» in conformità con l’originale latino (quia nos dignus abuísti astáre). Nell’INTERCESSIONE PER LA CHIESA “e tutto l’ordine sacerdotale” viene specificato con “i presbiteri e i diaconi”. In questo caso si rinnova anche rispetto al latino (universo clero), specificando in modo distinto gli ultimi due gradi del Sacramento dell’Ordine. Infine, nell’INTERCESSIONE PER I DEFUNTI “e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza” diviene “e, nella tua misericordia, di tutti i defunti”, evitando quell’affidarsi dei defunti alla clemenza divina che creava difficoltà ad alcuni sacerdoti.

[1] La spiegazione delle novità del tiro è stata tratta dalla sintesi curata da Mons. Magnoli

La preghiera Eucaristica III

A differenza della Preghiera Eucaristica II, la terza formulazione è un testo che non prevede un prefazio proprio, il che vuol dire che si prende il prefazio dallo schema eucologico che si sta utilizzando per la celebrazione della S. Messa. Anche questa Preghiera Eucaristica nasce dalla revisione dei testi liturgici del Concilio Vaticano II ed è un testo molto più articolato del precedente Canone.

La sua struttura è chiamata “ebraico – mozarabica”, perché si comprende molto bene come le diverse preghiere in essa contenute siano state riprese da diversi contesti liturgici dei primi secoli e poi armonizzati tra loro, pur mantenendo visibile la loro origine.

La particolarità fondamentale di questa Preghiera Eucaristica è la sua struttura. Dopo la lode al Padre, la sua opera viene riassunta in 4 punti:

  1. Anzitutto la forte sottolineatura trinitaria. Il Figlio opera nella potenza dello Spirito Santo per dare gloria al Padre;
  2. Vita e santificazione sono i doni che vengono qui descritti: il testo invita a comprendere che l’universo intero glorifica Dio e, per questo, ogni creatura loda il Padre;
  3. Un dato ecclesiologico. Viene detto esplicitamente: “continui a radunare attorno a te un popolo”. Dio, quindi, in Cristo e per la potenza dello Spirito Santo, compie due azioni:
  • compie l’azione del radunare;
  • è il principio stesso di questa unità.

La Chiesa è, quindi, l’assemblea liturgica nella quale Dio è presente come principio di unità di un popolo radunato da Lui stesso.

  1. Il culto reso a Dio è un culto spirituale. Potremmo citare molti riferimenti biblici, soprattutto della Prima lettera di Pietro. Il culto, che un tempo era celebrato solennemente con animali e immolazione cruenta, dopo la passione, morte e risurrezione del Signore, si attua nell’Eucarestia, che è il sacrificio incruento, per un culto spirituale. Compito del credente è “confessare il nome” che dà salvezza a tutto e a tutti.

Ecco le principali peculiarità di questo testo, da cui ne seguono altre:

  • Nelle intercessioni emerge con chiarezza che la Chiesa prega per tutti. Proprio perché Dio è l’origine di tutto e proprio perché il Cristo è il redentore universale, la Chiesa prega per tutto il creato, per tutto l’universo, per tutti gli uomini.
  • Tra queste preghiere ha una sua collocazione importante la preghiera per la pace che la Chiesa è chiamata a promuovere e diffondere, come riflesso di quella unione con il Padre e lo Spirito che l’immolazione del Cristo realizza.
  • La Chiesa chiede anche di crescere nella fede e nell’amore, che sono le due realtà maggiormente sottolineate dal Vangelo, dalla predicazione del Signore.
  • La Chiesa compie queste preghiere perché si sente sempre pellegrina verso la città eterna e mai arrivata ad essa.

Infine, in questa Preghiera Eucaristica si lascia anche trasparire come sia la comunione sacramentale con l’Ostia Santa, con la vera vittima di salvezza, a realizzare pienamente la sequela del Cristo. Anzi, la spiritualità della preghiera sottolinea come sia il gesto della comunione sacramentale a rendere “cristiana” la vita in ogni sua espressione. Poiché il credente riferisce tutto a Cristo, ne viene che non esiste nessun ambito della vita del credente che non possa essere sostenuto dalla presenza di Cristo stesso. Come dire: nulla per il credente è “profano”, perché tutto è sotto la potenza di Cristo.

Questo testo è molto diffuso nelle celebrazioni domenicali o nelle feste.

Le nuovissime modifiche[1]:

DOPO IL SANTO “da un confine all’altro della terra” diviene “dall’oriente all’occidente” in conformità all’originale latino (a solis ortu usque ad occásum). L’espressione è certamente più vicina al linguaggio biblico anche se l’espressione precedente era forse più immediata alla comprensione di tutta l’assemblea liturgica. Nell’EPICLESI SUI DONI “ora, ti preghiamo umilmente: manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo” diviene “Ti preghiamo umilmente: santifica e consacra con il tuo Spirito i doni che ti abbiamo presentato”. Il verbo “presentare” è certamente più giusto del verbo “offrire”, che la liturgia riserva al sacrificio di Cristo. Al Padre si domanda di “santificare” i doni e di “consacrarli” cercando di essere maggiormente fedeli al latino che chiede di “santificare con lo stesso Spirito questi doni che ti portiamo da consacrare” (ut hæc múnera, quæ tibi sacránda detúlimus, eódem Spíritu sanctificáre dignéris). I due verbi dicono sostanzialmente la stessa cosa, ma il secondo (consacrare) riconduce a Cristo e all’opera dello Spirito Santo anche il linguaggio religioso del sacro. APPENA DOPO L’EPICLESI SUI DONI “Egli faccia di noi” diviene “Lo Spirito Santo faccia di noi”, chiarendo chi è il soggetto della frase. Commenta il Boselli: «Questa novità intende evidenziare l’azione dello Spirito Santo non solo sui doni, ma anche sui fedeli: il rendimento di grazie che stanno compiendo ha come scopo quello di fare di loro e delle loro vite il dono gradito a Dio» (BOSELLI, p. 70). Nell’ANAMNESI “Celebrando il memoriale del tuo Figlio, morto per la nostra salvezza, gloriosamente risorto e asceso al cielo” diviene “Celebrando il memoriale della passione redentrice del tuo Figlio, della sua mirabile risurrezione e ascensione al cielo”. In fedeltà al latino, dal memoriale della persona (il Figlio, morto, risorto e asceso) si passa al memoriale degli eventi (la passione, la risurrezione e l’ascensione del Figlio). Infine, nell’INTERCESSIONE PER LA CHIESA “il collegio episcopale, tutto il clero” diviene “l’ordine episcopale, i presbiteri, i diaconi”, come già nella Preghiera Eucaristica II.

[1] La spiegazione delle novità del tiro è stata tratta dalla sintesi curata da Mons. Magnoli

La preghiera Eucaristica V

A proposito della quinta Preghiera Eucaristica, emerge subito la forte differenza con il rito romano. Difatti, mentre il rito romano ha recepito in questo Canone diverse formulazioni che sottolineano diversi aspetti della riconciliazione, il rito ambrosiano conosce un’unica formulazione che rende il testo particolarmente adatto quando si celebra il mistero della Chiesa o il ministero dei sacerdoti.

Le particolarità sono infatti:

  1. Nel post Sanctus, ovvero nell’inizio della Preghiera Eucaristica, si fa cenno a tutti noi “che celebriamo con fede pura il mistero cantato dalle schiere celesti”, ma subito dopo si aggiunge: “e noi, elevati a tale dignità da poter presentare a te, per l’efficacia dello Spirito Santo, il sacrificio sublime del Corpo e del Sangue del Signore nostro Gesù Cristo, tutto possiamo sperare dalla tua misericordia”. La teologia della Preghiera Eucaristica V, mette dunque in luce come dal ministero di Cristo, Sacerdote e Vittima, nasce il sacerdozio ministeriale che viene trasmesso a chi è chiamato a questa speciale vocazione. Il Canone V ricorda così l’intima connessione tra sacerdozio di Cristo e sacerdozio ministeriale, ma anche quello tra l’Eucarestia e il sacerdozio. Evidentemente, come sappiamo bene dalla vita della Chiesa, non si dà l’uno senza l’altro. Nel cenacolo, durante l’ultima cena, il Signore istituì contemporaneamente questi due Sacramenti nella loro inscindibile connessione. Ringraziare per il dono dell’uno è anche ringraziare per il dono dell’altro. È a questo punto, e cioè nel ricordo dell’istituzione dei due Sacramenti nell’intimità del cenacolo, che si attua il racconto dell’istituzione la cui teologia, ovviamente, è analoga a quella delle altre Preghiere Eucaristiche.
  2. La seconda particolarità è data dall’anamnesi, dove preghiamo così: “ricercando nel convito del corpo del Signore una comunione inseparabile con Lui, ne annunciamo la morte”. Il tema della comunione, che si trasforma presto nel tema dell’unità della Chiesa, è il cuore della Preghiera Eucaristica. Poco dopo, infatti preghiamo dicendo: “Guarda propizio a questo popolo che è tuo possesso e a tutta la tua famiglia, che in comunione col nostro papa N. e col nostro vescovo N.,
    rinnovando il mistero della passione del Signore, proclama le tue opere meravigliose
    e rivive i prodigi che l’hanno chiamata a libertà. Tu che ora ci raduni col vincolo di un amore sincero
    nell’unità della Chiesa cattolica, serbaci per il banchetto del cielo e per la partecipazione alla tua gloria con la beata Vergine Maria, con sant’Ambrogio e tutti i santi”.
    Dal mistero eucaristico nasce anche la Chiesa, che celebra fedelmente il mistero e lo trasmette a tutti coloro che, animati da vero spirito di fede, intendono ricevere benedizione e grazia da Cristo, veramente presente nel suo Corpo e Sangue immolati per noi. Si sottolinea anche, molto fortemente, che il raduno che si sta compiendo, è voluto e suscitato da Cristo stesso. È l’etimologia del nome “ecclesia”, da “ek- kaleo”, o da “qa’al”. La Chiesa è un popolo che si percepisce come convocato. È il Signore che chiama. Il fedele risponde e partecipa alla celebrazione dei riti e dei Sacramenti proprio per questo motivo, proprio perché si sente chiamato dal Signore a qualcosa di grande, solenne, importante, unico: diventare contemporaneo del suo sacrificio. Questa è la natura più intima ed alta della Chiesa.
  3. Ultima particolarità è la dossologia finale, più aulica di quella utilizzata in altri Canoni, che dà una conclusione solenne all’anafora.

Come si vede, dunque, questo testo è particolarmente adatto per le celebrazioni sopra indicate. Questa preghiera è obbligatoria nella celebrazione della S. Messa in Coena Domini.

La preghiera Eucaristica VI

Una sola parola sulla Preghiera Eucaristica VI, anche questa tipica del solo rito ambrosiano, obbligatoria nella Veglia Pasquale, e che può essere anche usata in tutte le ferie del tempo pasquale e nei riti di iniziazione cristiana dei fanciulli.

Questo testo viene utilizzato, come ho detto, specialmente nel tempo pasquale perché tutta l’anafora ha una forte sottolineatura cristologica: “Veramente santo, veramente benedetto
è il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio tuo. Egli, che è Dio infinito ed eterno, discese dal cielo, si umiliò
fino alla condizione di servo e venne a condividere la sorte di chi si era perduto. Accettò volontariamente di soffrire per liberare dalla morte l’uomo che Lui stesso aveva creato; con amore che non conosce confini ci lasciò quale sacrificio da offrire al tuo nome il suo corpo e il suo sangue, che la potenza dello Spirito Santo rende presenti sull’altare”.
Dunque il testo si riferisce immediatamente a Cristo e alla sua immolazione pasquale, di cui l’Eucarestia è attualizzazione e riproposizione nel tempo. Anche nell’epiclesi di questa Preghiera Eucaristica si chiede il dono dello Spirito perché santifichi il pane e il vino che sono la “materia” che diventa, proprio per la sua azione, il Corpo e il Sangue di Cristo. Le intercessioni di questa Preghiera Eucaristica, che riprendono da vicino la teologia delle precedenti, sono state riprese da un’antica anafora medioevale.

Come si vede, quindi, tra i vari testi consacratori che il sacerdote ha a disposizione, due sono tipicamente ambrosiani.

Nel prossimo incontro, invece, vedremo la teologia della Preghiera Eucaristica IV, solenne e molto rilevante dal punto di vista teologico.

Le nuovissime modifiche[1]:

Nell’introdurre le PAROLE SUL PANE si esplicita: «e, alzando gli occhi al cielo, a te Dio, Padre suo onnipotente» in parallelo con l’introduzione alle parole sul vino. Nell’EPICLESI il passaggio «perché il rito che noi compiamo con fede abbia il dono della presenza del Figlio tuo nell’arcana sublimità del tuo Sacramento» è stato riscritto con l’intento di chiarificare il significato della domanda, semplificando il modulo espressivo: «perché la presenza del Figlio tuo in questo sublime Sacramento doni pienezza alla nostra fede». E subito dopo «e a noi, che in verità partecipiamo al sacrificio perennemente offerto nel santuario celeste, concedi di attingere la viva e misteriosa realtà del Corpo e del Sangue del Signore» è diventato: «e a noi, che offriamo il vero sacrificio, concedi di comunicare alla viva e misteriosa realtà del Corpo e del Sangue del Signore». Nelle INTERCESSIONI l’espressione «Chiesa, diffusa su tutta la terra e radunata nello Spirito Santo» è diventata «Chiesa, diffusa su tutta la terra e radunata dalla potenza dello Spirito Santo»

[1] Testo di Mons C. Magnoli

In Appendice

Infine, in Appendice è stata riportata la Preghiera Eucaristica per le messe «per varie necessità» (un tempo chiamata «svizzera») nella sua quadruplice forma, rendendola ufficialmente disponibile anche all’uso ambrosiano. Il suo testo, significativamente modificato rispetto alla versione riportata nel Messale Romano del 1983, è utilizzabile esclusivamente quando si celebrano messe «per varie necessità» e la rubrica introduttiva a ciascuna delle quattro forme suggerisce le più adatte all’utilizzo di ciascuna di loro: I. La Chiesa in cammino “Si può convenientemente utilizzare con i formulari delle Messe per la Chiesa, per il Papa, per il Vescovo, per l’elezione del Papa o del Vescovo, per un Concilio o un Sinodo, per i sacerdoti, per il sacerdote celebrante, per i ministri della Chiesa, per una riunione spirituale o pastorale, per l’unità dei cristiani”. II. Dio guida la sua Chiesa sulla via della salvezza “Si può convenientemente utilizzare con i formulari delle Messe per la Chiesa, per le vocazioni agli ordini sacri, per i laici, per la famiglia, per i religiosi, per le vocazioni alla vita religiosa, per chiedere la virtù della carità, per i parenti e gli amici, per ringraziamento”. III. Gesù via al Padre “Si può convenientemente utilizzare con i formulari delle Messe per l’evangelizzazione dei popoli, per i cristiani perseguitati, per la patria o la comunità civile, per le autorità civili, per gli organismi soprannazionali, all’inizio dell’anno civile, per il progresso dei popoli”. IV. Gesù passò beneficando “Si può convenientemente utilizzare con i formulari delle Messe per i profughi e gli esuli, per i migranti, per la fame nel mondo, per coloro che ci affliggono, per i prigionieri, per i carcerati, per gli infermi, per i moribondi, per chiedere la grazia di una buona morte, per qualunque necessità”. I singoli cambiamenti da soli possono risultare piccola cosa. Per noi sacerdoti e diaconi è un’occasione per riprendere un contatto più vivo con i testi liturgici nella loro valenza ecclesiale (è la Chiesa nel suo insieme che prega così) e spirituale. Per i fedeli laici è un’opportunità di rinnovata formazione liturgica per una «piena, consapevole e attiva partecipazione» (Sacrosanctum Concilium, n. 14).

I testi

PREGHIERA EUCARISTICA II

 

 

Prefazio[2]

C.: Il Signore sia con voi.

A.: E con il tuo spirito.

C.: In alto i nostri cuori.

A.: Sono rivolti al Signore.

C.: Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.

A.: È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza,

rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Padre santo,

per Gesù Cristo, tuo amatissimo Figlio.

Egli è la tua Parola vivente, per mezzo di lui hai creato tutte le cose,

e lo hai mandato a noi salvatore e redentore, fatto uomo per opera dello Spirito Santo

e nato dalla Vergine Maria. Per compiere la tua volontà e acquistarti un popolo santo,

egli nell’ora della passione stese le braccia sulla croce, morendo distrusse la morte

e proclamò la risurrezione.

Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce la tua gloria:

Santo

Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.

Osanna nell’alto dei cieli.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Osanna nell’alto dei cieli.

Epíclesi consacratoria

Veramente santo sei tu, o Padre, fonte di ogni santità.

Ti preghiamo: santifica questi doni con la rugiada del tuo Spirito

perché diventino per noi il corpo e † il sangue del Signore nostro Gesù Cristo

Racconto dell’Istituzione

Egli, consegnandosi volontariamente alla passione, prese il pane, rese grazie,

lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

“Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio Corpo

offerto in sacrificio per voi.”

Allo stesso modo, dopo aver cenato,

prese il calice, di nuovo ti rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

“Prendete e bevetene tutti, questo è il calice del mio Sangue

per la nuova ed eterna alleanza versato per voi e per tutti

in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.”

Mistero della fede.

Acclamazione

Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione,

nell’attesa della tua venuta.

Anàmnesi

Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio,

ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza,

e ti rendiamo grazie perché ci hai resi degni di stare alla tua presenza

a compiere il servizio sacerdotale.

Ti preghiamo umilmente: per la comunione al corpo e al sangue di Cristo

lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.

Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra:

rendila perfetta nell’amore in unione con il nostro Papa N.,

il nostro Vescovo N., i presbiteri e i diaconi.

Memento per i morti

Ricordati anche dei nostri fratelli e sorelle, che si sono addormentati

nella speranza della risurrezione e, nella tua misericordia, di tutti i defunti:

ammettili alla luce del tuo volto.

Di noi tutti abbi misericordia: donaci di aver parte alla vita eterna,

insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, san Giuseppe suo sposo,

gli apostoli, [san N…] e tutti i santi, che in ogni tempo ti furono graditi:

e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua lode e la tua gloria.

Dossologia

Per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio, Padre onnipotente,

nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli.

Amen.

PREGHIERA EUCARISTICA III

Il sacerdote, con le braccia allargare, dice:

CP Veramente santo sei tu, o Padre,
ed è giusto che ogni creatura ti lodi.
Per mezzo del tuo Figlio,
il Signore nostro Gesù Cristo
nella potenza dello Spirito Santo
fai vivere e santifichi l’universo,
e continui a radunare intorno a te un popolo,
che, dall’oriente all’occidente,
offra al tuo nome il sacrificio perfetto.

Congiunge le mani e, tenendole stese sulle offerte, dice:

CC Ti preghiamo umilmente:
santifica e consacra con il tuo Spirito
i doni che ti abbiamo presentato

congiunge le mani e traccia un segno di croce sul pane e sul calice, dicendo:

perché diventino il Corpo e ✠ il Sangue
del tuo Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo,

congiunge le mani

che ci ha comandato di celebrare questi misteri.

Nelle formule seguenti le parole del Signore si pronuncino con voce chiara e distinta, come è richiesto dalla loro natura.

Nella notte in cui veniva tradito,

prende il pane, e tenendolo leggermente sollevato sull’altare, prosegue:

egli prese il pane,
ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo spezzò,
lo diede ai suoi discepoli,
e disse:

si inchina leggermente,

PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI
QUESTO È IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

Presenta al popolo l’ostia consacrata, la depone sulla patena e genuflette in adorazione.

Poi continua:

Allo stesso modo, dopo aver cenato,

prende il calice e, tenendolo leggermente sollevato sull’altare, prosegue:

prese il calice,
ti rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo diede ai suoi discepoli,
e disse:

 

si inchina leggermente,

PRENDETE, E BEVETENE TUTTI!
QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.

Presenta al popolo il calice, lo depone sul corporale e genuflette in adorazione.

Quindi il sacerdote canta o dice:
CP Mistero della fede.

Il popolo prosegue acclamando:
Annunciamo la tua morte, Signore,
proclamiamo la tua risurrezione,
nell’attesa della tua venuta.

oppure:
Ogni volta che mangiamo di questo pane
e beviamo a questo calice
annunciamo la tua morte, Signore,
nell’attesa della tua venuta.

oppure:
Tu ci hai redento con la tua croce
e la tua risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.

Con le braccia distese in forma di croce, il sacerdote continua:

CC Celebrando il memoriale
della passione redentrice del tuo Figlio,
della sua mirabile risurrezione
e ascensione al cielo
nell’attesa della sua venuta nella gloria
ti offriamo, o Padre,
in rendimento di grazie
questo sacrificio vivo e santo.

 

Con le braccia allargato, prosegue:

Guarda con amore
e riconosci
nell’offerta della tua Chiesa,
la vittima immolata
per la nostra redenzione,
e a noi, che ci nutriamo
del Corpo e del Sangue del tuo Figlio,
dona la pienezza dello Spirito Santo
perché diventiamo in Cristo
un solo corpo e un solo spirito.

1C Lo Spirito Santo faccia di noi
un’offerta perenne a te gradita,
perché possiamo ottenere il regno promesso
con i tuoi eletti:
con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio,
san Giuseppe, suo sposo,
i tuoi santi apostoli, i gloriosi martiri,
sant’Ambrogio, [san N.: santo del giorno o patrono] e tutti i santi, nostri intercessori presso di te.

2C Ti preghiamo, o Padre:
questo sacrificio della nostra riconciliazione
doni pace e salvezza al mondo intero.
Conferma nella fede e nell’amore
la tua Chiesa pellegrina sulla terra:
il tuo servo e nostro papa N.,
il nostro vescovo N., *
l’ordine episcopale,
i presbiteri, i diaconi
e il popolo che tu hai redento. †

* Qui è permesso nominare anche il vescovo coadiutore e gli ausiliari.

_________________________________

 

Dalla Messa nel giorno di PASQUA alla II DOMENICA Dl PASQUA [in ricordo di tutti i battezzati (e cresimati) nella Veglia pasquale].

† Sostieni nell’impegno cristiano i tuoi figli [N. e N.],
che oggi mediante il lavacro della rigenerazione[e il dono dello Spirito Santo] hai chiamato a far parte del tuo popolo:
con il tuo aiuto possano camminare sempre
in novità di vita.

 

  1. Le intercessioni per le altre Messe rituali si trovano nei rispettivi formulari.

_________________________________

Ascolta la preghiera di questa famiglia,
che hai convocato alla tua presenza † [.] _________________________________

 

Si può dire in TUTTE LE DOMENICHE, tranne quando c’è un altro ricordo proprio, come indicato sotto:

† nel giorno in cui Cristo ha vinto la morte
e ci ha resi partecipi della sua vita immortale.

 

Dalla vigilia del NATALE DEL SIGNORE alla Messa dell’OTTAVA nella Circoncisione del Signore:

† nel giorno santissimo (nella notte santissima)
in cui la Vergine Maria diede al mondo il Salvatore.

 

Nell’EPIFANIA del Signore (Messa della vigilia e Messa nel giorno):

† nel giorno santissimo in cui il tuo unico Figlio.
eterno con te nella gloria,
si è manifestato nella nostra natura umana.

 

Dalla Messa nel giorno di PASQUA alla II DOMENICA DI PASQUA:

† nel giorno glorioso della risurrezione di Cristo Signore
nel suo vero corpo.

 

Nell’ASCENSIONE DEL SIGNORE (Messa nella vigilia e Messa nel giorno):

† nel giorno glorioso dell’ascensione in cui Cristo
è stato costituito Signore del cielo e della terra.

 

Nella DOMENICA DI PENTECOSTE (Messa nella vigilia e Messa nel giorno):

† nel giorno Santissimo in cui l’effusione del tuo Spirito
l’ha costituita sacramento cli unità per tutti i popoli.
_________________________________

Ricongiungi a te, Padre misericordioso,
tutti i tuoi figli ovunque dispersi.

† Accogli nel tuo regno
i nostri fratelli e sorelle defunti,
e tutti coloro che, in pace con te,
hanno lasciato questo mondo;
concedi anche a noi di ritrovarci insieme
a godere per sempre della tua gloria,

 

congiunge le mani

in Cristo, nostro Signore,
per mezzo del quale tu, o Dio,
doni al mondo ogni bene.
_________________________________

 

Quando questa Preghiera Eucaristica viene usata nella Messe per i defunti, si può dire:

† Ricòrdati del nostro fratello N.
(della nostra sorella N.)
che (oggi) hai chiamato a te da questa vita:
e come per il battesimo
l’hai unito(a) alla morte di Cristo, tuo Figlio,
così rendilo(a) partecipe
della sua risurrezione,
quando egli farà sorgere i morti dalla terra
e trasfigurerà il nostro corpo mortale
per conformarlo al suo corpo glorioso.
Accogli nel tuo regno
i nostri fratelli e sorelle defunti
e tutti coloro che, in pace con te,
hanno lasciato questo mondo;
concedi anche a noi
di ritrovarci insieme
a godere della tua gloria
quando, asciugata ogni lacrima,
i nostri occhi vedranno il tuo volto
e noi saremo simili a te,
e canteremo per sempre la tua lode,

 

congiunge le mani

in Cristo, nostro Signore,
per mezzo del quale tu, o Dio,
doni al mondo ogni bene.
_________________________________

 

Prende con una mano la patena su cui è l’ostia, e con l’altra il calice, ed elevandoli insieme, canta o dice:

CP Per Cristo, con Cristo e in Cristo,
CC a te, Dio Padre onnipotente,
nell’unità dello Spirito Santo,
ogni onore e gloria
per tutti i secoli dei secoli.

 

Il popolo acclama:
Amen.

PREGHIERA EUCARISTICA V

Questa Preghiera Eucaristica si deve usare nella Messa vespertina «Nella Cena del Signore››; si può anche usare nelle Messe che hanno come tema il mistero dell’Eucaristia e della Passione, nelle ordinazioni, negli anniversari sacerdotali e nelle riunioni sacerdotali. In questa Preghiera Eucaristica non è prevista la formula speciale per il defunto.

Il sacerdote, con le braccia allargare, dice:

CP Veramente santo,
veramente benedetto sei tu, o Dio;
tu ci hai voluto
in comunione di vita col Figlio tuo,
eredi con lui del tuo regno,
cittadini del cielo
e compagni degli angeli,
se però conserviamo con fede pura
il mistero cantato dalle schiere celesti.
E noi, elevati a tale dignità
da poter presentare a te,
per l’efficacia dello Spirito Santo,
il sacrificio sublime
del Corpo e del Sangue
del Signore nostro Gesù Cristo,
tutto possiamo sperare
dalla tua misericordia.

CC Per la redenzione del mondo,
egli andò incontro liberamente alla passione
che ricordiamo con venerazione
e con amore.
E per istituire un sacrificio
quale sacramento di salvezza perenne,
per primo offrì se stesso come vittima
e comandò di ripresentarne l’offerta.

Congiunge le mani.

Nelle formule seguenti le parole del Signore si pronuncino con voce chiara e distinta, come è richiesto dalla loro natura.

Alla vigilia di patire
_________________________________

Il giovedì santo alla Messa «Nella cena del Signore»:

In questo giorno, alla vigilia di patire
_________________________________
per la salvezza nostra
e del mondo intero,
stando a mensa tra i suoi discepoli,

prende il pane e, tenendolo leggermente sollevato sull’altare, prosegue:

egli prese il pane

alza gli occhi

e, alzando gli occhi al cielo
a te, Dio, Padre suo onnipotente,
rese grazie con la preghiera di benedizione,
spezzò il pane,
lo diede ai suoi discepoli e disse:

si inchina leggermente,

PRENDETE E MANGIATENE TUTTI
QUESTO È IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

Presenta al popolo l’ostia consacrata, la depone sulla patena e genuflette in adorazione.

Poi riprende:

Dopo la cena,
allo stesso modo,

prende il calice e, tenendolo leggermente sollevato sull’altare, prosegue:

prese il calice

alza gli occhi

e alzando gli occhi al cielo
a te, Dio, Padre suo onnipotente,
rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo diede ai suoi discepoli
e disse:

si inchina leggermente,

PRENDETE, E BEVETENE TUTTE
QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.

Diede loro anche questo comando:

OGNI VOLTA CHE FARETE QUESTO
LO FARETE IN MEMORIA DI ME;
PREDICHERETE LA MIA MORTE,
ANNUNCERETE LA MIA RISURREZIONE
ATTENDERETE COMN FIDUCIA IL MIO RITORNO
FINCHE DI NUOVO VERRO A VOI DAL CIELO.

Presenta al popolo il calice, lo depone sul corporale e genuflette in adorazione.

Quindi il sacerdote canta o dice:
CP Mistero della fede.

Il popolo prosegue acclamando:
Tu ci hai redento con la tua croce
e la tua risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.

Con le braccia distese in forma di croce, il sacerdote continua:

CC Obbedendo al divino comando,
noi celebriamo, o Padre, questo mistero
e, ricercando nel convito del Corpo del Signore
una comunione inseparabile con lui,
ne annunciamo la morte.

Con le braccia allargate prosegue:

Manda a noi, o Padre onnipotente,
l’unigenito tuo Figlio,
tu che ce lo hai mandato con amore spontaneo
prima ancora che l’uomo potesse cercarlo.
Da te, che sei Dio ineffabile e immenso,
lo hai generato Dio ineffabile e immenso,
a te uguale.
Donaci, ora, quale fonte di salvezza,
il suo Corpo che ha sofferto
per la redenzione degli uomini.

1C Guarda propizio a questo popolo che è tuo possesso
e a tutta la tua famiglia,
che in comunione con il nostro papa N.
e con il nostro vescovo N., *
rinnovando il mistero della passione del Signore,
proclama le tue opere meravigliose
e rivive i prodigi che l’hanno chiamata a libertà.
Tu che ora ci raduni
col vincolo di un amore sincero
nell’unità della Chiesa cattolica,
serbaci per il banchetto del cielo
e per la partecipazione alla tua gloria
con la beata Vergine Maria,
san Giuseppe, suo sposo,
sant’Ambrogio, [san N.: santo del giorno o patrono] e tutti i santi.

* Qui è permesso nominare anche il vescovo coadiutore e gli ausiliari.

Prende con una mano la patena su cui è l’ostia, e con l’altra il calice, ed elevandoli insieme, canta o dice:

CP Per il Signore nostro Gesù Cristo,
CC nell’unità dello Spirito Santo,
a te, Padre, è l’onore,
la lode, la gloria,
la maestà e la potenza,
ora e sempre,
dall’eternità e per tutti i secoli dei secoli.

Il popolo acclama:
Amen.

PREGHIERA EUCARISTICA VI

Questa Preghiera Eucaristica si deve usare nella Veglia pasquale; si può usare anche nelle Messe «per i battezzati», nelle domeniche e nelle ferie del Tempo pasquale e nelle Messe rituali dell’iniziazione cristiana.

Il sacerdote, con le braccia allargare, dice:

CP Veramente santo,
veramente benedetto
è il Signore nostro Gesù Cristo, Figlio tuo.

CC Egli, che è Dio infinito ed eterno,
discese dal cielo,
si umiliò fino alla condizione di servo
e venne a condividere la sorte
di chi si era perduto.
Accettò volontariamente di soffrire
per liberare dalla morte l’uomo
che lui stesso aveva creato;
con amore che non conosce confini
ci lasciò quale sacrificio da offrire al tuo nome
il suo Corpo e il suo Sangue,
che la potenza dello Spirito Santo
rende presenti sull’altare.

Congiunge le mani.

Nelle formule seguenti le parole del Signore si pronuncino con voce chiara e distinta, come è richiesto dalla loro natura.

La vigilia della sua passione,
sofferta per la salvezza nostra
e del mondo intero,
stando a mensa tra i suoi discepoli,

prende il pane, e tenendolo leggermente sollevato sull’altare, prosegue:

egli prese il pane,
e, alzando gli occhi al cielo,
a te, Dio, Padre suo onnipotente,
rese grazie
con la preghiera di benedizione,
spezzò il pane,
lo diede ai suoi discepoli e disse:

si inchina leggermente,

PRENDETE E MANGIATENE TUTTI
QUESTO È IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

Presenta al popolo l’ostia consacrata, la depone sulla patena e genuflette in adorazione.

Poi riprende:

Dopo la cena,
allo stesso modo,

prende il calice e, tenendolo leggermente sollevato sull’altare, prosegue:

prese il calice

alza gli occhi

e, alzando gli occhi al cielo
a te, Dio, Padre suo onnipotente,
rese grazie con la preghiera di benedizione,
lo diede ai suoi discepoli e disse:

si inchina leggermente,

PRENDETE, E BEVETENE TUTTE
QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.

Diede loro anche questo comando:

OGNI VOLTA CHE FARETE QUESTO
LO FARETE IN MEMORIA DI ME;
PREDICHERETE LA MIA MORTE,
ANNUNCERETE LA MIA RISURREZIONE
ATTENDERETE COMN FIDUCIA IL MIO RITORNO
FINCHE DI NUOVO VERRO A VOI DAL CIELO.

Presenta al popolo il calice, lo depone sul corporale e genuflette in adorazione.

Quindi il sacerdote canta o dice:
CP Mistero della fede.

Il popolo prosegue acclamando:
Tu ci hai redento con la tua croce
e la tua risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.

Con le braccia distese in forma di croce, il sacerdote continua:

CC Il mistero che celebriamo, o Padre,
è obbedienza al comando di Cristo.

Con le braccia allargare prosegue:

CC Manda tra noi in questa azione sacrificale
colui che l’ha istituita
perché la presenza del Figlio tuo
in questo sublime sacramento
doni pienezza alla nostra fede.
E a noi, che offriamo il vero sacrificio
concedi di comunicare
alla viva e misteriosa realtà
del Corpo e del Sangue del Signore.

1C Dégnati, o Dio, di accogliere
questo sacrificio pasquale:
uniti alla beata Vergine Maria, Madre di Dio,
a san Giuseppe, suo sposo,
sant’Ambrogio, [san N.: santo del giorno o patrono] e a tutti i santi.

Insieme con il nostro papa N.
e con il nostro vescovo N., *
noi te lo offriamo con cuore umile e grato
per la tua santa Chiesa,
diffusa su tutta la terra
e radunata dalla potenza dello Spirito Santo
nell’amore del suo Redentore.
Te l’offriamo inoltre
per i sacerdoti a te consacrati,
per questo tuo popolo,
che in te ha trovato misericordia,
e per i nostri fratelli e sorelle
che ci hanno preceduto
nella fiduciosa speranza
della venuta del tuo regno.

* Qui è permesso nominare anche il vescovo coadiutore e gli ausiliari.

Serba scritti nel libro della vita
i nomi di tutti
perché tu li possa tutti ritrovare
nella comunione del Signore nostro Gesù Cristo.

Prende con una mano la patena su cui è l’ostia, e con l’altra il calice, ed elevandoli insieme, canta o dice:

CP Con lui e con lo Spirito Santo,
CC a te, o Padre,
è l’onore, la lode, la gloria,
la maestà e la potenza,
ora e sempre,
dall’eternità e per tutti i secoli dei secoli.

Il popolo acclama:
Amen.